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XXIX rassegna internazionale del cinema archeologico di Rovereto: 35 film che spaziano dalla preistoria all’Egitto, dalla Grecia a Roma al Medioevo, dalle civiltà africane all’Isola di Pasqua. Conversazioni con protagonisti dell’archeologia che poi incontrano il pubblico anche in aperitivi informali. La rassegna in città: incontri con gli autori nelle librerie. Percorsi e degustazioni guidati

Il manifesto della 29.ma edizione della rassegna internazionale del cinema archeologico di Rovereto 2018

Il film “L’Ile de Paques, l’heure des verites” di Thibaud Marchand

“Sono tantissimi gli argomenti toccati dai 35 film in concorso nella XXIX Rassegna internazionale del cinema archeologico di Rovereto”, sintetizza Barbara Maurina, conservatrice per l’Archeologia, supervisore scientifico della rassegna. “Alto l’interesse per le origini dell’uomo e la preistoria, per l’Egitto e i suoi grandi monumenti, per le civiltà fiorite nel Mediterraneo, per Grecia, Roma, per il Medioevo e i suoi castelli, per le civiltà africane, per i Rapa Nui e l’Isola di Pasqua, oltre a produzioni curiose sulle origini della musica e della stampa, su personaggi storici particolari e interessanti come Matilde di Canossa, l’archeologo Winckelmann o Pia Laviosa Zambotti. Ma la Rassegna – continua – sarà molto più dei film. Gli incontri con i protagonisti di quest’anno propongono argomenti che vanno dalle origini dell’uomo, all’utilizzo delle nuove tecnologie in ambito archeologico per effettuare nuove scoperte perfino nelle straordinarie tombe dei Faraoni egizi, al mercato nero di reperti che ha superato il traffico d’armi per volume d’affari. Non mancherà un incontro in memoria del grande documentarista italiano Folco Quilici, che verrà ricordato grazie all’intervento del figlio Brando. Gli incontri saranno moderati da giornalisti, archeologi, blogger, e – grande novità – alla fine delle conversazioni con #dachepulpito “aperitivo informale con i protagonisti” le domande il pubblico le potrà fare a tu per tu, incontrando gli ospiti nella sala bar del teatro, dove sarà possibile sciogliere qualche curiosità sugli argomenti proposti in un ambiente informale e amichevole”.

Il film “Mysterious Discoveries in the Great Pyramid / Misteriose scoperte nella Grande Piramide” di Florence Tran

Il prof. Francesco Porcelli

Focus sull’Egitto. Martedì 2 ottobre 2018, nel pomeriggio, il film “Mysterious Discoveries in the Great Pyramid / Misteriose scoperte nella Grande Piramide” di Florence Tran (Francia, 2017, 85′). La grande Piramide di Giza è l’unica delle sette meraviglie oggi sopravvissute. Alla fine del 2017, un team multidisciplinare di scienziati autorizzato dal governo egiziano per la prima volta dopo 30 anni, mette in campo le più moderne tecnologie e scopre misteriose cavità nella Grande Piramide. “Non poteva mancare la terra dei faraoni con un film sulle più recenti tecnologie applicate all’archeologia”, spiega Maurina, “cui seguirà, alle 17.45, la conversazione con Francesco Porcelli, professore al DISAT Dipartimento Scienza Applicata e Tecnologia del Politecnico di Torino al quale è stato affidato l’incarico da parte del ministero delle Antichità egiziano di verificare la presenza di un corridoio che dalla tomba di Tutankhamon avrebbe dovuto portare alla tomba di Nefertiti. Il professore parlerà di “Archeo-fisica nel terzo millennio. Il progetto Luxor-Valle dei re” insieme a Marco Cattaneo, direttore di National Geographic e Mattia Mancini, archeologo e blogger.

“La passeggiata del cavallo i Troia” affrescata da Giandomenico Tiepolo nella seconda metà del XVIII secolo nella villa di famiglia a Zianigo nella terraferma veneziana

L’archeologo navale Francesco Tiboni

Focus sulla Grecia. Mercoledì 3 ottobre 2018, il film “Crète, le mythe du labyrinthe / Creta, il mito del labirinto” di Agnès Molia (Francia, 2017, 26′). L’archeologo Peter Eeckhout, nella fortunata serie francese «Inchieste archeologiche», accompagna gli spettatori al centro del Mediterraneo, a Creta, che fu la culla, tra il 3000 e il 1400 a.C., della prima grande civiltà del mondo greco, particolarmente avanzata: la civiltà Minoica. “Il film rientra in una produzione più ampia che presenta inchieste di archeologia alla ricerca di nuovi siti e di recenti scoperte archeologiche. E di una “scoperta” tratta la conversazione alle 17.45 con Francesco Tiboni, archeologo terrestre, subacqueo e navale, docteur de l’Université Aix-Marseille I e presidente di ATENA CuMaNa dell’università di Genova, che metterà in discussione la veridicità dello stratagemma del cavallo per la risoluzione della guerra di Troia nell’incontro “La presa di Troia. Un inganno venuto dal mare. Perché Omero non parlò mai di un cavallo” insieme a Graziano Tavan, giornalista e curatore dell’archeoblog archeologiavocidalpassato.

