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Il “Satiro ebbro” di Ercolano ha lasciato per la prima volta il Mann per Los Angeles: dopo il restauro sarà protagonista nel 2019 al Getty Museum della grande mostra “Rediscovering the Villa dei Papiri at Herculaneum: Early Excavations, New Discoveries” con altri capolavori in bronzo ercolanesi che dialogheranno con le copie volute da Paul Getty

Il “Satiro ebbro” in bronzo, una delle più famose statue provenienti dalla Villa dei Papiri di Ercolano, capolavoro conservato al museo Archeologico nazionale di Napoli

Ai primi di ottobre il “Satiro ebbro” in bronzo, una delle più famose statue provenienti dalla Villa dei Papiri di Ercolano, per la prima volta ha lasciato il museo Archeologico nazionale di Napoli (vedi il video https://www.museoarcheologiconapoli.it/it/2017/11/mann-stories-satiro-ebbro/): destinazione il Getty Museum di Los Angeles, negli Usa, per essere sottoposto a indagini conoscitive e a restauro da parte del Getty Antiquities Conservation Department in collaborazione con l’Ufficio Restauro del Mann. Quattro mesi di interventi e poi il “Satiro ebbro” sarà l’indiscusso protagonista della mostra “Rediscovering the Villa dei Papiri at Herculaneum: Early Excavations, New Discoveries” in programma al Getty Villa Malibù dal 19 giugno 2019 al 28 ottobre 2019. L’arrivo in California della statua del “Satiro ebbro” di Ercolano ha aperto un intenso programma di collaborazione tra il Mann e il Getty.

Una fase del restauro del grande Cratere di Altamura, conservato al Mann

Il 31 ottobre 2018 nella villa-museo di Malibù si è aperta infatti la mostra “Underworld: Imagining the Afterlife”, incentrata sul culto mitologico dell’aldilà, al centro della quale troneggia il monumentale Cratere di Altamura o dell’Inferno, attribuito al Pittore di Licurgo (IV sec. a.C.), capolavoro conservato al Mann, da due anni nell’istituzione californiana che ha finanziato un delicato intervento di restauro. “Il vaso racconta la vita nell’aldilà, ma anche le storie degli uomini che lo hanno maneggiato, come un personaggio assai singolare, Raffaele Gargiulo che da mercante d’arte e impiegato al museo per oltre sessant’anni, dal 1820, provvedeva personalmente ai restauri senza però segnalare le zone di intervento”, spiega l’archeologa Luisa Melillo, responsabile dell’Ufficio Restauro del Mann, che da dieci anni cura la collaborazione con il Getty. “Gargiulo faceva tutto con la terracotta e ridisegnava le figure in base a pitture vascolari analoghe. Era bravissimo ma ora grazie alle tecnologie del Getty siamo riusciti ad evidenziare la mappa dei rimaneggiamenti”. E poi, come si diceva, a giugno 2019 la grande mostra sulla Villa dei Papiri nel Getty Museum che, come è noto, il petroliere Paul Getty nel 1954 realizzò (all’epoca come abitazione personale, poi dal 1974 trasformata in museo delle sue collezioni di arte antica) ispirandosi proprio alla Villa dei Papiri di Ercolano.

Il “bellissimo Efebo”, come lo definì Amedeo Maiuri, scoperto il 25 maggio 1925 in via dell’Abbondanza a Pompei

Paolo Giulierini, direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli

Il direttore del Mann, Paolo Giulierini, è particolarmente soddisfatto della partnership tra il Mann e il Getty Museum. Il rapporto con l’istituzione americana è iniziato nel 2007 con un accordo del Mibact, in base al quale il Department of Conservation of Antiquities d’intesa con l’Ufficio restauro del Mann ha già recuperato alcune statue tra cui l’Efebo da Via dell’Abbondanza e l’Apollo Saettante (attualmente nella Sala del Plastico di Pompei) e il colossale Tiberio da Ercolano ora nell’atrio. La direzione Giulierini ha rinnovato e ampliato la collaborazione del Mann con il Getty Museum di Los Angeles, l’unico museo degli Stati Uniti dedicato esclusivamente all’esposizione e allo studio dell’arte e della cultura greca, romana ed etrusca: “In questi anni – ricorda il direttore – non solo è stato possibile restaurare opere che, pur famose, non era possibile esporre, ma la partnership ha offerto al nostro museo un’importantissima vetrina per il pubblico statunitense e più in generale i numerosissimi visitatori provenienti da tutto il mondo che frequentano il Getty Museum”. Ma il 2019 vedrà il Mann impegnato non solo con gli Usa. “Nello stesso periodo della mostra a Los Angeles – annuncia Giulierini – creeremo all’Ermitage di San Pietroburgo un exhibit su Pompei, poi porteremo le opere di Canova da San Pietroburgo a Napoli. E il 20 maggio riapriremo al Mann la sezione della Magna Grecia”.

