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A Napoli incontro tra il direttore del Mann e il direttore dell’Ermitage su “Il patrimonio della storia e i grandi musei: esperienze e idee a confronto” che consolida la collaborazione tra le due istituzioni. E nel 2019 a Napoli mostra sul Canova e a San Pietroburgo su Pompei

La presentazione della mostra sui Longobardi all’Ermitage: al centro, Michail Piotrovsky. Alla sua destra, Maurizio Cecconi; alla sua sinistra, Pasquale Terracciano e Massimo Depaoli (foto Graziano Tavan)

Locandina dell’incontro tra il direttore del Mann, Giulierini, e dell’Ermitage, Piotrovsky

Due mesi fa, era l’inizio di maggio 2018, l’inaugurazione della mostra “Longobardi. Un popolo che cambia la storia” al museo statale dell’Ermitage di San Pietroburgo è stato il sigillo – se ancora ce ne fosse stato bisogno – su una collaborazione scientifica e operativa tra il museo Archeologico nazionale di Napoli e la prestigiosa istituzione culturale russa che sta dando ottimi frutti. E che venerdì 13 luglio 2018, alle 17, al museo Archeologico nazionale di Napoli, vedrà una nuova tappa significativa: nella Sala del Toro Farnese si svolgerà infatti l’incontro tra Michail Piotrovsky, direttore del museo statale Ermitage di San Pietroburgo e Paolo Giulierini, direttore del Mann, che si confronteranno in una conferenza aperta al pubblico su “Il patrimonio della storia e i grandi musei: esperienze e idee a confronto”, intervistati da Vincenzo Esposito (Il Corriere del Mezzogiorno), Davide Cerbone (Il Mattino di Napoli) ed Antonio Ferrara (La Repubblica di Napoli).

I firmatari del protocollo di San Pietroburgo: da sinistra, Massimo Osanna (Pompei), Paolo Giulierini (Mann), Michail Piotrovskij (Ermitage)

Era il 10 novembre 2016 quando, a San Pietroburgo, il direttore del museo statale Ermitage, Michail Piotrovskij, il direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli, Paolo Giulierini e il direttore generale di Pompei, Massimo Osanna, con il supporto di Villaggio Globale International, siglarono un accordo quadriennale di collaborazione. Fu lo stesso ministro per i Beni culturali dell’epoca, Dario Franceschini, a darne notizia: “L’accordo prevede una condivisione di esperienze e competenze nel campo dello scavo archeologico, lo scambio di mostre e la realizzazione congiunta di progetti espositivi e, inoltre, stage di studio tra i collaboratori scientifici e gli specialisti nel campo della storia dell’arte, dell’archeologia, dell’eredità culturale, della museologia, della conservazione e del restauro; l’attuazione di conferenze scientifiche, convegni, seminari, tavole rotonde, sulle problematiche della storia dell’arte, dell’eredità culturale, della museologia, della conservazione, del restauro e della gestione dei Beni Culturali; il confronto in merito all’utilizzo di sistemi e tecnologie innovative applicate ai beni culturali con particolare riferimento alla digitalizzazione, all’archiviazione, all’applicazione di realtà aumentate e multimedialità finalizzati alla valorizzazione del patrimonio, alla sua conservazione e fruizione pubblica e specialistica; lo studio e confronto sulle nuove forme di approccio e di diffusione della conoscenza, anche attraverso l’interdisciplinarità delle arti, dei patrimoni archeologici e delle eredità storico-artistiche; l’attivazione di borse di studio e la partecipazione reciproca ad attività di indagine e campagne di scavo sulla base di ricerche e progetti condivisi” (vedi https://archeologiavocidalpassato.wordpress.com/2016/11/16/mostre-convegni-restauri-scavi-archeologici-scambi-culturali-siglato-protocollo-di-collaborazione-tra-il-museo-archeologico-nazionale-di-napoli-gli-scavi-di-pompei-e-il-museo-ermitage-di-san-pie/).

Pubblico russo alla mostra sui Longobardi all’Ermitage (foto Graziano Tavan)

Le quattro sculture, prima Ludovisi e poi Farnese, conservate al Mann ed esposte al museo Ermitage

Quindi è stata sancita la volontà di sviluppare progetti culturali, studi e ricerche, scambi e relazioni tra i Musei, in collegamento con Ermitage Italia, con l’intento di valorizzare i patrimoni comuni e la conoscenza della storia ricchissima che unisce l’Italia, e la Campania nello specifico, alla Russia e a San Pietroburgo. E i risultati sono tangibili. Si sono succeduti quindi eventi e iniziative importanti: il prestito eccellente da parte dell’Ermitage di un nucleo di capolavori per la mostra “Amori Divini”, sopraggiunti a dare ulteriore prestigio all’evento espositivo: il cratere a calice attico a figure rosse, attribuito al Pittore di Triptolemos (490-480 a.C. circa), scoperto a Cerveteri, con il mito di Zeus che, attratto dalla bellezza di Danae rinchiusa dal padre in una camera sotterranea, si unisce a lei trasformandosi in una pioggia d’oro filtrata dal tetto. È una delle più antiche rappresentazioni dell’unione divina giunte fino a noi. E ancora l’anfora nolana attica a figure rosse, attribuita al Pittore della Phiale (440 a.C.) con Europa seduta in groppa a un toro: il Pittore della Phiale riesce a dare una visione concisa e rinnovata della figura di Europa, ponendola in parallelo con quella di un uomo anziano, identificabile con il padre Agenore, re di Tiro, che ordinò ai suoi figli maschi di partire alla ricerca della principessa rapita (vedi https://archeologiavocidalpassato.wordpress.com/2017/07/21/sei-eccezionali-pezzi-dal-louvre-e-dallermitage-giunti-ad-arricchire-e-completare-al-museo-archeologico-nazionale-di-napoli-la-mostra-amori-divini-percorso-nel-mito-greco-e/). Il 7 dicembre 2017 poi il Mann è stato l’ospite d’onore al compleanno dell’Ermitage, con l’esposizione del gruppo scultoreo del “Piccolo Donario Pergameno”, quale capolavoro unico scelto dal museo di San Pietroburgo per i festeggiamenti internazionali (vedi https://archeologiavocidalpassato.wordpress.com/2017/12/06/san-pietroburgo-il-museo-archeologico-nazionale-di-napoli-ospite-donore-per-i-festeggiamenti-del-compleanno-dellermitage-con-il-galata-morente-e-altre-tre-statue-r/). E infine, come si diceva all’inizio, la collaborazione e la straordinaria promozione congiunta per la mostra dedicata ai Longobardi, che dalle sale del museo napoletano è partita alla volta di San Pietroburgo dove sarà visitabile fino al 15 luglio 2018 (https://archeologiavocidalpassato.wordpress.com/2018/05/14/i-longobardi-conquistano-la-russia-aperta-allermitage-di-san-pietroburgo-la-mostra-italiana-longobardi-un-popolo-che-cambia-la-storia-terza-tappa-del-progetto-dopo-pavia/).

I direttori Paolo Giulierini (Mann) e Michail Piotrovsky (Ermitage)

E ora l’importante e attesa visita ufficiale al Mann di Napoli e al suo direttore Paolo Giulierini, da parte di Michail Piotrovsky, direttore generale del museo Statale Ermitage – che sarà a Napoli venerdì 13 luglio 2018, accompagnato da Irina Artemieva conservatrice del dipartimento di Pittura veneta del museo russo e direttrice di Ermitage Italia –, con la conferenza-confronto pubblico tra i due direttori: “ERMITAGE/MANN – MANN/ERMITAGE. Il patrimonio della storia e i grandi musei: esperienze e idee a confronto”. Un’occasione tra due protagonisti della cultura russa e italiana per parlare di patrimoni d’arte e storia e di grandi musei, di ruolo delle istituzioni museali nella società attuale e strategie future, ma anche di collaborazioni internazionali e grandi eventi. Una conferma dell’importante relazione che lega da oltre un anno i due Musei e un riconoscimento del valore del Mann e delle sue collezioni a livello internazionale, grazie al lavoro di apertura e valorizzazione attuato dalla direzione dell’Istituzione napoletana. Straordinari sono del resto i progetti ai quali stanno lavorando congiuntamente i musei russo e italiano e che porteranno, come prossima tappa, a due grandi esposizioni nel marzo del 2019: la prima grande mostra mai dedicata al sommo Canova e ai suoi rapporti con l’antico, in quello che è un vero e proprio tempio dell’arte classica – un’antologica emozionante per prestiti e studi -, e una grande mostra all’Ermitage dedicata a Pompei, insieme alla Soprintendenza Pompei.