Il film “Le fils de Neanderthal. Il figlio dei Neanderthal” di Jacques Mitsch

Il paleoantropologo Giorgio Manzi

Focus dell’Uomo di Neanderthal. Mercoledì 3 ottobre 2018, alla sera, il film “Le fils de Neandertal / Il figlio dei Neandertal” di Jacques Mitsch (Francia, 2017, 52′). L’Homo sapiens ha veramente soppiantato i Neandertal? È quello che si credeva fino alla scoperta di una strana sepoltura. Per mesi paletnologi, paleoantropologi e genetisti hanno lavorato per scoprirne i segreti in un grande viaggio immaginario sulle tracce del più incredibile dei nostri antenati. E giovedì 4 ottobre 2018, alla sera, il film “Qui a tué Neandertal? / Chi ha ucciso i Neandertal?” di Thomas Cirotteau (Francia, 2017, 90′). 350.000 anni fa, i Neandertal dominavano il mondo e gli animali, adattandosi all’ambiente difficile, e sviluppando abilità ed elementi culturali propri. La loro scomparsa 30.000 anni fa rimane un mistero. Tra le ipotesi: genocidio, epidemie, cambiamenti climatici, diluizione genetica. Il docudrama cerca di risolvere l’enigma. “Sul tema si inserisce la conversazione di giovedì 4 ottobre 2018, alle 17.45, con Giorgio Manzi, paleoantropologo e divulgatore, professore al dipartimento di Biologia ambientale dell’università La Sapienza di Roma”. Si parlerà di “Qualcosa di molto speciale: come e quando siamo diventati umani” insieme a Marco Perinelli, archeologo e giornalista, e Antonia Falcone, archeologa e blogger.

Folco Quilici, grande documentarista, divulgatore scientifico, scrittore e ambientalista

Il cinema di Folco Quilici. Venerdì 5 ottobre 2018, alle 17.45, “Brando Quilici, regista e documentarista, insieme ad Andrea M. Steiner, direttore della rivista Archeo, consegneranno al pubblico il ricordo del grande Folco Quilici, ospite di numerose edizioni del nostro festival”. Durante l’incontro sarà proiettato il film “Hierapolis” di Folco Quilici (Italia, 2008, 28’). Pamukkale, ovvero “Castello di cotone”, è un sito nella valle del Meandro dove l’acqua forma straordinarie formazioni di calcare, bianche come il frutto del cotone. Su questo scenario grandioso, tornano alla luce i resti dell’antica Hierapolis, città greca, romana e cristiana.

La giornalista della Rai Valeria Ferrante affronta il tema del mercato nero di reperti archeologici

La grande razzia. Per finire, sabato 6 ottobre 2018, alle 17.30, con Valeria Ferrante, giornalista e reporter, si affronterà il tema scottante della “Grande razzia” ovvero il furto e il mercato nero di reperti archeologici in Italia, insieme a Rocco Cerone, giornalista e segretario Assostampa del Trentino-Alto Adige. Valeria Ferrante collabora con inchieste e video-reportage a diversi programmi TV, e con Repubblica. Nel 2017 ha vinto il premio giornalistico Giustolisi “Giustizia e verità”. La sua è una testimonianza sul furto e il traffico illecito di beni culturali e opere d’arte, il cui volume d’affari criminali ha superato quello del traffico d’armi.

 

Il libro “Ötzi The Iceman. Der Mann aus dem Eis” di Armin Barducci e Eleonora Suri Bovo

Il libro “Iron Towns” di Anthony Cartwright

La Rassegna va in città. Ma la novità forse più grande è quella di voler far vivere il festival non solo a teatro e nella sala cinematografica, ma anche in città. Oltre alla nuova formula degli aperitivi coi protagonisti al termine delle conversazioni, con vino offerto da Cantine Vivallis, la Rassegna si sposta infatti al di fuori del cinema con “Rassegnaincittà” e offre eventi organizzati in collaborazione con diversi partner: ci saranno presentazioni di libri a cura delle librerie Arcadia (sabato 6 ottobre 2018, alle 19, presentazione del libro di Anthony Cartwright “Iron towns. Città di ferro” con la presenza dell’autore) e Piccoloblu (mercoledì 3 ottobre 2018, alle 17.30, incontro per bambini e ragazzi dagli 8 ai 12 anni con Armin Barducci e Eleonora Suri Bovo, autori e fumettisti del libro “Ötzi The Iceman. Der Mann aus dem Eis. / L’uomo venuto dal ghiaccio”; venerdì 5 ottobre 2018, “L’archeologia animata”, proiezioni di cartoni animati a tema per bambini dai 4 ai 7 anni alle 17, e per ragazzi dagli 8 ai 12 anni alle 18); un percorso guidato con degustazione al Museo del Caffé Bontadi (mercoledì 3 ottobre 2018, “L’arte del caffè”, alle 14); un percorso con degustazione “Sulle rotte del cioccolato” all’eno-cioccoteca Exquisita (venerdì 5 ottobre 2018, alle 14, lezione con degustazione guidato). Nella mattinata finale del festival, sabato 6 ottobre 2018, alle 11.15, sarà anche presentata, questa volta nella sala bar del teatro, una pralina appositamente creata da Exquisita in esclusiva per la Rassegna, che ne descriverà l’essenza attraverso il cioccolato e che si potrà degustare in anteprima.

Musicarivafestival porta lo spettacolo “Sinfonia della storia. Musica e immagini archeologiche”

Serata finale con premiazioni. Tra le novità anche lo spettacolo della serata finale (6 ottobre, alle 21): quest’anno c’è la collaborazione con il MusicaRivaFestival, grazie al sostegno della Fondazione Caritro, per uno spettacolo che unisce l’archeologia e la musica: “La sinfonia della storia”, musica e immagini archeologiche. Il concerto del Milano Saxophone Quartet, quartetto composto da quattro giovani musicisti che ha già suonato in tutto il mondo, sarà infatti accompagnato da immagini tratte dai film dell’archivio della Rassegna. Quindi si chiude con la cerimonia di premiazione. Gli spettatori avranno la possibilità di attribuire, con votazioni giornaliere, il premio Città di Rovereto al film più gradito dal pubblico. Verranno poi attribuite la menzione speciale CinemAMoRe, insieme a Trento Film Festival di Trento e Religion Today Filmfestival, e la menzione speciale Archeoblogger, attribuita da una giuria formata da alcuni dei più seguiti blogger di archeologia italiani.