Villa Getty a Malibu (Los Angeles, California, Usa),: si ispira alla Villa dei Papiri di Ercolano. In testa alla piscina c’è la copia del Satiro ebbro

Il “Satiro ebbro” decorava il lato occidentale della grande piscina posta al centro del peristilio della Villa dei Papiri di Ercolano (vedi il video del Mann https://es-la.facebook.com/MANNapoli/videos/live-dal-mann-il-satiro-ebbro-verso-gli-statesun-nuovo-progetto-di-collaborazion/247137536150564/), mentre l’estremità orientale era occupata dalla statua raffigurante un “Satiro dormiente”; entrambe le opere riprendevano e sviluppavano la tematica dionisiaca già presente nell’atrio della lussuosa residenza, decorato con una serie di statuette di sileni e satiri. Secondo alcuni studiosi la statua ercolanese si ispirerebbe a un’opera di tradizione lisippea databile al primo quarto del III sec. a.C.; per altri, invece, la scultura avrebbe tratto ispirazione da un’opera piuttosto famosa, a giudicare dal vasto numero di repliche esistenti, creata in Asia Minore che rientrerebbe nel filone del “rococò” dell’arte tardo ellenistica. Nella mostra “Rediscovering the Villa dei Papiri at Herculaneum: Early Excavations, New Discoveries” il “Satiro ebbro” non sarà solo. Nella villa californiana arriveranno una dozzina di opere originali conservate nel Mann che dialogheranno con le copie che il magnate fece realizzare negli anni ’70. Come conferma Timothy Potts, direttore di Villa Getty: “Le statue originali della Villa dei Papiri avranno un posto d’onore nelle nostre sale e si specchieranno nelle loro copie sulle piscine, esattamente dov’erano nella villa di Pisone, in base alla mappa di Karl Weber”. Fu proprio Weber, infatti, che al fianco del direttore degli scavi di Ercolano, Roque de Alcubierrre, tra il 1752 e gli anni successivi realizzò le uniche piante dell’edificio antico. “A Malibu – continua Giulierini – sarà possibile ammirare pure le statue dei Corridori e quelle di due Danzatrici in bronzo, oltre ad alcuni busti, affreschi e papiri. Parteciperanno all’iniziativa la Biblioteca nazionale di Napoli, dalla quale partiranno alcuni papiri ercolanesi, e il Parco archeologico di Ercolano, dove tutto ebbe inizi

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Al museo Archeologico nazionale di Napoli approda il cinema archeologico con “ArcheocineMANN”: film in concorso e per le scuole, e incontri con i protagonisti

Logo di ArcheocineMANN , festival del cinema archeologico al museo di Napoli

Il grande cinema archeologico fa tappa al Mann. L’appuntamento è dal 17 al 20 ottobre 2018 con “archeocineMANN”, festival internazionale del Cinema Archeologico di Napoli: incontri con i protagonisti e una quindicina di film scelti dal direttore artistico Dario Di Blasi dall’archivio cinematografico di Firenze Archeofilm; traduzioni di Stefania Berutti, Carlo Conzatti, Gisella Rigotti; voce narrante Davide Sbrogiò; conduce Giulia Pruneti. Per il Mann, diretto da Paolo Giulierini, coordinamento e organizzazione Lucia Emilio ed Elisa Napolitano; allestimento Antonio Aletto e Antonio Sacco. I film sono proiettati nella sala conferenza del Mann a ingresso libero: sette concorrono per il Premio Mann, quattro sono fuori concorso, alcuni sono riservati alle scuole (che entrano con prenotazione obbligatoria).

Il castello Aragonese di Baia (Bacoli)

Martedì 16 ottobre 2018 anteprima speciale in trasferta al castello aragonese di Baia (Bacoli). In programma due film. “Pavlopetri. Un tuffo nel passato” di Paul Olding (Inghilterra, 50’). Pavlopetri, all’interno di una insenatura naturalmente protetta lungo le coste meridionali della Grecia, era uno scalo importante nel Mediterraneo antico di circa duemila anni fa e fu sommersa dalle acque. I suoi resti sono stati riscoperti nel 1967: fondazioni, templi e sepolture ci parlano ora dell’alba della civiltà occidentale. “Indagini in profondità – Il naufragio del Francesco Crispi” di Guilain Depardieu, Frédéric Lossignol (Francia, 26’). Aprile 1943. Il “Francesco Crispi”, un piroscafo di 7600 tonnellate, nave ammiraglia dei mercantili italiani, riconvertito dalla Marina militare, lasciò Genova per raggiungere la Corsica. A bordo c’erano armi, munizioni e soprattutto un’unità militare di 1300 uomini. Lungo la rotta, il Crispi incrociò il sottomarino britannico HSM Saracen, che sganciò due missili. Lo affondò in pochi minuti. Più di 900 uomini persero la vita. Nonostante numerosi studi, il relitto della nave non è stato mai trovato…

Il film statunitense “Great Human Odyissey / La grande Odissea umana”

Mercoledì 17 ottobre 2018, al Mann, mattinata dedicata alle scuole, dalle 10, con due film. “L’enigma del Gran Menhir” di Marie-Anne Sorba, Jean-Marc Cazenave (Francia, 52’). Fin dall’antichità, viaggiatori, poeti e scienziati hanno interpretato i megaliti neolitici sorti lungo le coste dell’Atlantico come soldati pietrificati, templi, altari o osservatori astronomici. Dopo diversi anni di scavi, l’archeologo Serge Cassen cerca di decifrare, anche grazie alla tecnologia digitale, i segni e i simboli incisi su queste pietre mille anni prima della nascita della scrittura in Medio Oriente. “La sepoltura del Bambino di Lapedo 29000 anni fa: una ricostruzione ideale” di Diogo Vilhena (Portogallo, 5’). 29000 anni fa un bambino fu sepolto presso Abrigo do Lagar Velho – Lapedo nella regione di Leiria, avvolto in un sudario tinto di ocra rossa, con un rituale attento e complesso. Nel film ricostruisce il rituale e il contesto, così come è emerso durante lo scavo archeologico e attraverso le analisi condotte sullo scheletro, di quella che può considerarsi una delle scoperte più importanti per la conoscenza del processo evolutivo umano. Nel pomeriggio, alle 15, con corti del Mann il fuori concorso. “Il MANN” (1’ 30’’) di Stefano Incerti, musiche di Antonio Fresa; “I volti del MANN” (3’ 35’’) di Paolo Soriani; 3 Spot cartoon: “Can’t miss it” (0’ 15’’), “Heroes never change” (1’ 20’’), “Beauty is forever” (0’ 40’’) di Giorgio Siravo, musiche di Antonio Fresa; “Father and Son the game trailer” (1’). Alle 16, apertura del Festival con i film in concorso. “La grande odissea umana” di Niobe Thompson (USA, 1 h 53’). Il film è uno spettacolare viaggio che segue le orme dei nostri antenati che dall’Africa, dove vivevano in piccoli e isolati gruppi, raggiunsero e popolarono rapidamente ogni angolo del pianeta. I nuovi dati scientifici ci portano alla scoperta delle capacità e delle tecnologie sviluppate da questi antichi grandi uomini per sopravvivere a climi e situazioni estreme… Segue l’incontro/intervista con Fabio Martini, ordinario di Paletnologia all’università di Firenze.