Il museo Archeologico nazionale di Napoli

“Sono davvero felice e assolutamente onorato della collaborazione con il museo Ermitage”, ha dichiarato Paolo Giulierini da Los Angeles, dove si trova in missione al momento, “e la visita del direttore Piotrovsky è un momento speciale per il nostro museo che si appresta a ospitare capolavori assoluti dall’Ermitage, ma che vuole anche dialogare e lavorare a fianco di questo grande museo e ai loro esperti nel campo degli scavi, del restauro, della valorizzazione museale, come del resto stabilito nel nostro accordo. Nel contempo la volontà di dare il giusto risalto in Russia, e con l’Ermitage a livello internazionale, alle collezioni del Mann che sono comunque d’importanza mondiale. Sarà importante e credo molto stimolante il confronto d’idee pubblico che avremo il 13 sera. Noi abbiamo appena presentato il rapporto annuale relativo al 2017 con grande soddisfazione e stiamo attuando il nostro piano di ampliamento: con la riapertura e il riallestimento delle sezioni museali e con la nuova ala, che ci consentirà di avere spazi e servizi, adeguati ai massimi standard europei. Ma l’Ermitage è un gigante mondiale ed è straordinario l’impulso che il prof. Piotrovsky continua a dare a questo luogo unico della cultura”.

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Il parco archeologico dei Campi Flegrei con le terme romane e il castello aragonese di Baia e gli scavi di Cuma ospita la IX edizione del Festival Jazz dei Campi Flegrei

Cartina dell’area dei Campi Flegrei location del Festival Jazz

Note jazz che esaltano la bellezza delle aree archeologiche e naturalistiche. Spettacoli itineranti per appassionati musica, ma non solo, per scoprire i Campi Flegrei, la Terra del Mito, tra i territori più ricchi d’Italia per bellezze archeologiche, paesaggistiche e culturali. Per la IX edizione del Pozzuoli Faber Jazz Festival l’associazione Jazz and Conversation si potrà avvalere della straordinaria collaborazione del Parco Archeologico dei Campi Flegrei, che mette a disposizione le sue suggestive location per ospitare i concerti. Inoltre quest’anno affianca i promotori la Faber Italia srl, un’azienda campana che produce macchine da caffè leader del settore per meccanica e design, particolarmente attenta ai fermenti culturali e agli eventi che li caratterizzano. Dal 5 al 22 luglio 2018 i concerti del Festival Jazz dei Campi Flegrei saranno infatti ospitati in sedi prestigiose come le Terme Romane di Baia, novità assoluta, il Castello aragonese di Baia e gli Scavi di Cuma – città bassa. A far da cornice agli appuntamenti in programma anche il panorama mozzafiato di Miseno dalla location panoramica del Cala Moresca e il lago Lucrino, immerso nel verde della natura. Napoli sarà più volte al centro del repertorio proposto dagli artisti, con tributi a Pino Daniele e versioni jazz di musica classica napoletana.

Antimo Civero e Paolo Giulierini alla presentazione della IX edizione del Festival Jazz dei Campi Flegrei

Si scivolerà dallo swing di tradizione americana, ai tanghi e alle milonghe brasiliane, fino ad assistere all’ incontro tra la musica spirituale africana e il canto gregoriano europeo, e fino al jazz africano di impegno politico. “Un festival dei Campi Flegrei non poteva che essere ospitato dal Parco archeologico. Partiamo da Cuma per ripercorre, attraverso la musica, il filo sottile della storia”, dichiara il direttore Paolo Giulierini. “Viviamo i nostri monumenti, i luoghi della cultura aperti di sera, coniugandoli a performance importanti e valorizzando, oltre al patrimonio, le tante energie e risorse impegnate per la valorizzazione di questa terra”. “Non è soltanto un evento di musica”, secondo il sindaco di Pozzuoli, Vincenzo Figliolia, “ma è anche l’occasione per mettere in vetrina e promozione alcune tra le zone più suggestive dei Campi Flegrei. È un’iniziativa che unisce il territorio flegreo all’insegna della musica e della cultura. Un percorso che negli anni abbiamo sempre sostenuto, convinti dell’impegno di chi dona il proprio tempo per la crescita del territorio”. “Sin dalla sua prima edizione”, spiega Antimo Civero, “l’associazione con la sua decennale attività, ha avuto come quinta naturale le straordinarie vestigia del territorio flegreo. Il territorio che vive e racconta il suo passato per proiettarlo nel futuro sono momenti che appaiono fondamentali e insostituibili di ogni cultura”.

La città bassa nell’area archeologica di Cuma location del festival il 7 luglio

Emilia Zamuner apre il festival il 5 luglio

Un grande palco in movimento con la partecipazione di tanti artisti. Uno spettacolo multiforme e dinamico, una festa per coinvolgere tutti. Un viaggio emozionante di cultura e sapere, di radici e tradizioni, leggendo la storia del territorio fino ai giorni nostri. Apre il festival l’Emilia Zamuner Quartet, il 5 luglio 2018 al Cala Moresca a Miseno (Bacoli) con un omaggio a Pino Daniele; atmosfere intime e poetiche con improvvisazioni in perfetto stile jazzistico che regalano preziose sonorità. Alla voce, Emilia Zamuner, Paolo Zamuner al piano, Michele Sperandio alla batteria, Lorenzo Scipioni. Il 7 luglio 2018 la città bassa di Cuma sarà la location d’eccezione di una grande band, la New Talent Jazz Orchestra diretta da Mario Corvini – Special guest Stefano di Battista con il progetto musicale “Our Monk”, ispirato a Thelonious Monk, scelto come modello e riferimento per il suo approccio esecutivo fuori dagli schemi. Un omaggio al singolare pianista e compositore statunitense, artista eclettico e originale che ha rappresentato la sfera be bop a New York. La partecipazione di solisti di eccezione e l’utilizzo delle nuove tecnologie di video-mapping completano e arricchiscono la proposta. Il progetto, promosso dalla Fondazione Musica per Roma, ha il sostegno del MiBACT e della SIAE, nell’ambito dell’iniziativa “S’illumina – Copia privata per i giovani, per la cultura”. Note swing, che collegano le due meravigliose e creative città di Napoli e New Orleans, da Toledo a storyville, da Carosone ad Armstrong, dal mandolino al banjo, in una fusione tra tradizione europea e musica afro–americana, risuoneranno nel concerto di Dr. Jazz & Dirty Bucks Swing Band che il 13 luglio 2018 si esibirà alla Maison Toledo a Pozzuoli: Alfredo “Dr. Jazz” Verga, chitarra e voce; Alessandro “Mr. Groove” Panella, contrabasso; Luciano “Mr.Chugga” De Ioanni, batteria; Ettore “Mr.Dirty” Patrevita, sax.