(2 – fine; il precedente post è stato pubblicato il 10 settembre 2018)

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Rovereto. Presentata la 29.ma edizione della rassegna internazionale del cinema archeologico all’insegna delle novità: nuovo logo, nuova sede, nuove partnership, nuova programmazione, nuovo coinvolgimento delle scuole, nuova presenza in città

Il manifesto della 29.ma edizione della rassegna internazionale del cinema archeologico di Rovereto 2018

La rassegna internazionale del cinema archeologico di Rovereto cambia pelle, garantendo ancora più qualità della divulgazione scientifica che diventa anche entertainment. Per la 29.ma edizione in programma a Rovereto dal 2 al 6 ottobre 2018 nuovo logo, nuova sede, nuove partnership, nuova programmazione, nuovo coinvolgimento delle scuole, nuova presenza in città. Chi aveva qualche dubbio sulla capacità di rinnovarsi all’indomani dei radicali cambiamenti che hanno interessato la Fondazione Museo Civico di Rovereto e la stessa rassegna dovrà ricredersi. E la prima risposta è venuta proprio dai protagonisti della Fondazione Mcr di questo cambiamento, il presidente Giovanni Laezza, la direttrice Alessandra Cattoi, e la conservatrice per l’Archeologia Barbara Maurina. Alla presentazione del programma nella sala Medievale del Teatro sociale di Trento non hanno nascosto tutto il loro entusiasmo e tutta la loro soddisfazione per il risultato raggiunto. “È una rassegna rinnovata”, annuncia Alessandra Cattoi, “che, mantenendo al centro la proposta cinematografica, si sforza di guardare oltre, ai libri, agli incontri, alle visite, nell’ottica di una manifestazione diffusa, che allarga i propri orizzonti e vuole dialogare con tutti coloro a cui preme capire chi siamo attraverso ciò che siamo stati. Siamo certi che la selezione dei film in concorso, tutti valutati in base all’accuratezza scientifica, saprà incontrare il gradimento di tanti appassionati e speriamo anche suscitare nei più giovani la curiosità e l’amore per la conoscenza della nostra storia. In quest’ottica, infatti, per la prima volta due intere mattine sono dedicate a progetti specifici sviluppati assieme alle scuole superiori”. E il presidente Laezza le fa eco: “La rassegna internazionale del Cinema archeologico fa patrimonio, un patrimonio di idee, di incontri, ma soprattutto di materiali filmici, che la nostra Fondazione si impegna a conservare e valorizzare come una vera e propria collezione, preziosa testimonianza della storia e della ricerca archeologica mondiale”. È una rassegna senza sponsor il cui bilancio grava per gran parte sulla Fondazione, ma dall’anno prossimo – assicura – “dovrà avere più autonomia economica. Uno dei nostri primi obiettivi sarà quello di trovare sponsor che ci permettano più attività”.

I protagonisti della Fondazione museo civico di Rovereto: da sinistra, la direttrice Alessandra Cattoi, il presidente Giovanni Laezza, la conservatrice per l’archeologia Barbara Maurina (foto Graziano Tavan)

Una fondazione in salute. La Rassegna è sicuramente il fiore all’occhiello, ma la Fondazione museo civico di Rovereto non è solo rassegna. Lo ha ben sottolineato il presidente. “Le attività estive sono andate benissimo”, spiega Laezza. “Il pubblico ha partecipato numeroso agli eventi di botanica e di astronomia. Due settori in cui il nostro museo può vantare una lunga tradizione. Stiamo infatti completando l’Atlante della Flora del Trentino, un’opera monumentale che daremo alle stampe nel 2019. E l’anno prossimo sarà il 50.mo del primo uomo sulla Luna. Abbiamo già in cantiere una grande mostra sul tema”. Il museo allarga i propri orizzonti. “Grazie ai nostri collaboratori stiamo definendo una partnership con il museo Egizio di Torino, avremo nuovi contatti col mondo siciliano nel nome di Paolo Orsi, arriveremo con la Rassegna in Turchia”. Intanto a Rovereto si aprono nuovi spazi culturali. “A giorni avremo a disposizione Palazzo Sichardt che sarà la seconda sede del museo civico. Qui porteremo le attività collegate alla storia e all’arte. E anche gli uffici della Rassegna. E poi ospiterà la pinacoteca. Per l’inaugurazione di Palazzo Sichardt allestiremo una mostra curata da Francesca Bacci in cui sarà illustrata la storia del museo intrecciata alla storia di Rovereto con l’ausilio di molti supporti multimediali”.

Il teatro Zandonai di Rovereto è la nuova sede per le proiezioni e gli incontri della rassegna internazionale del cinema archeologico di Rovereto

Il nuovo logo della rassegna internazionale del cinema archeologico di Rovereto

Nuovo logo e nuova sede. La Rassegna Internazionale del Cinema Archeologico edizione 2018 si presenta con un logo rinnovato, più moderno, che richiama la pellicola cinematografica e non dimentica le colonna ionica che da sempre ne è il simbolo. E soprattutto sceglie il rosso, “Il colore delle emozioni”, come sottolinea Alessandra Cattoi, “quelle che ci auguriamo conquistino il pubblico che per una settimana potrà immergersi nei film che raccontano di storie antiche, di scoperte e ritrovamenti, di civiltà lontane e di misteri che forse non avranno mai risposte”. Primissima novità dell’edizione 2018 è la sede, che non sarà più l’auditorium Melotti: l’intera settimana della manifestazione sarà ospitata al teatro Zandonai, una splendida cornice che la città di Rovereto mette a disposizione del pubblico, accogliendolo nel salotto buono cittadino.