Valentino Nizzo, direttore del museo etrusco di Villa Giulia

La conduttrice televisiva Syusy Blady

Giovedì 18 ottobre 2018, al Mann, dalle 10, mattinata per le scuole, con il film “Iceman Reborn” di Bonnie Brennan (USA, 53’). Assassinato più di 5.000 anni fa, Otzi, la più antica mummia umana sulla Terra, è portata alla vita e preservata con la modellazione 3D. Adesso, recentissime scoperte fanno luce non solo su questo misterioso uomo antico, ma sugli albori della civiltà in Europa. Pomeriggio per il pubblico, alle 15, con i fuori concorso. “Alcubierre” (5’ 2’’) a cura de Il Cantastorie, direzione di Damiano Falanga, testi di Andrea Zappulli, supervizione di Sergio Riolo. “Amedeo Maiuri. Una vita per l’archeologia” (25’ 40’’) di Marco Flaminio. “Verde e marmi antichi” (18’ 16’’) di Marco Flaminio; Ideazione e cura di Laura del Verme; fotografia di Stanislao Flaminio. Dalle 16, i film in concorso. “Sotto la sabbia” di Domingo Mancheño Sagrario (Spagna, 50’). La scoperta di alcuni disegni sulle pareti di una caverna vicino allo Stretto di Gibilterra ci parla di antiche colonizzazioni e della più importante città fenicia d’Occidente: Gadir. “Sotto la sabbia” riguarda alcune di queste scoperte, soprattutto il ritrovamento sorprendente dei sarcofagi fenici di Sidone. Gli archeologi ci parlano dei reperti riemersi dopo 3000 anni, delle circostanze dei ritrovamenti, delle curiosità e della loro importanza storica. “I confini del mare Tirreno e Adriatico diviso tra Etruschi, Fenici e Focesi” di Maurizia Giusti (alias Syusy Blady) (Italia, 36’). Il Mediterraneo, prima di diventare il Mare Nostrum dei Romani, cinque secoli prima di Cristo era diviso tra diverse popolazioni che se ne contendevano il controllo, strategico per i commerci e per il dominio sul mondo occidentale. Segnò questa spartizione la grande battaglia navale di Aleria o Alalia in Corsica, dove si scontrarono Fenici, Etruschi e Focesi. Segue l’incontro / intervista con Syusy Blady, conduttrice televisiva, e Valentino Nizzo, direttore Museo nazionale Etrusco di Villa Giulia. “Indagini in profondità – Ci siamo tuffati nella Luna” di Guilain Depardieu, Frédéric Lossignol (Francia, 26’). Nel luglio 1664, la “Luna”, una nave lunga 40 metri, naufraga vicino al porto di Tolone, portando a picco centinaia di marinai, un reggimento di fanteria e un carico di armi, vasellame e oggetti personali. A bordo dell’imbarcazione del team di ricerca, vivrete minuto per minuto una missione eccezionale, che si avvale di 3 robot costruiti per prelevare reperti a grande profondità. Riusciranno i robot a portare a termine la loro missione? In quale stato saranno gli oggetti recuperati dopo più di 350 anni sott’acqua?