Le terme romane di Baia quinta architettonica per gli spettacoli del 14 e 15 luglio

Il 14 e 15 luglio lo splendido scenario delle Terme romane di Baia farà da cornice a due concerti dalla forte caratterizzazione. Sonorità brasiliane nella musica di Yamandu Costa (il 14 luglio), chitarrista e compositore brasiliano, applaudito da Paco De Lucia. Le sue interpretazioni con la chitarra a 7 corde spaziano dalle milonghe ai tanghi alla zambas, allo chamanè. Yamandu, con il suo tocco unico e l’accurata ricerca delle dinamiche, rappresenta oggi uno dei maggiori interpreti della musica brasiliana di tutti i tempi. Il 15 luglio è la volta del sound aspro e sensuale dalle coloritura africane di Abbey Lincoln, nell’omaggio dell’ Ada Montellanico Quintet, con il progetto Abbey’s Road feat. Giovanni Falzone. Abbey Lincoln, cantante e autrice di grande originalità, fu figura leggendaria non solo in ambito musicale ma per l’intero movimento Black Power. Impegnata politicamente negli anni ’60 in seno alla comunità nera, fece della sua musica una cassa di risonanza nella denuncia delle discriminazioni razziali vissute dalla popolazione afroamericana. Ada Montellanico ripercorre la strada di Abbey, ricalcando la forza narratrice delle sue composizioni, il carattere africano del suo universo sonoro e la sua profonda aggressività. (Ada Montellanico – voce; Giovanni Falzone – tromba; Massimo Pirone – trombone; Jacopo Ferrazza – contrabasso; Valerio Vantaggio – batteria).

Il castello aragonese domina Baia: qui si chiude il festival il 21 luglio

Il 19 luglio 2018 al lago Lucrino, presso l’AKademia Cucina & More, la voce e il piano di Lorenzo Helleger si esibirà assieme a Giovanni Campagnoli alla tromba e flicorno, raccontando Napoli nel bello e nel brutto, tra note classiche e swing. Chiude il Festival il 21 luglio 2018 il grande pianista, compositore e direttore d’orchestra, Enrico Intra che con la cantante afroamericana Joyce Yuille, porta una proposta originale che mescola il cattolico ed europeo canto gregoriano con il protestante e afroamericano spiritual, un mix che conferisce una dimensione straniante e piena di suggestione all’antico canto liturgico. L’Enrico Intra – Joyce Yuille Ensemble si esibirà al Castello di Baia in blues, gregoriani e spirituals, accompagnati da Matteo Bortone (già nuovo miglior talento per la critica italiana del top jazz) al contrabasso e Stefano Tamborrino alla batteria.

Terza tappa della mostra “Longobardi. Un popolo che cambia la storia”: il museo dell’Ermitage di San Pietroburgo apre le porte ai Longobardi. Per la prima volta “gli uomini dalle lunghe barbe” protagonisti in un museo della Russia

Il manifesto della mostra “Longobardi. Un popolo che cambia la storia” al museo statale Ermitage di san Pietroburgo dal 4 maggio 2018 al 15 luglio 2018

Un anello di epoca longobarda in oro e gemma dal museo Archeologico nazionale di Napoli esposto nella mostra “Longobardi. Un popolo che cambia la storia”

I Longobardi sono arrivati in Russia. Dopo Pavia, tornata capitale del Regnum Langobardorum, e il museo Archeologico nazionale di Napoli, dove si è guardata l’Italia longobarda da una prospettiva diversa, una stimolante opportunità per scoprire come le relazioni tra l’Europa e il Mediterraneo fossero salde anche durante la stagione longobarda, ora – terza tappa – la grande mostra “Longobardi. Un popolo che cambia la storia” apre nella prestigiosa sede del museo dell’Ermitage di San Pietroburgo: occasione speciale per consolidare i rapporti tra importanti istituzioni museali, raccontando all’estero la centralità della civiltà degli “uomini dalle lunghe barbe” nella storia italiana. “Mai prima d’ora in Russia e all’Ermitage è stata dedicata una mostra ai Longobardi”, sottolinea Yuri Piotrovsky, vice direttore del dipartimento di Archeologia dell’Europa Orientale e della Siberia del museo statale Ermitage membro della direzione scientifica della mostra con Susanna Zatti, direttore di musei civici di Pavia, e Paolo Giulierini, direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli. Continua Piotrovsky: “Negli ultimi anni, il nostro dipartimento di Archeologia dell’Europa orientale e della Siberia del museo statale Ermitage ha stabilito stretti contatti con Ermitage Italia e con importanti istituzioni culturali e museali italiane con le quali ha lavorato insieme a Villaggio Globale International. Abbiamo negli anni realizzato progetti e mostre di successo come quelle ospitate a Trieste e, più recentemente, in Sardegna, a Cagliari, nel 2015-2016. Tutto ciò ha posto basi solide e una fiducia reciproca tra le parti nella prosecuzione di progetti e iniziative espositive comuni. I nostri nuovi partner e gli accordi di collaborazione avviati dal museo statale Ermitage con la città di Pavia e il museo Archeologico nazionale di Napoli ci consentono ora di continuare la nostra collaborazione di successo. Ci auguriamo che la mostra “Longobardi. Un popolo che cambia la storia” sia una ulteriore tappa importante nella cooperazione con il museo Ermitage”.

Il museo statale dell’Ermitage di San Pietroburgo ospita per la prima volta una mostra sui Longobardi

Corno potorio longobardo proveniente dal museo Archeologico nazionale di Cividale

L’appuntamento con la storia è giovedì 3 maggio 2018 alle 16 quando, al museo statale Ermitage di San Pietroburgo, si inaugura ufficialmente la mostra “Longobardi. Un popolo che cambia la storia” (apertura al pubblico dal 4 maggio al 15 luglio 2018), curata da Gian Pietro Brogiolo e Federico Marazzi con Ermanno Arslan, Carlo Bertelli, Caterina Giostra, Saverio Lomartire e Fabio Pagano, e Alexei Furasev, nominato curatore per questa esposizione dal dipartimento di Archeologia dell’Europa Orientale e della Siberia del museo statale Ermitage. La mostra, organizzata da Villaggio Globale International, consente di dare una visione complessiva e di ampio respiro (dalla metà del VI secolo, dalla presenza gotica in Italia, alla fine del I millennio) del ruolo, dell’identità, delle strategie, della cultura e dell’eredità del popolo longobardo che nel 568, guidato da Alboino, varca le Alpi Giulie e inizia la sua espansione sul suolo italiano: una terra divenuta crocevia strategico tra Occidente e Oriente, un tempo cuore dell’Impero Romano e ora sede della Cristianità, ponte tra Mediterraneo e Nord Europa. Più di 600 reperti, in prevalenza reperti archeologici, coprono ogni aspetto della vita politica, economica e quotidiana dei principati longobardi, compresi i loro complessi rapporti con le sedi del potere romano (bizantino) sopravvissuto nelle principali città (Roma e Ravenna). Il processo di formazione della cultura medievale italiana è stato altrettanto complesso, come riflesso nei reperti archeologici di insediamenti e necropoli. Più di 80 i musei e gli enti prestatori; oltre 50 gli studiosi coinvolti nelle ricerche e nel catalogo edito da Skira; 32 i siti e i centri longobardi rappresentati in mostra; 58 i corredi funerari esposti integralmente; 17 i video originali e le installazioni multimediali (touchscreen, oleogrammi, ricostruzioni 3D, ecc.); centinaia i materiali dei depositi del Mann vagliati dall’università Suor Orsola Benincasa, per individuare e studiare per la prima volta i manufatti d’epoca altomedievale conservati nel museo napoletano.

Pasqua e Pasquetta a Napoli con i longobardi. Prorogata eccezionalmente la mostra “Longobardi. Un popolo che cambia la storia” allestita al Mann. E slitta l’inaugurazione al 3 maggio la terza tappa all’Ermitage di San Pietroburgo

Il manifesto della mostra “Longobardi. Un popolo che cambia la storia” a Napoli dal 21 dicembre 2017 al 25 marzo 2018. Prorogata al 2 aprile 2018

Il direttore del Mann, Paolo Giulierini

Pasqua e Pasquetta con i longobardi. A Napoli. Sì, avete capito bene. La grande mostra “Longobardi. Un popolo che cambia la storia” al museo Archeologico nazionale di Napoli che doveva chiudere domenica 25 marzo 2018, è stata prorogata eccezionalmente fino a lunedì 2 aprile 2018, cioè fino a Pasquetta. Colpaccio, anche se solo di otto giorni, del Mann, per consentire a quanti saranno nella città partenopea a Pasqua e Pasquetta di visitare  l’esposizione che, dopo Pavia, anche a Napoli sta riscuotendo uno straordinario successo, con un pienone di visitatori.  “Siamo veramente contenti di questa opportunità”, spiega il direttore del Mann, Paolo Giulierini. “Sono tantissime le richieste che ci venivano in questo senso. Il successo di pubblico e critica di questa mostra, anche qui a Napoli, testimonia come in Campania ci sia voglia di conoscere altre epoche e culture, altri popoli, rintracciando le proprie radici in questa capacità di scambi e incroci, di mescolanze e aperture che sempre ha connotato il Meridione. Il Mann ha voluto rispondere a questa esigenza e nuove avventure ci attendono in tal senso. Intanto, chi non ha ancora avuto modo di vedere questa esposizione davvero irripetibile, avrà ancora qualche giorno di tempo”.