National Geographic Italia media partner della Fondazione museo civico di Rovereto

La rivista Archeo media partner della Fondazione museo civico di Rovereto

Nuove partnership. Oltre al logo, nuovissima è la collaborazione con importantissimi partner, quali la prestigiosa rivista internazionale National Geographic, che da quest’anno è media partner della manifestazione. “Sarà un partner speciale, che andrà oltre l’archeologia, proponendo iniziative che coinvolgono anche altri settori del museo. Pensiamo all’astronomia, per esempio, con la mostra nel 50.mo del primo uomo sulla Luna”. A seguire in modo particolare la rassegna è la rivista Archeo, un’altra testata nazionale.

Il film di Franco Viviani “Eufronio racconta la guerra di Troia”

Il film di Marco Visalberghi “Ercolano, gli scheletri del mistero”

Le scuole in Rassegna. Per la prima volta due mattine della rassegna saranno “per le scuole e con le scuole”: “Il liceo Rosmini di Rovereto e il liceo Maffei di Riva del Garda”, annuncia Cattoi, “presenteranno agli altri studenti, ma anche a tutto il pubblico, alcuni splendidi film selezionati dal ricchissimo archivio delle passate rassegne, con due tipi di approfondimento, uno sui contenuti e l’altro sulla lingua del documentario. Le mattinate sono dedicate sì alle scuole, ma aperte a tutto il pubblico”. Questi appuntamenti sono stati preparati nell’ambito di due diversi progetti che le scuole hanno svolto durante l’anno scolastico con la sezione Didattica della Fondazione Museo Civico curata da Michela Canali. Martedì 2 ottobre 2018, alle 9.30, le scuole sono coinvolte nel progetto di Claudia Beretta “La lingua del documentario: un percorso di traduzione” con le classi 4A e 3A linguistico (a.s. 2017/2018) del liceo Maffei di Riva del Garda. Dopo i trailer di film tradotti dagli studenti, sarà proiettato il film “Peau d’Ame / Sottopelle. La favola in superficie” di Pierre Oscar Levy (Francia, 2017, 90’). L’archeologo Olivier Weller e la sua squadra decidono di condurre uno scavo presso uno dei siti dove Jacques Demy riprese diverse scene del film “Pelle d’Asino”, interpretato da Catherine Deneuve. La ricerca del nostro cine-archeologo si approfondisce oltre le aspettative. Mercoledì 3 ottobre 2018, sempre alle 9.30, il progetto di Barbara Maurina “Retrospettiva” con le classi I e II del liceo Rosmini di Rovereto coordinate Silvia Contiggia e Stefano Ferrari. In programma tre film: “Eufronio racconta la guerra di Troia” di Franco Viviani (Italia, 2013, 18’; partecipazione XXIV Rassegna). Grazie all’animazione digitale, le alterne vicende della guerra di Troia prendono vita attraverso le immagini dipinte di due pregevoli esemplari di ceramica attica conservati al museo Etrusco di Villa Giulia a Roma: il cratere e la kylix a figure rosse firmati dal ceramografo e vasaio Eufronio. “Il vaso François: il mito dipinto” di Franco Viviani (Italia, 2011, 40’; partecipazione XXII Rassegna). Il vaso François, conservato al museo Archeologico nazionale di Firenze, viene analizzato con ricostruzioni 3D e scene animate. Si illustra l’apparato decorativo del cratere, una summa dei principali miti greci e una sorta di “catalogo” di dei ed eroi dell’antichità. “Ercolano, gli scheletri del mistero” di Marco Visalberghi (Italia, 2002, 52′; partecipazione XIV Rassegna). Una “detective story scientifica” condotta da un team di vulcanologi, archeologi e antropologi, che ricostruiscono gli eventi nelle ultime ore di vita degli abitanti di Ercolano, prima della tremenda eruzione del Vesuvio nell’agosto del 79 d.C.

(1 – continua)

“Notte d’estate” al museo di Rovereto con film su Ötzi “l’uomo dei ghiacci”, degustazione, e spettacolo al Planetario. Nel pomeriggio escursione al castrum di Sant’Andrea

Il film “Iceman Reborn (La rinascita di Iceman)”, regia di Bonnie Brennan

Palazzo Parolari, sede del museo civico di Rovereto

Il planetario al museo civico di Rovereto

Una “Notte d’estate” al museo con attività a tema, degustazione e spettacolo al Planetario. È quanto propone la Fondazione Museo Civico di Rovereto che apre le sue porte al pubblico anche fuori orario in uno degli ultimi week-end estivi per una serata speciale domenica 26 agosto 2018. A Palazzo Parolari, sede del museo civico di Rovereto, in Borgo Santa Caterina 41, è infatti prevista un’apertura serale straordinaria dalle 20.30 alle 22.30 con alcune iniziative comprese nel costo del biglietto d’ingresso. Alle 20.40, proiezione del film “Iceman Reborn (La rinascita di Iceman)”, regia di Bonnie Brennan (Usa, 2016; 52’), dall’archivio della Rassegna Internazionale del Cinema Archeologico. Ucciso più di 5000 anni fa, Ötzi – l’uomo dei ghiacci – è la più antica mummia naturale europea. Miracolosamente preservata nel ghiacciaio, i suoi notevoli resti intatti continuano a fornire agli scienziati, agli storici e agli archeologi scoperte dirompenti su un periodo cruciale nella storia dell’umanità. All’artista e paleo-scultore Gary Staab è stata data la possibilità di accedere nel rifugio ghiacciato dove Iceman è custodito con il compito di realizzare una sua replica esatta. Alle 21.30, degustazione della C-sana, la tisana del Civico; alle 21.45, spettacolo al Planetario.