Il film “Iceman Reborn (La rinascita di Iceman)”, regia di Bonnie Brennan

Venerdì 19 ottobre 2018, al Mann, mattinata per le scuole, dalle 10, con due film. “Il profumo ritrovato” di Luc Ronat (Francia, 28’). Nell’antichità i profumi erano molto importanti, come si può dedurre da scritti e affreschi rinvenuti e dalle aree di Pompei che sono state scavate. Un gruppo di esperti – archeologi, chimici, filologi, botanici – sta lavorando per ricostruire uno dei profumi più famosi… “Indagini archeologiche. Persepoli, il paradiso persiano” di Angès Molia, Raphaël Licandro (Francia, 26’). Sugli altopiani iraniani si trova la culla di una delle più grandi civiltà di costruttori dell’antichità: i Persiani. Qui hanno edificato un capolavoro di architettura: Persepoli. Fino a oggi, si pensava che il sito si limitasse alla sua terrazza imponente, utilizzata dai re persiani solo qualche mese all’anno. Ma le recenti scoperte rivelano uno scenario completamente diverso, quello di una città tra le più ricche del mondo antico: un Eden tra le montagne persiane. Pomeriggio per il pubblico: alle 15, con i film fuori concorso. “Pompei il plastico e la città” (8’) di Altair4 Multimedia, video della ricostruzione 3D; “Ercolano e Pompei. Visioni di una scoperta” (6’) di Altair4 Multimedia; “L’opera della bellezza. Il grande plastico di Pompei” (4’) di Danilo Pavone, video presentazione del progetto di rilievo 3D IBAM CNR. Alle 16, i film in concorso. “Ercole Contu e la scoperta della Tomba dei Vasi tetrapodi” di Andrea Fenu (Italia, 19’). Nel 1959, ad Alghero, dopo 5000 anni di oblìo, l’archeologo Ercole Contu riportò alla luce una delle sepolture neolitiche più importanti del bacino del mediterraneo. A 60 anni dalla scoperta, nell’estate del 2016 l’ultra novantenne archeologo è ritornato nel sito per raccontarci la sua straordinaria avventura: un racconto ricco di storia e di emozioni, dal quale è nato questo documento da condividere con tutti. Ercole Contu ci ha lasciati lo scorso 7 gennaio 2018. Avrebbe compiuto 94 anni il 18 gennaio. Segue l’incontro / intervista con Rosanna Pirelli, docente di Egittologia e Archeologia egiziana all’università L’Orientale di Napoli. “L’harem del Faraone del Sole” di Richard Reisz (Inghilterra, 90’). Nel gennaio del 2011, mentre la regione del Cairo subiva gli attacchi della rivoluzione egiziana, l’Università di Basilea realizzava due importanti scoperte nella Valle dei Re: una cripta contenente decine di corpi e una tomba fino a quel momento sconosciuta. Mentre gli archeologi e gli studiosi riflettono sull’identità dei resti contenuti in queste tombe, giungono a una conclusione stupefacente…

Paolo Giulierini, direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli

Sabato 20 ottobre 2018, ultima giornata del festival del Mann. Mattinata per la stampa e il pubblico, dalle 10 con i film fuori concorso: le nuove produzioni audiovisive del MANN. “L’antico presente” (19’), 5 corti di Lucio Fiorentino. “What’s on” (40’), 10 video di Mauro Fermariello. Intervengono Paolo Giulierini, direttore MANN; Daniela Savy, università Federico II di Napoli – Progetto Obvia; Ludovico Solima, università della Campania L. Vanvitelli; i registi Lucio Fiorentino e Mauro Fermariello. Pomeriggio, alle 16, per il pubblico. “Il misterioso vulcano del Medioevo” di Pascal Guérin (Francia, 52’). Il film mette in primo piano il lavoro minuzioso di ricerca, perseveranza, collaborazione e intuizione, degli scienziati che hanno dedicato tanti anni alla ricerca di questo misterioso vulcano. Questa scoperta sarebbe fondamentale per comprendere come le eruzioni vulcaniche, hanno trasformato il clima del pianeta e gli ecosistemi in cui viveva la società… Alle 17.30, cerimonia di consegna del Premio MANN Napoli 2018, prima edizione.

A Napoli incontro tra il direttore del Mann e il direttore dell’Ermitage su “Il patrimonio della storia e i grandi musei: esperienze e idee a confronto” che consolida la collaborazione tra le due istituzioni. E nel 2019 a Napoli mostra sul Canova e a San Pietroburgo su Pompei

La presentazione della mostra sui Longobardi all’Ermitage: al centro, Michail Piotrovsky. Alla sua destra, Maurizio Cecconi; alla sua sinistra, Pasquale Terracciano e Massimo Depaoli (foto Graziano Tavan)

Locandina dell’incontro tra il direttore del Mann, Giulierini, e dell’Ermitage, Piotrovsky

Due mesi fa, era l’inizio di maggio 2018, l’inaugurazione della mostra “Longobardi. Un popolo che cambia la storia” al museo statale dell’Ermitage di San Pietroburgo è stato il sigillo – se ancora ce ne fosse stato bisogno – su una collaborazione scientifica e operativa tra il museo Archeologico nazionale di Napoli e la prestigiosa istituzione culturale russa che sta dando ottimi frutti. E che venerdì 13 luglio 2018, alle 17, al museo Archeologico nazionale di Napoli, vedrà una nuova tappa significativa: nella Sala del Toro Farnese si svolgerà infatti l’incontro tra Michail Piotrovsky, direttore del museo statale Ermitage di San Pietroburgo e Paolo Giulierini, direttore del Mann, che si confronteranno in una conferenza aperta al pubblico su “Il patrimonio della storia e i grandi musei: esperienze e idee a confronto”, intervistati da Vincenzo Esposito (Il Corriere del Mezzogiorno), Davide Cerbone (Il Mattino di Napoli) ed Antonio Ferrara (La Repubblica di Napoli).

I firmatari del protocollo di San Pietroburgo: da sinistra, Massimo Osanna (Pompei), Paolo Giulierini (Mann), Michail Piotrovskij (Ermitage)