Un anello di epoca longobarda in oro e gemma dal museo Archeologico nazionale di Napoli esposto nella mostra “Longobardi. Un popolo che cambia la storia”

Il museo statale dell’Ermitage di San Pietroburgo

Tutto ciò è stato possibile grazie alla decisione, presa in queste ore, di spostare al prossimo 3 maggio 2018 l’avvio dell’esposizione al museo statale Ermitage di San Pietroburgo, terza tappa di questo evento internazionale e prima incursione in Russia degli “uomini dalle lunghe barbe”, frutto delle frenetiche trattative dell’ultima settimana, tra Napoli e l’Ermitage. Ancora qualche giorno dunque prima di dire addio agli oltre 400 oggetti esposti: ad armi, monete, vasellami, scheletri di cavalli, collane e gioielli provenienti da necropoli, codici antichi, lastre ed elementi architettonici splendidamente decorati che ci riportano ai tempi di Alboino e di Rotari, di Ansa ed Ermengarda ma soprattutto di Arechi II cui si dovette in gran parte lo splendore di Benevento e della Longobardia  Minor. La mostra (vedi https://archeologiavocidalpassato.wordpress.com/2017/12/16/alla-scoperta-della-longobardia-minor-dopo-pavia-arriva-al-museo-archeologico-nazionale-di-napoli-la-mostra-longobardi-un-popolo-che-cambia-la-storia-una-prima-assoluta-per-l/), curata da Giampietro Brogiolo e Federico Marazzi, promossa, con il sostegno del Mibact, dal museo Archeologico nazionale di Napoli, dai musei civici di Pavia e Comune di Pavia, dal museo statale Ermitage, con l’importante sostegno della Regione Campania e l’organizzazione generale di Villaggio Globale International, per la ricchezza dei materiali e la completezza dell’indagine – che copre tutto il territorio nazionale – per la novità degli studi e dei siti che vengono testimoniati, è destinata a restare come un momento centrale nella conoscenza di questo popolo, capace di fondere la culture e le tradizioni del Nord con quella di Roma e di Bisanzio e di lasciarci un’eredità culturale straordinaria.

Kids dei Longobardi: il museo Archeologico nazionale di Napoli pubblica la guida a fumetti della mostra “Longobardi. Un popolo che cambia la storia”, in omaggio ai bambini fino alla chiusura dell’esposizione. Giulierini: “Il Mann è un museo a misura di bambino”

Il Mann ha pubblicato una guida a fumetti della mostra “Longobardi. Un popolo che cambia la storia”

Ultimi giorni della mostra “Longobardi. Un popolo che cambia la storia” al museo Archeologico nazionale di Napoli, giorni che per i bambini saranno speciali. In arrivo tante sorprese e iniziative, a cominciare da un bellissimo dono per i più piccoli che si avvicinano al Museo e iniziano la scoperta di un mondo di storia e cultura, fatto di popoli e incroci di civiltà. Linguaggi e strumenti diversi per affascinare i piccoli visitatori… per un Museo a misura di bambino! È fresca di stampa infatti la guida Kids con fumetto, ideata per la mostra “Longobardi. Un popolo che cambia la storia”, che viene regalata a tutti i piccoli visitatori, tra i 6 e gli 11 anni, negli ultimi dieci giorni d’apertura dell’esposizione: dal 15 al 25 marzo (vedi https://archeologiavocidalpassato.wordpress.com/2017/12/16/alla-scoperta-della-longobardia-minor-dopo-pavia-arriva-al-museo-archeologico-nazionale-di-napoli-la-mostra-longobardi-un-popolo-che-cambia-la-storia-una-prima-assoluta-per-l/). Voluta dal direttore del Mann, Paolo Giulierini, e fortemente appoggiata dalla Regione Campania, la guida – un volumetto di 32 pagine, elegante, coloratissimo, istruttivo e divertente – riesce a condurre i ragazzi nel percorso della mostra con un linguaggio semplice e accattivante e con tanti aneddoti curati da Raffaella Martino; e poi ti conquista con un’originale storia a fumetti realizzata dalla Scuola Italiana Comix di Napoli diretta da Mario Punzo, con soggetto e sceneggiatura di Chiara Macor, disegni di Carmelo Zagaria, colore affidato a Elpidio Cinquegrana e lettering di  Giuseppe Boccia. Infine, allegato alla guida in alcuni numeri limitati, anche il GiOcalongobardo alla Scoperta dei Longobardi in versione da tavolo!

Alcune tavole della guida per i bambini della mostra “Longobardi. Un popolo che cambia la storia”

La guida Kids dei Longobardi, realizzata con il coordinamento di Villaggio Globale International, è un altro tassello da un lato della variegata proposta didattica che il MANN ha avviato con il progetto MANNforKids anche in occasione della mostra sui Longobardi (attività laboratoriali ed eventi speciali per le famiglie), dall’altro della collaborazione tra il MANN e Comix, avviata un anno e mezzo fa con l’operazione Cyborg Invasion. Una collaborazione che continuerà con la realizzazione di albi a fumetto dedicati ai protagonisti robotici che interpretano alcune dei più celebri capolavori del MANN e con una collana di fumetti realizzati appositamente per il Museo. Per quanto riguarda invece i laboratori, il colore – che ha caratterizzato anche l’allestimento della mostra sui Longobardi e che connota questa speciale  pubblicazione – è stato uno dei protagonisti del laboratorio speciale di domenica 11 e lunedì 12 marzo 2018: ricostruire per capire, con l’esperienza dell’Archeodromo di Poggibonsi, un villaggio ai tempi di Carlo Magno. Archeologi e specialisti in abiti storici raccontano, in full immersion… reale, usi e costumi legati al villaggio altomedievale, condividendo le tecniche di lavorazione di molti oggetti esposti in mostra.

Il direttore Giulierini: “Il Mann deve essere un museo a misura di bambino”

Il re longobardo Liutprando accompagna i due giovani ospiti alla scoperta dei Longobardi al Mann

“Sempre di più il Mann vuole parlare a pubblici diversi con linguaggi appropriati”, spiega il direttore Paolo Giulierini. “Il Museo di Napoli da sempre è attento al mondo dei bambini e alle scuole perché detentore di collezioni basilari per la cultura occidentale, che è la nostra cultura da comprendere e, dunque, preservare; ma anche quando le mostre temporanee ci fanno scoprire altri mondi o altri momenti della storia e dell’arte, come è nella nostra programmazione, vogliamo che i bambini abbiano strumenti e occasioni per capire, apprezzare e divertirsi. Solo così un museo può svolgere la sua funzione di propagatore di cultura e bellezza, di sapere e valori condivisi. E poi non dimentichiamo che negli obiettivi di un museo definiti dall’Icom, ci sono lo studio e l’istruzione ma anche il diletto. Vogliamo che questo Museo sia un punto di riferimento per i bambini  e che la cultura possa diventare anche divertimento”. Proprio come accade nella storia a fumetti “Una giornata longobarda” parte integrante di questa guida, che rientra nei progetti più ampi MANNforkids e OBVIA. I due protagonisti Tina e  Paolo – il fratello svogliato, “costretto” alla visita – verranno affascinati da una guida d’eccezione, il re longobardo Liutprando, che li condurrà tra gli oggetti in mostra, narrando storie, tradizioni e curiosità del suo grande popolo guerriero. Tanto che sarà Paolo alla fine, a chiedere di tornare. E dunque se non si può racchiudere un’intera mostra in un fumetto, se ne può cogliere l’essenza, per spiegare ai più piccoli quanto sia stato significativo l’impatto del popolo dei Longobardi nella storia della cultura e dell’arte occidentale. Così il Museo diviene un luogo dell’immaginario, in cui ogni oggetto può essere visto con curiosità, compreso nella sua essenza, per poi essere reinterpretato e collegato all’oggi. “La mostra passerà la mostra”, conclude Giulierini, “ma rimarranno idee e laboratori permanenti sul tema dei Longobardi perché non può esistere un museo a misura d’uomo se prima non è a misura di bambino. E questo nuovo linguaggio è quello che ama il Mann”.