Il sito archeologico dell’isola di Sant’Andrea sul lago di Loppio (Mori, Tn) (foto da drone di Alessandro Dardani)

Pomeriggio alla scoperta del Castrum di S. Andrea. E per chi volesse conoscere un luogo intatto e affascinante, visita guidata al sito archeologico di Loppio, alla scoperta del Castrum di S. Andrea, sempre domenica 26 agosto 2018, alle 16. Sull’isola di Sant’Andrea a Loppio (Mori) si trova un sito archeologico con testimonianze che vanno dalla preistoria all’epoca tardoantica a quella medievale, per giungere fino alla Prima Guerra Mondiale (vedi https://archeologiavocidalpassato.wordpress.com/2017/10/13/a-mori-tn-larcheologa-barbara-maurina-del-museo-civico-di-rovereto-presenta-i-risultati-degli-scavi-e-delle-ricerche-condotte-nellisola-di-santandrea-di-loppio-postazione/). Partenza all’ingresso dell’isola, sulla pista ciclabile tra Loppio e Passo San Giovanni. Per la visita guidata il biglietto è di 5 euro (ridotto 3 euro). La visita prevede un numero massimo di partecipanti. È perciò preferibile la prenotazione in biglietteria: tel. 0464 452800.

Rassegna CinemAMoRe, il film sulla mummia del Similaun apre a Sfruz il cartellone di agosto con temi di Archeologia, Montagna e Religioni. Appuntamenti a Vigolo Vattaro, Arco, Pomarolo e Brentonico

La rassegna CinemAMoRe raccoglie i migliori film dei tre festival tematici del Trentino su Archeologia, Montagna e Religioni

Con l’appuntamento di mercoledì 8 agosto 2018 alle 20.30 a Sfruz, con la mummia del SImilaun e il piccolo dittatore, si inaugura il cartellone d’agosto della rassegna CinemAMoRe, circuito estivo che mette in rete, fino alla fine di settembre, i tre maggiori Festival Internazionali del Trentino: per la prima volta Sfruz e Vigolo Vattaro presenteranno le proposte del mese di agosto sui temi rispettivamente di “Storie e Storia” e “Avventure”, declinati nei documentari della Rassegna Internazionale del Cinema Archeologico di Rovereto, del Trento Film Festival, e del Religion Today Film Festival di Trento. Tipico villaggio alpino, Sfruz è tra i più elevati della Val di Non, posto su di un altopiano tra il Monte Roen e il Corno di Tres. Le sue antiche origini sono confermate dagli scavi archeologici che hanno portato alla luce alcune tipiche tombe romane a tegoloni. Vigolo Vattaro (725 metri slm) è il centro più grande dell´altopiano della Vigolana, a pochi chilometri da Trento e dal lago di Caldonazzo. Le sue origini vengono attribuite all’età del Bronzo e confermate dalla Via Claudia Augusta, strada romana costruita per congiungere la Valsugana alla valle dell’Adige: la. La posizione è strategica, sul valico tra la Vigolana e la Marzola e nel periodo rinascimentale, per difendere il borgo, fu costruito il Castello di Vigolo. Grande riscontro di pubblico per gli appuntamenti fin qui proposti nei filoni individuati da Tommaso Bonazza e Anna Formilan per conto del Coordinamento promosso dall’assessorato alla Cultura della Provincia Autonoma di Trento, che colgono interessanti unità tematiche ripercorrendo gli archivi e i differenti ambiti e macro-temi che contraddistinguono singolarmente i tre Festival (Archeologia, Montagna, Religioni) e le diverse sensibilità e visioni dei documentaristi da tutto il mondo, a Trento, Lavarone, Lagolo.

Il film “Iceman Reborn / Iceman rinato” di Bonnie Brennan

Mercoledì 8 agosto 2018, alle 20.30, appuntamento nella sala Cav. Livio Biasi del municipio di Sfruz dove si propongono i documentari The little Dictator, del Religion Today e Iceman rinato, della Rassegna del Cinema Archeologico sulla Mummia del SImilaun. The Little Dictator (RT) di Nurith Cohn (Israele, 2015; 29′). Yossi Kleinmann, un grigio professore di storia ferrato sui leader politici dei regimi totalitari, si sente incompreso sia dai suoi studenti che da una moglie dispotica. Un fine settimana, alla festa per il 90° compleanno della nonna di sua moglie, sopravvissuta all’Olocausto, Yossi si trova in una situazione surreale che lo costringe a confrontarsi con se stesso e con la sua famiglia. Iceman Reborn / Iceman rinato (A) di Bonnie Brennan (Usa, 2016; 52’). Ucciso più di 5000 anni fa, Ötzi – l’uomo dei ghiacci – è la più antica mummia naturale europea. Miracolosamente preservata nel ghiacciaio, i suoi notevoli resti intatti continuano a fornire agli scienziati, agli storici e agli archeologi scoperte dirompenti su un periodo cruciale nella storia dell’umanità. All’artista e paleo-scultore Gary Staab è stata data la possibilità di accedere nel rifugio ghiacciato dove Iceman è custodito con il compito di realizzare una sua replica esatta.

Il film “Eratosthenes/ Eratostene” di Kostas Vakkas

Nel teatro parrocchiale di Vigolo Vattaro il 31 agosto 2018 alle 20.45, tre film: Operazione Comando del Religion Today, Frozen Road del Trento Film Festival e Eratostene della rassegna del Cinema Archeologico. Operation Commando / Operazione Commando (RT) di Jan Czarlewski (Svizzera, 2016; 17′). Due fratelli in un campo estivo vengono separati e assegnati a due gruppi nemici. “Operation Commando” racconta la storia di un primo tradimento. Esplora il fascino, la fragilità e la durezza dei bambini e mostra l’influenza che il gruppo può avere sull’individuo. The Frozen Road (TFF) di Ben Page (Regno Unito, 2017; 24′). Spinto dall’affermazione di Jack London, che “ogni uomo che sia un uomo può viaggiare da solo”, il regista ha cercato un’avventura in perfetta solitudine. The Frozen Road è una riflessione sul viaggio in solitaria; sulla meraviglia, il terrore e la frustrazione che Ben Page ha sperimentato attraversando lo spietato vuoto dell’artico canadese, una delle ultime grandi terre selvagge del mondo. Eratosthenes/ Eratostene (A) di Kostas Vakkas (Grecia, 2015; 34’). Versato in tutte le scienze, Eratostene nacque nel 276 a.C. a Cirene, colonia greca in Libia. Il faraone egizio Tolomeo III lo nominò bibliotecario della grande Biblioteca d’Alessandria. Egli fu tra l’altro astronomo, matematico, geografo e poeta, e si guadagnò l’immortalità essendo il primo a calcolare la circonferenza della Terra. Il documentario descrive la sua incredibile vita avventurosa, le sue opere e le città in cui visse, Cirene e Alessandria. Il professor Eftihis Papadopetrakis commenta la sua opera.