Era il 10 novembre 2016 quando, a San Pietroburgo, il direttore del museo statale Ermitage, Michail Piotrovskij, il direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli, Paolo Giulierini e il direttore generale di Pompei, Massimo Osanna, con il supporto di Villaggio Globale International, siglarono un accordo quadriennale di collaborazione. Fu lo stesso ministro per i Beni culturali dell’epoca, Dario Franceschini, a darne notizia: “L’accordo prevede una condivisione di esperienze e competenze nel campo dello scavo archeologico, lo scambio di mostre e la realizzazione congiunta di progetti espositivi e, inoltre, stage di studio tra i collaboratori scientifici e gli specialisti nel campo della storia dell’arte, dell’archeologia, dell’eredità culturale, della museologia, della conservazione e del restauro; l’attuazione di conferenze scientifiche, convegni, seminari, tavole rotonde, sulle problematiche della storia dell’arte, dell’eredità culturale, della museologia, della conservazione, del restauro e della gestione dei Beni Culturali; il confronto in merito all’utilizzo di sistemi e tecnologie innovative applicate ai beni culturali con particolare riferimento alla digitalizzazione, all’archiviazione, all’applicazione di realtà aumentate e multimedialità finalizzati alla valorizzazione del patrimonio, alla sua conservazione e fruizione pubblica e specialistica; lo studio e confronto sulle nuove forme di approccio e di diffusione della conoscenza, anche attraverso l’interdisciplinarità delle arti, dei patrimoni archeologici e delle eredità storico-artistiche; l’attivazione di borse di studio e la partecipazione reciproca ad attività di indagine e campagne di scavo sulla base di ricerche e progetti condivisi” (vedi https://archeologiavocidalpassato.wordpress.com/2016/11/16/mostre-convegni-restauri-scavi-archeologici-scambi-culturali-siglato-protocollo-di-collaborazione-tra-il-museo-archeologico-nazionale-di-napoli-gli-scavi-di-pompei-e-il-museo-ermitage-di-san-pie/).

Pubblico russo alla mostra sui Longobardi all’Ermitage (foto Graziano Tavan)

Le quattro sculture, prima Ludovisi e poi Farnese, conservate al Mann ed esposte al museo Ermitage

Quindi è stata sancita la volontà di sviluppare progetti culturali, studi e ricerche, scambi e relazioni tra i Musei, in collegamento con Ermitage Italia, con l’intento di valorizzare i patrimoni comuni e la conoscenza della storia ricchissima che unisce l’Italia, e la Campania nello specifico, alla Russia e a San Pietroburgo. E i risultati sono tangibili. Si sono succeduti quindi eventi e iniziative importanti: il prestito eccellente da parte dell’Ermitage di un nucleo di capolavori per la mostra “Amori Divini”, sopraggiunti a dare ulteriore prestigio all’evento espositivo: il cratere a calice attico a figure rosse, attribuito al Pittore di Triptolemos (490-480 a.C. circa), scoperto a Cerveteri, con il mito di Zeus che, attratto dalla bellezza di Danae rinchiusa dal padre in una camera sotterranea, si unisce a lei trasformandosi in una pioggia d’oro filtrata dal tetto. È una delle più antiche rappresentazioni dell’unione divina giunte fino a noi. E ancora l’anfora nolana attica a figure rosse, attribuita al Pittore della Phiale (440 a.C.) con Europa seduta in groppa a un toro: il Pittore della Phiale riesce a dare una visione concisa e rinnovata della figura di Europa, ponendola in parallelo con quella di un uomo anziano, identificabile con il padre Agenore, re di Tiro, che ordinò ai suoi figli maschi di partire alla ricerca della principessa rapita (vedi https://archeologiavocidalpassato.wordpress.com/2017/07/21/sei-eccezionali-pezzi-dal-louvre-e-dallermitage-giunti-ad-arricchire-e-completare-al-museo-archeologico-nazionale-di-napoli-la-mostra-amori-divini-percorso-nel-mito-greco-e/). Il 7 dicembre 2017 poi il Mann è stato l’ospite d’onore al compleanno dell’Ermitage, con l’esposizione del gruppo scultoreo del “Piccolo Donario Pergameno”, quale capolavoro unico scelto dal museo di San Pietroburgo per i festeggiamenti internazionali (vedi https://archeologiavocidalpassato.wordpress.com/2017/12/06/san-pietroburgo-il-museo-archeologico-nazionale-di-napoli-ospite-donore-per-i-festeggiamenti-del-compleanno-dellermitage-con-il-galata-morente-e-altre-tre-statue-r/). E infine, come si diceva all’inizio, la collaborazione e la straordinaria promozione congiunta per la mostra dedicata ai Longobardi, che dalle sale del museo napoletano è partita alla volta di San Pietroburgo dove sarà visitabile fino al 15 luglio 2018 (https://archeologiavocidalpassato.wordpress.com/2018/05/14/i-longobardi-conquistano-la-russia-aperta-allermitage-di-san-pietroburgo-la-mostra-italiana-longobardi-un-popolo-che-cambia-la-storia-terza-tappa-del-progetto-dopo-pavia/).

I direttori Paolo Giulierini (Mann) e Michail Piotrovsky (Ermitage)

E ora l’importante e attesa visita ufficiale al Mann di Napoli e al suo direttore Paolo Giulierini, da parte di Michail Piotrovsky, direttore generale del museo Statale Ermitage – che sarà a Napoli venerdì 13 luglio 2018, accompagnato da Irina Artemieva conservatrice del dipartimento di Pittura veneta del museo russo e direttrice di Ermitage Italia –, con la conferenza-confronto pubblico tra i due direttori: “ERMITAGE/MANN – MANN/ERMITAGE. Il patrimonio della storia e i grandi musei: esperienze e idee a confronto”. Un’occasione tra due protagonisti della cultura russa e italiana per parlare di patrimoni d’arte e storia e di grandi musei, di ruolo delle istituzioni museali nella società attuale e strategie future, ma anche di collaborazioni internazionali e grandi eventi. Una conferma dell’importante relazione che lega da oltre un anno i due Musei e un riconoscimento del valore del Mann e delle sue collezioni a livello internazionale, grazie al lavoro di apertura e valorizzazione attuato dalla direzione dell’Istituzione napoletana. Straordinari sono del resto i progetti ai quali stanno lavorando congiuntamente i musei russo e italiano e che porteranno, come prossima tappa, a due grandi esposizioni nel marzo del 2019: la prima grande mostra mai dedicata al sommo Canova e ai suoi rapporti con l’antico, in quello che è un vero e proprio tempio dell’arte classica – un’antologica emozionante per prestiti e studi -, e una grande mostra all’Ermitage dedicata a Pompei, insieme alla Soprintendenza Pompei.