Festival Mann: le Muse tornano al museo di Napoli. Musica, teatro, cinema, letteratura, arte e tecnologia saranno al centro di un cartellone di eventi che si svilupperà per otto intere giornate di eventi e oltre 100 ospiti coinvolti tra artisti e personalità della cultura

Festival Mann: le Muse al Museo: seconda edizione al museo Archeologico nazionale di Napoli

Il direttore del Mann, Paolo Giulierini

Il museo Archeologico nazionale di Napoli

È solo la seconda edizione, ma per Napoli è già un appuntamento da non perdere. Dal 21 al 28 marzo 2018 al museo Archeologico nazionale di Napoli il sipario si apre sul “Festival MANN/Muse al Museo”: le Muse tornano al Museo con più di 40 eventi e 100 ospiti internazionali, concerti e spettacoli dalle 10 alle 21, dalla musica classica al pop-rock, dal teatro civile e per bambini alla danza e performance, e poi incontri, cinema, letteratura, arte e tecnologia; con oltre un centinaio di ospiti, tra cui Richard Galliano, Daniel Pennac, Rick Wakeman, Michael Nyman, Roberto Vecchioni, Elio, Gaetano Curreri e Paolo Fresu, Mariangela D’Abbraccio e Carolina Rosi, Carlo Verdone, Nino Frassica, The Jackal, Massimo Bubola, Cristiano Godano, Marina Rei, Paolo Benvegnù, Maurizio De Giovanni, Alvin Curran, Ciro Longobardi, Riccardo Bertoncelli, Andrea Scanzi, Luca Telese, Andrea Zorzi. Dopo il successo e le ventimila presenze del 2017, quest’anno la programmazione si allunga di un giorno e porta il festival anche per le strade della città. “Il Museo del futuro”, dichiara il direttore del Mann, Paolo Giulierini, “è una grande agorà dove si incontrano conservazione, ricerca e capacità di sperimentazione. La musica e l’arte teatrale, che vengono suggerite dalle statue, dai mosaici e dagli affreschi, prendono magicamente corpo in questi otto giorni di festival e connotano il MANN come grande polo culturale che diffonde nuovi linguaggi senza affrancarsi mai dalle radici della classicità”.  “Muse al Museo” è un progetto originale voluto proprio da Giulierini, primo festival internazionale in un museo statale autonomo costruito sui principi della valorizzazione dei Beni Culturali dettati dalla Riforma. Da quest’anno il festival è sostenuto dalla Regione Campania (Programma operativo complementare POC 2014-2020 “Cultura 20.20”). La direzione artistica è di Andrea Laurenzi in collaborazione con Luca Baldini, la direzione tecnica e organizzativa di Officine della Cultura. Anteprima Festival domenica 18 marzo in Centro storico di Napoli: Archimossi, appuntamento itinerante mattutino e pomeridiano con viole, violini e violoncelli e particolari coreografie. A inaugurare ufficialmente la manifestazione sarà un evento speciale che partirà dalla Galleria Principe di Napoli (mercoledì 21 marzo 2018, alle 15.30) con il concerto di Scalzabanda & Orchestra Multietnica di Arezzo, una festa di suoni e colori coordinata dal direttore d’orchestra Enrico Fink, grande esperto di musica tradizionale ebraica e di world music, insieme ai 75 ragazzi del quartiere Montesanto che formano la Scalzabanda. Per gli spettacoli del festival, tutti nell’orario di apertura del museo (fino alle 19,30), non è previsto biglietto aggiuntivo. Per gli spettacoli serali è prevista la prevendita.

Richard Galliano, virtuoso della fisarmonica

Otto serate nella sala della Meridiana (ore 21). Sarà il virtuoso della fisarmonica Richard Galliano a inaugurare mercoledì 21 marzo la serie di spettacoli in “prima serata” del festival. Il compositore, definito l’erede di Astor Piazzola, si esibirà in uno spettacolo dalle atmosfere francesi, tango argentino, melodie mediterranee e ritmi brasiliani. Giovedì 22 marzo concerto di Roberto Vecchioni. “Le rondini e la Nina” è il concerto di venerdì 23 marzo, il jazz di Lucio Dalla e Fabrizio De André, canzoni rivisitate da Gaetano Curreri (voce e leader degli Stadio), Paolo Fresu (tromba, flicorno, effetti), Raffaele Casarano (sax) e Fabrizio Foschini (pianoforte). Sabato 24 marzo live di Rick Wakeman, grande protagonista del rock progressive degli anni ’70 e tastierista dei mitici Yes. Con 50 anni di carriera alle spalle, si esibirà in un concerto di solo pianoforte con i brani dell’ultimo album “Piano Portraits”: da “Life on Mars” e “Space Oddity” di David Bowie ai Beatles, Yes e Led Zeppelin, ma anche classici come il “Chiaro di luna” di Debussy e “Lago dei cigni” di Tchaikovsky, e ancora sorprese musicali. “Il caso Malaussène – Mi hanno mentito” di e con Daniel Pennac è lo spettacolo serale di domenica 25 marzo. Con Massimiliano Barbini e Pako Ioffredo, le musiche di Alice Pennacchioni e la mise en espace di Clara Bauer, con la collaborazione artistica di Ximo Solano. Lunedì 26 marzo uno straordinario Elio, nella doppia veste di narratore e cantante, con soprano ed ensemble strumentale, in “Madamina, il catalogo è questo… L’opera buffa da Mozart a Offenbach”, brillante e vivace carrellata che tocca capolavori quali “Il Flauto Magico” e “Don Giovanni” di Mozart, “Il Barbiere di Siviglia” di Rossini, fino ai “Racconti di Hoffmann” di Offenbach. Omaggio a Eduardo De Filippo e Pino Daniele, martedì 27 marzo, nel concerto-spettacolo “Napule è…n’ata storia” con Mariangela D’Abbraccio & Musica da ripostiglio. Un progetto nato da un lavoro di ricerca e sperimentazione di teatro e musica sui due grandi autori del ‘900 napoletano. Prima dello spettacolo, incontro con Carolina Rosi, intervistata da Titta Fiore, ricordando Luca De Filippo. Mercoledì 28 marzo chiusura affidata al grande compositore Michael Nyman con la Michael Nyman Band in “Music for Films”. Maestro indiscusso del minimalismo e autore di memorabili colonne sonore, Nyman combina folk, elettronica, musica sacra e classica in un’emozionante miscela sonora.