Il film “Enquêtes archéologiques. Persépolis, le paradis perse / Indagini archeologiche. Persepoli, il paradiso persiano” di Angès Molia, Raphaël Licandro

I tre festival (Archeologia, Montagna, Religioni) uniscono forze e competenze per offrire al grande pubblico una selezione dei migliori documentari della propria programmazione da proporre in diverse location – ogni anno con tappe nuove – del territorio provinciale. Gli appuntamenti di settembre saranno ad Arco, Pomarolo e Brentonico. Si inizia giovedì 6 settembre 2018, all’auditorium del Palazzo dei Panni di Arco, alle 20.30, con il film Persepolis, le paradis perse. Enquêtes archéologique / Persepoli, il paradiso persiano. Indagini archeologiche (A) di Agnès Molia e Raphaël Licandro (Francia, 2016; 26’). Sugli altopiani iraniani si trova la culla di una delle più grandi civiltà di costruttori dell’antichità: i Persiani. Ci hanno edificato un capolavoro di architettura: Persepoli. Finora, si pensava che questo sito si limitasse alla sua imponente terrazza, utilizzata dai re persiani qualche mese all’anno. Ma recenti scoperte rivelano un volto del tutto diverso di Persepoli: quello di una delle città più opulente del mondo antico: un Eden sulle montagne persiane. Seguono: W (TFF) di Steven Schwabl (Canada, 2016; 29′). Dopo essersi trasferito dalla montagna in città, l’eccentrico ed entusiasta protagonista si ritrova a contemplare dalla finestra del suo appartamento una gigantesca insegna luminosa posta in cima a una torre. La lettera si carica di enigmatici messaggi, che come un rebus si compongono tra loro portando il protagonista a progettare la scalata della torre pubblicitaria prendendo come esempio la salita di Reinhold Messner sull’Everest nel 1980, di cui vengono presentate alcune rare sequenze. Per quanto possa apparire bizzarro e ironico, l’accostamento si rivela estremamente calzante. Paperock / Carta, sasso, forbici (RT) di Hillel Rate (Israele, 2016; 11′). Una giovane ebrea ultra-ortodossa acconsente a rivedere suo fratello, che da molti anni ha rotto i legami con la famiglia. Quando finalmente si incontrano, capisce che, se vuole ristabilire il legame che avevano da bambini, dovrà accettare la sua nuova identità.

Il film “La Donna a Pompei” di Oreste Tartaglione

Secondo appuntamento giovedì 13 settembre 2018 al Teatro comunale di Pomarolo con tre film. Chocolate Wind / Vento di cioccolato (RT) di Ilia Antonenko (Russia, 2016; 24′). Sola e irrisolta, la diciottenne Alla si sente come una Cenerentola che sogna di sfuggire alla povertà e alla desolazione del suo ambiente. La sua vecchia amica Masha, uno spirito spericolato, la chiama su Skype e come una fata promette di far avverare tutti i suoi sogni… La Donna a Pompei (A) di Oreste Tartaglione (Italia, 1966; 10’). Documentario tratto dall’omonimo libro scritto dal cultore di studi classici e autori di romanzi Michele D’Avino, edito da Loffredo Editore a Napoli nel 1964. Il docufilm del 1966 è stato riscoperto da due ricercatori di Castellammare di Stabia nella Cineteca Nazionale di Roma. Il filmato è stato realizzato da alcuni illustri rappresentanti della cinematografia stabiese degli anni ’40 e ’50: Oreste Tartaglione ne fu il regista e produttore, Francesco Saverio Mollo l’aiuto regista, il maestro Franco Langella ne curò le musiche, Domenico Paolercio la fotografia. Madre dei nervi (TFF) di Mirko Giorgi e Alessandro Dardani (Italia, 2018; 55′). Alice, Lucia, Hana, Fliutra e Giselle sono ragazze madri con gravi problemi di dipendenza dalla droga. Sono in cura alla Comunità Aurora di Venezia e seguono un protocollo terapeutico rigoroso, in cui sono previste anche attività outdoor come il trekking e l’arrampicata. Esperienze tonificanti, un modo per spezzare la routine e vivere emozioni forti. È qui che conoscono Massimo, l’alpinista educatore che le accompagnerà in questa avventura. Poco alla volta, il rapporto con la montagna si intensifica e dalle semplici escursioni passano alle scalate, con risultati sorprendenti.