Il museo Archeologico nazionale di Napoli

“Sono davvero felice e assolutamente onorato della collaborazione con il museo Ermitage”, ha dichiarato Paolo Giulierini da Los Angeles, dove si trova in missione al momento, “e la visita del direttore Piotrovsky è un momento speciale per il nostro museo che si appresta a ospitare capolavori assoluti dall’Ermitage, ma che vuole anche dialogare e lavorare a fianco di questo grande museo e ai loro esperti nel campo degli scavi, del restauro, della valorizzazione museale, come del resto stabilito nel nostro accordo. Nel contempo la volontà di dare il giusto risalto in Russia, e con l’Ermitage a livello internazionale, alle collezioni del Mann che sono comunque d’importanza mondiale. Sarà importante e credo molto stimolante il confronto d’idee pubblico che avremo il 13 sera. Noi abbiamo appena presentato il rapporto annuale relativo al 2017 con grande soddisfazione e stiamo attuando il nostro piano di ampliamento: con la riapertura e il riallestimento delle sezioni museali e con la nuova ala, che ci consentirà di avere spazi e servizi, adeguati ai massimi standard europei. Ma l’Ermitage è un gigante mondiale ed è straordinario l’impulso che il prof. Piotrovsky continua a dare a questo luogo unico della cultura”.

Il parco archeologico dei Campi Flegrei con le terme romane e il castello aragonese di Baia e gli scavi di Cuma ospita la IX edizione del Festival Jazz dei Campi Flegrei

Cartina dell’area dei Campi Flegrei location del Festival Jazz

Note jazz che esaltano la bellezza delle aree archeologiche e naturalistiche. Spettacoli itineranti per appassionati musica, ma non solo, per scoprire i Campi Flegrei, la Terra del Mito, tra i territori più ricchi d’Italia per bellezze archeologiche, paesaggistiche e culturali. Per la IX edizione del Pozzuoli Faber Jazz Festival l’associazione Jazz and Conversation si potrà avvalere della straordinaria collaborazione del Parco Archeologico dei Campi Flegrei, che mette a disposizione le sue suggestive location per ospitare i concerti. Inoltre quest’anno affianca i promotori la Faber Italia srl, un’azienda campana che produce macchine da caffè leader del settore per meccanica e design, particolarmente attenta ai fermenti culturali e agli eventi che li caratterizzano. Dal 5 al 22 luglio 2018 i concerti del Festival Jazz dei Campi Flegrei saranno infatti ospitati in sedi prestigiose come le Terme Romane di Baia, novità assoluta, il Castello aragonese di Baia e gli Scavi di Cuma – città bassa. A far da cornice agli appuntamenti in programma anche il panorama mozzafiato di Miseno dalla location panoramica del Cala Moresca e il lago Lucrino, immerso nel verde della natura. Napoli sarà più volte al centro del repertorio proposto dagli artisti, con tributi a Pino Daniele e versioni jazz di musica classica napoletana.

Antimo Civero e Paolo Giulierini alla presentazione della IX edizione del Festival Jazz dei Campi Flegrei

Si scivolerà dallo swing di tradizione americana, ai tanghi e alle milonghe brasiliane, fino ad assistere all’ incontro tra la musica spirituale africana e il canto gregoriano europeo, e fino al jazz africano di impegno politico. “Un festival dei Campi Flegrei non poteva che essere ospitato dal Parco archeologico. Partiamo da Cuma per ripercorre, attraverso la musica, il filo sottile della storia”, dichiara il direttore Paolo Giulierini. “Viviamo i nostri monumenti, i luoghi della cultura aperti di sera, coniugandoli a performance importanti e valorizzando, oltre al patrimonio, le tante energie e risorse impegnate per la valorizzazione di questa terra”. “Non è soltanto un evento di musica”, secondo il sindaco di Pozzuoli, Vincenzo Figliolia, “ma è anche l’occasione per mettere in vetrina e promozione alcune tra le zone più suggestive dei Campi Flegrei. È un’iniziativa che unisce il territorio flegreo all’insegna della musica e della cultura. Un percorso che negli anni abbiamo sempre sostenuto, convinti dell’impegno di chi dona il proprio tempo per la crescita del territorio”. “Sin dalla sua prima edizione”, spiega Antimo Civero, “l’associazione con la sua decennale attività, ha avuto come quinta naturale le straordinarie vestigia del territorio flegreo. Il territorio che vive e racconta il suo passato per proiettarlo nel futuro sono momenti che appaiono fondamentali e insostituibili di ogni cultura”.