Il il direttore Paolo Giulierini in un incontro nella sala Toro Farnese

Il cantautore Roberto Vecchioni

Il filologo classico Luciano Canfora

“Sani Gesualdi superstar” di Nino Frassica

Pomeriggio con incontri e concerti. Ricco il calendario pomeridiano del festival a partire da mercoledì 21 marzo. Dopo l’apertura ufficiale con il concerto di Scalzabanda & Orchestra Multietnica di Arezzo, sarà Roberto Vecchioni a inaugurare il primo dei grandi incontri di “Muse al Museo”. Tra archeologia, poesia e musica, il cantautore dialogherà con l’archeologa Stefania Mancuso e con il direttore del MANN Paolo Giulierini nella sala Toro Farnese. Giovedì 22 marzo alle 16.30 nella sala Cielo Stellato, Ginevra Di Marco, già voce dei CSI, in “La rubia canta la negra”, omaggio a Mercedes Sosa. Alle 18 nell’ambito di “Fuoriclassico”, incontro con Luciano Canfora dal titolo “Tucidide e Aristofane dal 411 al 404”. Tre gli appuntamenti del pomeriggio di venerdì 23 marzo: alle 15 (sala Toro Farnese), Mattia Torre racconta “La linea verticale”, libro e serie tv Rai, discutendone con Ilaria Urbani. Alle 16.30 nella sala Teatro, “Sull’Oceano”, spettacolo ispirato al romanzo di Edmondo De Amicis, di Michele Crestacci e Alessandro Brucioni. Protagonista alle 18 nella sala Toro Farnese sarà Nino Frassica che presenterà il libro “Sani Gesualdi superstar”, intervistato da Annapaola Merone. Sabato 24 marzo (ore 15, sala Cielo Stellato) prima presentazione del volume “1968. Soul e Rivoluzione” dello storico del rock Riccardo Bertoncelli, intervistato da Federico Vacalebre. Alle 18 lo scrittore Maurizio de Giovanni dialogherà con i campioni del Napoli Calcio in un incontro dal titolo “Calcio e passione: il grande Napoli”. Domenica 25 marzo, alle 15, concerto itinerante dal titolo “Cantautori al Museo”, con Cristiano Godano (Marlene Kuntz), Marina Rei, Paolo Benvegnù, Andrea Franchi e Alessandro Fiori. Alle 18 nella Sala Cielo Stellato live di Alvin Curran e Ciro Longobardi, in collaborazione con Piano City. Lunedì 26 marzo dalle 15 il sassofonista, clarinettista e compositore Gabriele Coen si esibirà in un concerto itinerante in trio. Nella sala Teatro, alle 16.30, “8 sfumature di Giulietta”, uno spettacolo diretto da Riccardo Rombi. Per la rassegna “Fuoriclassico”, alle 18 nella sala Cielo Stellato, “Nostos/Reditus. Storie di ritorni”, con la professoressa Rossana Valenti (università Federico II di Napoli) e lo scrittore di origine libica Hisham Matar, premio Pulitzer 2017 per l’autobiografia. Martedì 27 marzo alle 15 spettacolo itinerante di trasformismo e illusionismo su trampoli “Alto livello” con Pietro Rasoti. Lo sport incontra il teatro (ore 17.30 nella sala Teatro) nello spettacolo “La leggenda del pallavolista volante” con Andrea Zorzi e Beatrice Visibelli. Tre gli eventi che chiudono i pomeriggi del festival mercoledì 28 marzo: alle 15 nella sala Teatro concerto di Lorenzo Kruger, cantante e autore di tutte le canzoni dei Nobraino. Alle 16.30 nella sala Cielo Stellato in programma lo spettacolo “Il migliore dei mondi possibili”, ispirato al “Candido” di Voltaire, di Magdalena Barile, regia di Simona Arrighi e Sandra Garuglieri. Alle 18 nella sala Toro Farnese il giornalista e scrittore Andrea Scanzi dialoga con Carlo Verdone.

Attore brillante, cantante rock e stand-up comedian, John Peter Sloan è l’autore di “Instant English”

Mattinata al museo (ore 12.30). Si parte giovedì 22 marzo nella sala Toro Farnese con The Jackal, i geniali componenti della casa di produzione specializzata nella realizzazione, ideazione e distribuzione di video e campagne viral sul web. Venerdì 23 marzo nella sala Cielo Stellato lo scrittore, giornalista, autore e conduttore televisivo Luca Telese presenta il libro “Cuori Contro”, intervistato da Ottavio Ragone. Incontro con John Peter Sloan in programma sabato 24 marzo nella sala Cielo Stellato. Attore brillante, cantante rock e stand-up comedian, Sloan è l’autore di “Instant English”, attualmente il manuale d’inglese più venduto in Italia e best seller in Francia, Germania e Spagna. Domenica 25 marzo (sala Cielo Stellato), Massimo Bubola, tra i più importanti autori della canzone italiana, presenta il libro “Ballata senza nome”. Intervista di Enzo D’Errico. Lunedì 26 marzo nella sala Toro Farnese, Francesco D’Adamo, una delle penne più autorevoli nell’editoria per ragazzi, presenta “Oh Harriet”, una sorta di prequel del già famoso “Oh freedom!”, con cui D’Adamo aveva raccontato la schiavitù attraverso le avventure del piccolo Tommy. Martedì 27 marzo (sala Teatro) proiezione del film/documentario “Salicelle Rap” di Carmen Tè. Il film, girato nel rione Salicelle di Afragola (Na), racconta la voglia di riscatto di chi non ci sta, e con le proprie forze prova a combattere un futuro apparentemente oscuro. Mercoledì 28 marzo, Saverio Tommasi, una delle voci più note del web, presenta il libro “Siate ribelli, praticate gentilezza”, un racconto, una confessione, un atto d’amore per i propri figli.

L’orchestra fatata di Maestro Clarinetto

Per i ragazzi. Tutte le mattine sono in programma due spettacoli per i ragazzi, alle 10 e alle 11.30. Sul palco della sala Teatro si alterneranno “Pinocchio_Fellini”, di Titta Ceccano,  da “Le avventure di Pinocchio” di Carlo Collodi (mercoledì 21 marzo); “Piccolo”, spettacolo per burattini, un attore, un musicista, figure e oggetti vari con il burattinaio Luca Ronga (giovedì 22 marzo); “Mare Mosso”, un progetto di Gianfranco Pedullà dedicato a tutti quelli che solcano il mare alla ricerca di una nuova vita (venerdì 23 marzo); doppio appuntamento con Gek Tessaro, autore poliedrico che si muove tra letteratura per l’infanzia (ma non solo), illustrazione e teatro. In scena “I Bestiolini”, dall’omonimo libro edito da Panini prendono vita storie di insetti e di altri piccoli abitanti del prato (sabato 24 marzo) e “Il cuore di Chisciotte”, un percorso di suggestioni liriche sul tema dei cuori in viaggio (domenica 25 marzo). Lunedì 26 marzo nella sala Cielo Stellato, in programma “Wiegenlied, Ninnananna per l’ultima notte a Terezin”, un progetto a cura di Matteo Corradini, con l’orchestra Multietnica di Arezzo e 16 strumenti Pavel Žalud originali da Terezín. Nella sala Teatro “L’orchestra fatata di Maestro Clarinetto”, favola per i più piccini di strumenti musicali e di canzoni, di e con Gianni Micheli (Martedì 27 marzo); “Ubu Re” da Ubu Roi di Alfred Jarry, (Mercoledì 28 marzo). Tutti gli ospiti, già dalla prima edizione, sono chiamati a divenire “Ambasciatori del MANN” entrando a far parte di una “rete” che nasce con l’obiettivo di diffondere sempre più la conoscenza di uno dei musei più importanti al mondo. Tra i primi “Ambasciatori” Erri De Luca, Alessandro Haber, Stanley Jordan, Ferzan Ozpetek, Peppe Servillo.

Il grande mosaico pavimentale con Alessandro Magno dalla casa del Fauno di Pompei oggi al Mann

Il famoso mosaico con i musici ambulanti firmato da Dioscuride di Samo proveniente dalla cosiddetta Villa di Cicerone a Pompei

Arte e Tecnologia/Le Installazioni.  Sono due le installazioni proposte in occasione del Festival nell’ambito del progetto OBVIA (Out Of Boundaries Viral Art Dissemination) coordinato dalla dott.ssa Daniela Savy: il celebre Mosaico di Alessandro dalla Casa del Fauno e l’altrettanto famoso mosaico con i musici ambulanti dalla cosiddetta Villa di Cicerone a Pompei. Grazie al digitale, per la prima volta da quando è stato trasferito da Pompei a Napoli, il Mosaico di Alessandro, oggi esposto alla parete come un quadro, sarà presentato nella sua originaria natura di pavimento. L’opera sarà riproposta in dimensioni reali con una multi-proiezione che i visitatori potranno attraversare. Particolarmente innovativa è la tecnica di digitalizzazione utilizzata: un drone ad altissima definizione, infatti, ha permesso di acquisire il mosaico senza invasività alcuna. Tecnologie moderne ed antiche si integreranno al Festival MANN: nella sala in cui sarà presentato a pavimento il Mosaico, infatti, saranno esposte le lastre fotografiche dei primi anni del XX secolo che documentano le operazioni di movimentazione del Mosaico di Alessandro dal piano terra del Museo all’ammezzato ove ora è esposto. Da grandi carrucole a ricostruzioni digitali: il MANN coniuga l’arte con l’innovazione. La seconda installazione è dedicata al mosaico con i musici ambulanti firmato da Dioscuride di Samo. La tecnologia condurrà i visitatori in un antico teatro greco al ritmo degli strumenti cari alla dea Cibele. Si potrà così rivivere la scena della commedia di Menandro “Theophoroumene” (L’invasata): i musici prenderanno vita con balli e suoni, mentre le interfacce naturali doneranno spontaneità all’interazione, garantendo un’esperienza immersiva e coinvolgente. Le tecnologie sono state realizzate con la supervisione e la consulenza della dott.ssa Luigia Melillo e, installate dall’associazione culturale InVision APS, sono il frutto della ricerca scientifica condotta dalla DMC srl. Coordinatore delle attività di ricerca è il dott. Davide Maria Calandra.