Il film “Der Wolf” di Benjamin Thum

La rassegna chiude venerdì 28 settembre 2018, alle 21, al teatro Monte Baldo di Brentonico, con tre film. You Just Be My Mother (RT) di Roqiye Tavakoli (Iran, 2016; 15′). Sarah è una giovane madre che vive con un nuovo compagno dopo la separazione dal marito, ma suo figlio mal sopporta la loro relazione. In un mondo ancora patriarcale, Sarah si troverà costretta a prendere difficili decisioni. Der Wolf (TFF) di Benjamin Thum (Italia, 2017; 20′). Nelle Alpi sudtirolesi è stato deciso l’abbattimento di un lupo. Fabian accompagna suo padre Anton durante la caccia con la speranza di migliorare il loro difficile rapporto. Anton invece soffre ancora della morte del figlio prediletto Bernhard. Alla fine la caccia al lupo prende una piega inaspettata. Handpas. Hands from the past / Handpas. Mani dal passato (A) di José Camello (Spagna, 2016; 32’). I contorni di mani realizzati con la tecnica a stencil sono una delle più antiche forme di espressione create dagli esseri umani grazie alla loro capacità simbolica. Il documentario “Mani dal passato” consulta i migliori esperti internazionali per quanto riguarda cronologie e interpretazioni. Ricrea anche gli stili di vita del paleolitici, per riportarci all’era di transizione di 40.000 anni fa, in cui due specie essenziali per la nostra storia convivevano: Neanderthal e Cro-Magnon

Divulgazione archeologica: la rivista National Geographic Italia sarà il media partner della 29. Rassegna internazionale del Cinema archeologico di Rovereto

Alesandra Cattoi, direttrice del museo civico di Rovereto e della rassegna internazionale del cinema archeologico di Rovereto

La rivista National Geographic Italia media partner della rassegna internazionale del Cinema archeologico di Rovereto

Mancano meno di due mesi alla 29. Edizione della Rassegna Internazionale del Cinema Archeologico, in calendario a Rovereto dal 2 al 6 ottobre 2018, organizzata dalla Fondazione Museo Civico di Rovereto, e in attesa di conoscere il programma, c’è già un’importante anticipazione: il media partner del Festival da quest’anno è la prestigiosa rivista National Geographic Italia, una partnership di ampio respiro per una collaborazione delle due realtà nella divulgazione archeologica. “Avere la possibilità di contare su un partner con una tale credibilità”, sottolinea il direttore Alessandra Cattoi, che non nasconde la sua soddisfazione, “ci permetterà di ampliare ulteriormente gli orizzonti di una manifestazione che ha l’ambizione di essere un vero punto di riferimento nel panorama nazionale”.

La Rassegna internazionale del cinema archeologico di Rovereto porta i film in Sicilia nella prima edizione di “Percorsi nel Cinema archeologico” di Castellammare del Golfo (Tp) dal titolo “La Sicilia dai Fenici ai Greci ai Romani”

A Castellammare del Golfo (Tp) la prima edizione di “Percorsi nel Cinema archeologico”

Il tema scelto per la prima edizione della rassegna siciliana “Percorsi nel Cinema archeologico” a Castellammare del Golfo, in provincia di Trapani, è ambizioso e intrigante: “La Sicilia dai Fenici ai Greci ai Romani. Storia e identità di un’isola nel cuore del mediterraneo”. La manifestazione, organizzata dall’associazione SiciliAntica, rientra nel programma di promozione del film archeologico curata dalla Rassegna internazionale del Cinema archeologico di Rovereto. Il team della Rassegna roveretana in queste settimane è in piena attività per la selezione dei documentari più interessanti e nuovi da inserire nel programma che sarà proposto al pubblico dal 2 al 6 ottobre 2018. Moltissime le iscrizioni arrivate da tutto il mondo per partecipare al concorso. Ma in questo periodo di lavoro “dietro le quinte”, l’opera di divulgazione e di valorizzazione del patrimonio culturale attraverso il cinema prosegue con una serie di istituzioni illustri che ne richiedono la collaborazione. I film proposti nei programmi sono selezionati dallo staff della Fondazione attingendo al ricco archivio (oltre 4000 film) dell’Istituzione.

L’archeologo roveretano Paolo Orsi “protagonista” della prima edizione di “Percorsi nel cinema archeologico” a Castellammare del Golfo

Dopo gli appuntamenti di Belgrado dal 22 al 29 marzo 2018 con la XIX Rassegna internazionale del Cinema archeologico di Belgrado, realizzata in collaborazione con il museo nazionale e l’Istituto italiano di Cultura della capitale serba; e di Torino il 29 maggio 2018 con i XVII Incontri con il Cinema archeologico 2018 su “Le Grandi Civiltà del Mediterraneo”, organizzati dall’associazione Amici del Museo di Antichità di Torino (vedi https://archeologiavocidalpassato.wordpress.com/2018/05/27/alle-grandi-civilta-del-mediterraneo-e-dedicata-la-17-ma-edizione-degli-incontri-con-il-cinema-archeologico-con-otto-film-selezionati-dalla-rassegna-internazionale/). La Rassegna roveretana, l’8 e il 9 giugno 2018, sbarca in Sicilia, a Castellammare del Golfo (Tp) per la prima edizione della manifestazione “Percorsi nel Cinema Archeologico”. “Oltre a un’occasione di valorizzazione del proprio patrimonio cinematografico”, spiegano alla fondazione Museo civico di Rovereto, “tali eventi sono significativi perché testimoniano una solida rete di collaborazioni in Italia e all’estero, elementi che contraddistinguono una delle manifestazioni di punta promosse dal Museo Civico, non solo per la città di Rovereto ma anche per pubblici ed esperti a livello nazionale”.

Il castello arabo-normanno di Castellammare del Golfo sede dei Percorsi nel Cinema archeologico

Appuntamento dunque venerdì 8 e sabato 9 giugno 2018 al castello arabo-normanno di Castellammare del Golfo. Si inizia venerdì 8 alle 16.30 con i saluti delle autorità. Intervengono Gianfranco Turano, presidente della sezione di Castellammare dell’associazione SiciliAntica; Simona Modeo, presidente regionale di SiciliAntica; Giovanni Laezza, presidente della fondazione Museo civico di Rovereto; Alessandra Cattoi, direttore della fondazione Mcr. Seguirà la presentazione dei filmati in programma a cura di Maurizio Battisti della fondazione Mcr. I filmati, tutti dell’archivio della fondazione Mcr, sono stati selezionati da Barbara Maurina. Il coordinamento delle edizioni italiane e delle traduzioni è a cura di Claudia Beretta, mentre le edizioni video sono della Sirio Film. Nel pomeriggio di venerdì 8 sono in cartellone tre film: “Paolo Orsi, una vita per l’archeologia” di C. Pacher (1990), “Siracusa 3D reborn” di F. Gabellone (2013), e “Agrigentum, storia e archeologia della città romana” di M. Corrieri e GC. Sanfilippo (2015). Le proiezioni riprendono sabato 9 giugno, sempre alle 16.30. In programma: “Oltre Selinunte” di S. Cuccia (2006), “Alla ricerca di Segesta” di S. Scerrino (1996), “Mozia Terra Fenicia” di A. Lesi (2010).