La città bassa nell’area archeologica di Cuma location del festival il 7 luglio

Emilia Zamuner apre il festival il 5 luglio

Un grande palco in movimento con la partecipazione di tanti artisti. Uno spettacolo multiforme e dinamico, una festa per coinvolgere tutti. Un viaggio emozionante di cultura e sapere, di radici e tradizioni, leggendo la storia del territorio fino ai giorni nostri. Apre il festival l’Emilia Zamuner Quartet, il 5 luglio 2018 al Cala Moresca a Miseno (Bacoli) con un omaggio a Pino Daniele; atmosfere intime e poetiche con improvvisazioni in perfetto stile jazzistico che regalano preziose sonorità. Alla voce, Emilia Zamuner, Paolo Zamuner al piano, Michele Sperandio alla batteria, Lorenzo Scipioni. Il 7 luglio 2018 la città bassa di Cuma sarà la location d’eccezione di una grande band, la New Talent Jazz Orchestra diretta da Mario Corvini – Special guest Stefano di Battista con il progetto musicale “Our Monk”, ispirato a Thelonious Monk, scelto come modello e riferimento per il suo approccio esecutivo fuori dagli schemi. Un omaggio al singolare pianista e compositore statunitense, artista eclettico e originale che ha rappresentato la sfera be bop a New York. La partecipazione di solisti di eccezione e l’utilizzo delle nuove tecnologie di video-mapping completano e arricchiscono la proposta. Il progetto, promosso dalla Fondazione Musica per Roma, ha il sostegno del MiBACT e della SIAE, nell’ambito dell’iniziativa “S’illumina – Copia privata per i giovani, per la cultura”. Note swing, che collegano le due meravigliose e creative città di Napoli e New Orleans, da Toledo a storyville, da Carosone ad Armstrong, dal mandolino al banjo, in una fusione tra tradizione europea e musica afro–americana, risuoneranno nel concerto di Dr. Jazz & Dirty Bucks Swing Band che il 13 luglio 2018 si esibirà alla Maison Toledo a Pozzuoli: Alfredo “Dr. Jazz” Verga, chitarra e voce; Alessandro “Mr. Groove” Panella, contrabasso; Luciano “Mr.Chugga” De Ioanni, batteria; Ettore “Mr.Dirty” Patrevita, sax.

Le terme romane di Baia quinta architettonica per gli spettacoli del 14 e 15 luglio

Il 14 e 15 luglio lo splendido scenario delle Terme romane di Baia farà da cornice a due concerti dalla forte caratterizzazione. Sonorità brasiliane nella musica di Yamandu Costa (il 14 luglio), chitarrista e compositore brasiliano, applaudito da Paco De Lucia. Le sue interpretazioni con la chitarra a 7 corde spaziano dalle milonghe ai tanghi alla zambas, allo chamanè. Yamandu, con il suo tocco unico e l’accurata ricerca delle dinamiche, rappresenta oggi uno dei maggiori interpreti della musica brasiliana di tutti i tempi. Il 15 luglio è la volta del sound aspro e sensuale dalle coloritura africane di Abbey Lincoln, nell’omaggio dell’ Ada Montellanico Quintet, con il progetto Abbey’s Road feat. Giovanni Falzone. Abbey Lincoln, cantante e autrice di grande originalità, fu figura leggendaria non solo in ambito musicale ma per l’intero movimento Black Power. Impegnata politicamente negli anni ’60 in seno alla comunità nera, fece della sua musica una cassa di risonanza nella denuncia delle discriminazioni razziali vissute dalla popolazione afroamericana. Ada Montellanico ripercorre la strada di Abbey, ricalcando la forza narratrice delle sue composizioni, il carattere africano del suo universo sonoro e la sua profonda aggressività. (Ada Montellanico – voce; Giovanni Falzone – tromba; Massimo Pirone – trombone; Jacopo Ferrazza – contrabasso; Valerio Vantaggio – batteria).

Il castello aragonese domina Baia: qui si chiude il festival il 21 luglio

Il 19 luglio 2018 al lago Lucrino, presso l’AKademia Cucina & More, la voce e il piano di Lorenzo Helleger si esibirà assieme a Giovanni Campagnoli alla tromba e flicorno, raccontando Napoli nel bello e nel brutto, tra note classiche e swing. Chiude il Festival il 21 luglio 2018 il grande pianista, compositore e direttore d’orchestra, Enrico Intra che con la cantante afroamericana Joyce Yuille, porta una proposta originale che mescola il cattolico ed europeo canto gregoriano con il protestante e afroamericano spiritual, un mix che conferisce una dimensione straniante e piena di suggestione all’antico canto liturgico. L’Enrico Intra – Joyce Yuille Ensemble si esibirà al Castello di Baia in blues, gregoriani e spirituals, accompagnati da Matteo Bortone (già nuovo miglior talento per la critica italiana del top jazz) al contrabasso e Stefano Tamborrino alla batteria.

Terza tappa della mostra “Longobardi. Un popolo che cambia la storia”: il museo dell’Ermitage di San Pietroburgo apre le porte ai Longobardi. Per la prima volta “gli uomini dalle lunghe barbe” protagonisti in un museo della Russia

Il manifesto della mostra “Longobardi. Un popolo che cambia la storia” al museo statale Ermitage di san Pietroburgo dal 4 maggio 2018 al 15 luglio 2018

Un anello di epoca longobarda in oro e gemma dal museo Archeologico nazionale di Napoli esposto nella mostra “Longobardi. Un popolo che cambia la storia”