A Firenze apre TourismA, salone di Archeologia e turismo culturale. Per tre giorni incontri e convegni con 250 relatori e ospiti d’eccezione; stand, allestimenti, box poster, laboratori per piccoli e grandi. E in auditorium il 14° incontro nazionale di Archeologia Viva

L’auditorium del centro congressi di Firenze gremito per TourismA (foto Valerio Ricciardi)

Andrea Pessina, soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio per Firenze Pistoia e Prato (foto Valerio Ricciardi, Roma)

Ancora una settimana di attesa per l’edizione 2018 di TourismA, “l’appuntamento con la storia”, parola di organizzatori. Dal 16 al 18 febbraio 2018 al Palazzo dei Congressi di Firenze c’è TourismA, il salone di archeologia e turismo culturale diventato ormai un must per addetti ai lavori e appassionati: in programma convegni e incontri con la partecipazione di 250 relatori e ospiti d’eccezione, fra cui Alberto Angela, Philippe Daverio, Massimo Cacciari, Valerio Massimo Manfredi, Vittorio Sgarbi, Tommaso Cerno, Andrea Carandini, Lucio Caracciolo, Giuliano Volpe, Chiara Frugoni… Negli spazi del Palazzo dei Congressi stand, allestimenti, desk e box poster di realtà culturali, turistiche, economiche italiane ed estere. Novità del 2018 sarà il primo workshop del Turismo Culturale in Italia “AAA Archeologia Arte Ambiente”: un evento B2B riservato all’incontro tra domanda e offerta di itinerari culturali tra professionisti del settore. E ancora laboratori didattici per piccoli e grandi, scuole e famiglie: dalla scheggiatura della pietra allo scavo archeologico, dai geroglifici alla tecnica del mosaico… Con un’anteprima: giovedì 15 febbraio 2018, alle 20.45, inaugurazione ufficiale di “Tourisma 2018” dedicata al Medioevo con Dario Nardella, sindaco di Firenze; Andrea Pessina, soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio per Firenze Pistoia e Prato; Piero Pruneti, direttore di Archeologia Viva e “tourismA”. Chiara Frugoni, storica e saggista, già professoressa di Storia medievale alle università di Pisa, Roma e Parigi, interverrà su “Nascere e sopravvivere nel Medioevo, soprattutto a Firenze”. Giuliano Volpe, presidente del consiglio superiore dei Beni Culturali e Paesaggistici illustrerà il premio “Riccardo Francovich” per la comunicazione del Medioevo, attribuito dalla SAMI – Società degli Archeologi Medievisti Italiani. E Andrea Macaluso, attore e regista, fondatore dello spazio culturale “Il Lavoratorio” di Firenze, parlerà della “Seconda novella della nona giornata del Decameron di Giovanni Boccaccio”. Da venerdì 16 febbraio si entrerà nel vivo dei lavori. Intenso il programma dei tre giorni. Vediamo qualche appuntamento da non perdere.

Ricerche nello Swat (Pakistan) dove opera una missione archeologica italiana

Adulis, la Pompei d’Africa, in Eritrea dove lavora una missione archeologica italiana

Antonia Falcone (Professione archeologo)

Protagoniste della prima giornata di TourismA, venerdì 16 febbraio 2018, saranno le missioni archeologiche italiane all’estero in periodo di crisi nella sezione “Spes contra spem” (9.45-13-30), a cura di Ettore Janulardo, della “Sapienza” di Roma, referente Missioni archeologiche italiane all’estero: interverranno Michele Nucciotti, direttore missione archeologica italiana in Armenia dell’università di Firenze (“I paesaggi della Via della Seta in Armenia”); Elisa Iori,  field director Missione archeologica italiana in Pakistan (Swat) (“Archeologia in aree di crisi: scavo e turismo come mobilizzatori sociali. L’esperienza italiana nello Swat”); Romolo Loreto, direttore Missione archeologica italiana nel Regno dell’Arabia Saudita a Dumat al-Jandal (antica Adummatu) (“Le attività della Missione archeologica italiana in Arabia Saudita. Alle origini degli Arabi”); Serena Massa, direttore Missione italo-eritrea “Adulis Project”, e Susanna Bortolotto, architetto del Politecnico di Milano (“Adulis Pompei d’Africa. La missione archeologica italo-eritrea”); Gilberto Montali, direttore Missione archeologica ad Althiburos in Tunisia (“Al di là del mare. Novità dal Nord Africa”). Ma sempre venerdì ci sarà spazio per “Archeosocial. Il potere delle immagini: l’archeologia tra meme e storytelling” (9-18) a cura di Antonia Falcone e Domenica Pate di Professione Archeologo, e Astrid d’Eredità di ArcheoPop; per un “Invito a Malta: i segreti dei templi megalitici” (15.30-16-30) a cura di Malta Tourism Autority; per un viaggio “Dall’Adriatico al Tirreno. Piccoli musei e grandi storie” (9-12.30) a cura di Simona Rafanelli, direttore del museo archeologico “I. Falchi” di Vetulonia, e Elena Rodriguez, direttore del museo Archeologico di Verucchio.

Il manifesto della mostra “Longobardi. Un popolo che cambia la storia” a Napoli dal 21 dicembre 2017 al 25 marzo 2018

Una cosiddetta “Fibula a S” in argento dorato, almandine e pietre, trovata nella necropoli Cella; oggi al museo Archeologico nazionale di Cividale del Friuli

L’immagine di San Michele sulla facciata della chiesa di Monte Santangelo (Foggia)