Alle “grandi civiltà del Mediterraneo” è dedicata la 17.ma edizione degli “Incontri con il Cinema Archeologico” con otto film selezionati dalla rassegna internazionale del cinema archeologico di Rovereto

La locandina della 17.ma edizione di “Incontri con il Cinema archeologico” a Torino

Otto film dall’archivio della Fondazione Museo Civico di Rovereto per la 17.ma edizione degli “Incontri con il Cinema Archeologico”, quest’anno dedicata a “Le grandi civiltà del Mediterraneo”, manifestazione che fa parte del circuito degli eventi legati alla Rassegna Internazionale del Cinema Archeologico di Rovereto, organizzata dall’associazione Amici del Museo di Antichità di Torino onlus. Coordinamento delle edizioni italiane e delle traduzioni a cura di Claudia Beretta. Selezione e programma a cura di Barbara Maurina. Edizioni video Sirio Film Trento. Appuntamento martedì 29 maggio 2018 nella sala conferenze della GAM Galleria Civica d’Arte Moderna in via Magenta a Torino. Si inizia alle 15 con il film “Cipro 10mila anni di cultura e civiltà” di Paschalis Papapetrou (Cipro, 2004; 34’). Cipro, piccolo paese, possiede un vasto numero di monumenti e di siti archeologici, di chiese e di castelli: un patrimonio culturale che risale fino a 10mila anni fa. Autentico crocevia del Mediterraneo, l’isola vanta numerosi siti Patrimonio Mondiale Unesco, dal Neolitico all’età bizantina. Alle 15.40, presentazione degli “Incontri” con Pier Luigi Foglia, presidente dell’associazione Amici del Museo di Antichità, e Barbara Maurina, responsabile scientifico della Rassegna Internazionale del Cinema Archeologico di Rovereto.

Ugarit, in Siria, dove fu scoperto nel 1928 il primo sistema alfabetico

L’Auriga di Mozia nel nuovo allestimento finanziato da Nuova Banca

Alle 16.15, “Ugarit un’impronta nella storia dell’umanità” di Valerie Girié e Lionel Pouliquen (Francia, 2007; 52′). La Siria ebbe un ruolo fondamentale durante l’età del Bronzo. La scrittura, ideata dai Sumeri, venne rielaborata dai Siriani del nord alla metà del II millennio a.C.: essi crearono il primo sistema alfabetico, scoperto nel 1928 a Ugarit, antica capitale del regno allo sbocco del Mediterraneo. Alle 17.20, “Siracusa 3D reborn” di Francesco Gabellone (Italia, 2013; 26′). Fondata dai Corinzi nel 733 a.C., Siracusa fu una delle più potenti pòleis: dal 2005 è Sito Patrimonio dell’Unesco. Un progetto di archeologia virtuale, curato dall’Ibam-Cnr e Arcadia University, ne ha permesso la sua affascinante ricostruzione digitale globale. Alle 17.45, “Mozia terra fenicia” di Antonio Lesi (Italia, 2012; 23′). L’isola di Mozia, di fronte a Marsala, fu sede di una fiorente città fenicia dall’VIII al IV sec. a.C. Dal 2003 una missione dell’università di Roma La Sapienza sta portando alla luce il suo passato: ecco il santuario del Kothon, la Porta Sud, il Tofet e la statua del “Giovane di Mozia”. Alle 18.20, “Carlo Alberto archeologo in Sardegna” di Gabriella Pantò e Marco Cima (Italia, 2018; 11′). Creato in occasione della mostra torinese al Museo di Antichità, aperta da marzo a novembre 2018, illustra un aspetto inedito del noto re sabaudo. Carlo Alberto infatti partecipò a scavi in Sardegna tra 1829 e 1843, portando a Torino bronzi e vasi in ceramica. Alle 18.35, “Selinunte citta’ tra due fiumi” di Alessandra Ragusa e Antonino Pirrotta (Italia, 2015; 22′). Selinunte è uno dei più suggestivi siti archeologici del mondo. Fondata da coloni Dori Megaresi su di un promontorio tra due valli, ebbe vita breve ma splendida. Il suo intreccio di arte, mitologia e culti ci è rivelato attraverso la ricostruzione in 3D della sua sfarzosa acropoli.

“L’alba degli etruschi. Aspetti e testimonianze della cultura villanoviana” di Corrado Re

Alle 20.45, “L’alba degli etruschi. Aspetti e testimonianze della cultura villanoviana” di Corrado Re (Italia, 2014; 26′). La civiltà Villanoviana caratterizza il panorama archeologico di buona parte d’Italia, dalla Campania alla Pianura Padana nella prima età del Ferro, fra IX e VII sec. a.C. Questo mondo è esemplificato dai reperti nei musei dell’Emilia-Romagna. Alle 21.45, “Tesori in cambio di armi” di Tristan Chytroschek (Germania, 2014; 51′). Il commercio di antichi tesori d’arte finanzia la guerra e la violenza, secondo quanto riferito da Interpol e FBI. Ma da dove vengono questi tesori? Mentre in Afghanistan vengono depredate alcune tombe in un tempio buddista, la città siriana di Palmira viene sistematicamente saccheggiata.