Sabato 17 febbraio 2018, seconda giornata, faremo la conoscenza dei “Longobardi in Italia: eredità e messaggi di un popolo in viaggio” (8.20-13.30) a cura di Associazione Italia Langobardorum: introduce Angela Maria Ferroni, funzionario archeologo, ufficio Unesco MiBACT; modera Cinzia Dal Maso, direttore Archeostorie. Interverranno Mariarosaria Salvatore, archeologa, già dirigente MiBACT (“I Longobardi, un popolo in viaggio dall’Europa del nord all’attenzione mondiale”); quindi si passeranno in rassegna le località del sito Unesco dei Longobardi: “Cividale del Friuli, il primo ducato”, con Luca Villa archeologo, direttore scavi archeologici nel Monastero di Santa Maria in Valle; “Brescia, la sede dell’ultimo re dei Longobardi”, con Francesca Morandini archeologo musei civici d’Arte e Storia di Brescia; “Castelseprio e Torba”, con Sara Masseroli, direttrice parco archeologico di Castelseprio – MiBACT; “Il Ducato di Spoleto e i suoi monumenti longobardi”, con Maria Stovali, responsabile ufficio Unesco – Comune di Spoleto; “Benevento e la continuità dei Longobardi”, con Pasquale Palmieri, architetto – Comune di Benevento; “Il culto di San Michele e il santuario federale dei Longobardi”, con Immacolata Aulisa, docente di Storia del Cristianesimo Antico all’università di Bari “Aldo Moro”. Seguiranno Francesca Morandini, del coordinamento Progetto per Italia Langobardorum, e Paolo Braconi, docente di Antichità romane e di Storia dell’Agricoltura e dell’Alimentazione all’università di Perugia (“A tavola con re Rotari. Cultura e alimentazione dei Longobardi come paradigma per l’integrazione tra popoli”);  e Paolo Giulierini, direttore museo Archeologico nazionale di Napoli (“I Longobardi al Mann”). Chiude la sezione la tavola rotonda “Popoli migranti ieri e oggi. Integrazioni possibili” con Stefano Balloch, presidente Italia Langobardorum, sindaco di Cividale del Friuli; Massimo Cacciari, filosofo, politico e accademico; Lucio Caracciolo, direttore Limes Rivista Italiana di Geopolitica; Tommaso Cerno, già condirettore de La Repubblica. Coordina Piero Pruneti, direttore Archeologia Viva e TourismA. Ma sabato da non perdere anche l’approfondimento “Sulla strada degli etruschi” (14-18.30), project work “Tra Archeologia Arte Cultura” a cura di Agostino De Angelis, attore e regista teatrale, con Simona Rafanelli, direttore museo di Vetulonia (“I principi etruschi di Caere e Vetulonia al centro del Mediterraneo”); Lorenzo Guzzardi, direttore Polo Regionale di Siracusa per i siti culturali (“Siracusa, Caere e il mondo tirrenico”); Flavio Enei, direttore museo civico del Mare e della Navigazione antica di Santa Marinella (“Gli Etruschi del mare: archeologia subacquea a Pyrgi nel porto dell’antica Cerveteri”); Marcello Tagliente, archeologo (“Incontro con il poeta-archeologo: voci e storie del Mediterraneo, in ricordo di Khaled Al-Asaad”); Lisa Turroni, responsabile didattica Museo interreligioso di Bertinoro (“Fratelli di sangue, fratelli di spirito”); Enzo Dall’Ara, geografo, critico e storico dell’arte (“Lo spazio geofisico, fondamento primario per lo sviluppo degli insediamenti antropici”); Lorenza Altamore, artista Progetto artistico-culturale (“Incontro con gli Etruschi”); Valerio Faccini, fotografo di scena (“Fotografare le rappresentazioni teatrali nei luoghi storico-archeologici”); Desirée Arlotta, presidente associazione culturale ArchéoTheatron di Cerveteri (“Sulla Strada degli Etruschi: un progetto”); Marco Scuotto, presidente associazione culturale Extramoenia di Siracusa (“Raccontare il sito archeologico attraverso la macchina da presa”). E per gli appassionati di preistoria da non perdere “Storie profonde. Le caverne tra scienza e turismo” (14.30-18) a cura dell’istituto italiano di Preistoria e Protostoria con introduzione di Roberto Maggi già soprintendenza Archeologia della Liguria. E quasi in contemporanea (16-18.30) c’è “Archeologia in Oriente. Il contributo degli archeologi italiani: dalla tutela del patrimonio culturale al turismo consapevole” a cura dell’Associazione Nazionale Archeologi.

Il prof. Fabio Martini, archeologo preistorico dell’università di Firenze

Il prof. Carlo Peretto dell’università di Ferrara

Terza giornata di incontri domenica 18 febbraio 2018.  Al mattino “Archeologia e itinerari giudaici” (10-13). Project work “Testimonianze ebraiche e paesaggio nella cuspide orientale della Sicilia in periodo romano e tardoantico” a cura di Archeoclub d’Italia sede di Noto (Sr). Al pomeriggio “Chi siamo? da dove veniamo? Pagine della più antica storia dell’uomo” (13.45-18) a cura di Fabio Martini dell’università di Firenze. Interverranno Nicoletta Volante, università di Siena (“Preistoria e archeologia sperimentale”); Olga Rickards, Cristina Martinez Labarga università di Roma Tor Vergata, Gabriele Scorrano university of Copenaghen (“Il menù dei paleolitici: ricerche sulla paleo dieta”); Pier Francesco Fabbri università del Salento, Domenico Lo Vetro università di Firenze (“Luoghi della memoria: le evidenze funerarie come indicatori biologici e culturali”); Fabio Macciardi California University – Irvine, Fabio Martini università di Firenze (“Preistoria e neuroscienze”); Marta Arzarello università di Ferrara (“Homo faber e la prima tecnologia ovvero quando l’uomo ha cominciato a modificare la materia”); Federica Fontana, Ursula Thun Hohenstein università di Ferrara (“The day after: cambiamenti climatici e nuove strategie comportamentali dopo l’ultima glaciazione”); Carlo Peretto, università di Ferrara (“Perché si studia la Preistoria?”).

Gli spettacolari mosaici della “Domus dei tappeti di pietra” a Ravanna: le è stato assegnato il Premio “Riccardo Francovich” – V edizione

L’archeologo e scrittore Valerio Massimo Manfredi

Daniele Morandi Bonacossi a Tourisma 2016 (foto Valerio Ricciardi)

Venerdì e sabato pomeriggio, e domenica tutto il giorno, l’auditorium del centro congressi ospita i lavori del 14° incontro nazionale di Archeologia Viva a cura di Piero Pruneti. Venerdì sul palco saliranno, tra gli altri, Andrea Carandini, presidente Fai (“I miei primi ottant’anni! Bilancio di un archeologo”); Franco Marzatico, soprintendente della Provincia di Trento (“Tre metri sopra l’acqua… Palafitte mito e realtà: il Parco archeologico di Fiavè”); Valerio Massimo Manfredi, archeologo e scrittore (“Il fascino della rovina (abbandonata o restaurata?): il caso del Tempio G di Selinunte”). Invece la soprintendenza Capitolina venerdì parla di “Winckelmann a trecento anni dalla nascita”, mentre sabato di “Traiano a 1900 anni dalla morte dell’imperatore”. Sabato dopo Luciano Canfora, professore emerito Filologia greca e latina all’università di Bari (“Cleofonte deve morire. Teatro e politica in Aristofane”); Vittorio Sgarbi, assessore Beni Culturali – Regione Siciliana (“La bellezza contro la mafia”) e Giuliano Volpe, presidente Consiglio superiore Beni culturali (“Risorgere dalla cenere: la villa tardoantica di Faragola (Ascoli Satriano). Dopo l’incendio, la ricostruzione”), cerimonia di consegna del Premio “Riccardo Francovich” – V edizione, attribuito dalla SAMI – Società Archeologi Medievisti Italiani alla Domus dei Tappeti di Pietra (Ravenna) e al museo provinciale di Campobasso – Sezione Medievale. Giornata clou domenica. Al mattino, Francesco Tiboni, archeologo navale (“Il cavallo di Troia: un inganno venuto dal mare”); Mario Torelli, premio Balzan per l’Archeologia classica (“Alla scoperta di Nuceria: storia di una città fra gli antichi popoli della Campania”); Paolo Giulierini, direttore museo Archeologico nazionale di Napoli, e Massimo Osanna, direttore generale Parco Archeologico di Pompei (“Etruschi in Campania: una vicenda straordinaria e le ragioni di una mostra”); Brando Quilici, regista (“Ramses III: la ricerca di Zahi Hawass sull’“Harem Cospiracy” e un omicidio di 3000 anni fa. Postille ai margini di un film”). Nel pomeriggio, Lucrezia Ungaro, responsabile museo Fori Imperiali – Mercati di Traiano, sovrintendenza Capitolina (“Traiano. Costruire l’Impero, creare l’Europa: perché Traiano, perché l’Europa?”); Giulio Magli, archeoastronomo, direttore Dipartimento di Matematica al Politecnico di Milano (“L’archeoastronomia non è un’opinione. Piramidi e stelle: verità e bufale galattiche da Palenque a Giza”); Daniele Morandi Bonacossi, docente di Archeologia e Storia dell’arte del Vicino Oriente antico all’università di Udine, e Antonio Zanardi Landi, presidente Fondazione Aquileia (“Giona da Mossul ad Aquileia. Storia di un mito e di un dramma contemporaneo”).