I Longobardi sono arrivati in Russia. Dopo Pavia, tornata capitale del Regnum Langobardorum, e il museo Archeologico nazionale di Napoli, dove si è guardata l’Italia longobarda da una prospettiva diversa, una stimolante opportunità per scoprire come le relazioni tra l’Europa e il Mediterraneo fossero salde anche durante la stagione longobarda, ora – terza tappa – la grande mostra “Longobardi. Un popolo che cambia la storia” apre nella prestigiosa sede del museo dell’Ermitage di San Pietroburgo: occasione speciale per consolidare i rapporti tra importanti istituzioni museali, raccontando all’estero la centralità della civiltà degli “uomini dalle lunghe barbe” nella storia italiana. “Mai prima d’ora in Russia e all’Ermitage è stata dedicata una mostra ai Longobardi”, sottolinea Yuri Piotrovsky, vice direttore del dipartimento di Archeologia dell’Europa Orientale e della Siberia del museo statale Ermitage membro della direzione scientifica della mostra con Susanna Zatti, direttore di musei civici di Pavia, e Paolo Giulierini, direttore del museo Archeologico nazionale di Napoli. Continua Piotrovsky: “Negli ultimi anni, il nostro dipartimento di Archeologia dell’Europa orientale e della Siberia del museo statale Ermitage ha stabilito stretti contatti con Ermitage Italia e con importanti istituzioni culturali e museali italiane con le quali ha lavorato insieme a Villaggio Globale International. Abbiamo negli anni realizzato progetti e mostre di successo come quelle ospitate a Trieste e, più recentemente, in Sardegna, a Cagliari, nel 2015-2016. Tutto ciò ha posto basi solide e una fiducia reciproca tra le parti nella prosecuzione di progetti e iniziative espositive comuni. I nostri nuovi partner e gli accordi di collaborazione avviati dal museo statale Ermitage con la città di Pavia e il museo Archeologico nazionale di Napoli ci consentono ora di continuare la nostra collaborazione di successo. Ci auguriamo che la mostra “Longobardi. Un popolo che cambia la storia” sia una ulteriore tappa importante nella cooperazione con il museo Ermitage”.

Il museo statale dell’Ermitage di San Pietroburgo ospita per la prima volta una mostra sui Longobardi

Corno potorio longobardo proveniente dal museo Archeologico nazionale di Cividale

L’appuntamento con la storia è giovedì 3 maggio 2018 alle 16 quando, al museo statale Ermitage di San Pietroburgo, si inaugura ufficialmente la mostra “Longobardi. Un popolo che cambia la storia” (apertura al pubblico dal 4 maggio al 15 luglio 2018), curata da Gian Pietro Brogiolo e Federico Marazzi con Ermanno Arslan, Carlo Bertelli, Caterina Giostra, Saverio Lomartire e Fabio Pagano, e Alexei Furasev, nominato curatore per questa esposizione dal dipartimento di Archeologia dell’Europa Orientale e della Siberia del museo statale Ermitage. La mostra, organizzata da Villaggio Globale International, consente di dare una visione complessiva e di ampio respiro (dalla metà del VI secolo, dalla presenza gotica in Italia, alla fine del I millennio) del ruolo, dell’identità, delle strategie, della cultura e dell’eredità del popolo longobardo che nel 568, guidato da Alboino, varca le Alpi Giulie e inizia la sua espansione sul suolo italiano: una terra divenuta crocevia strategico tra Occidente e Oriente, un tempo cuore dell’Impero Romano e ora sede della Cristianità, ponte tra Mediterraneo e Nord Europa. Più di 600 reperti, in prevalenza reperti archeologici, coprono ogni aspetto della vita politica, economica e quotidiana dei principati longobardi, compresi i loro complessi rapporti con le sedi del potere romano (bizantino) sopravvissuto nelle principali città (Roma e Ravenna). Il processo di formazione della cultura medievale italiana è stato altrettanto complesso, come riflesso nei reperti archeologici di insediamenti e necropoli. Più di 80 i musei e gli enti prestatori; oltre 50 gli studiosi coinvolti nelle ricerche e nel catalogo edito da Skira; 32 i siti e i centri longobardi rappresentati in mostra; 58 i corredi funerari esposti integralmente; 17 i video originali e le installazioni multimediali (touchscreen, oleogrammi, ricostruzioni 3D, ecc.); centinaia i materiali dei depositi del Mann vagliati dall’università Suor Orsola Benincasa, per individuare e studiare per la prima volta i manufatti d’epoca altomedievale conservati nel museo napoletano.

Pasqua e Pasquetta a Napoli con i longobardi. Prorogata eccezionalmente la mostra “Longobardi. Un popolo che cambia la storia” allestita al Mann. E slitta l’inaugurazione al 3 maggio la terza tappa all’Ermitage di San Pietroburgo

Il manifesto della mostra “Longobardi. Un popolo che cambia la storia” a Napoli dal 21 dicembre 2017 al 25 marzo 2018. Prorogata al 2 aprile 2018

Il direttore del Mann, Paolo Giulierini

Pasqua e Pasquetta con i longobardi. A Napoli. Sì, avete capito bene. La grande mostra “Longobardi. Un popolo che cambia la storia” al museo Archeologico nazionale di Napoli che doveva chiudere domenica 25 marzo 2018, è stata prorogata eccezionalmente fino a lunedì 2 aprile 2018, cioè fino a Pasquetta. Colpaccio, anche se solo di otto giorni, del Mann, per consentire a quanti saranno nella città partenopea a Pasqua e Pasquetta di visitare  l’esposizione che, dopo Pavia, anche a Napoli sta riscuotendo uno straordinario successo, con un pienone di visitatori.  “Siamo veramente contenti di questa opportunità”, spiega il direttore del Mann, Paolo Giulierini. “Sono tantissime le richieste che ci venivano in questo senso. Il successo di pubblico e critica di questa mostra, anche qui a Napoli, testimonia come in Campania ci sia voglia di conoscere altre epoche e culture, altri popoli, rintracciando le proprie radici in questa capacità di scambi e incroci, di mescolanze e aperture che sempre ha connotato il Meridione. Il Mann ha voluto rispondere a questa esigenza e nuove avventure ci attendono in tal senso. Intanto, chi non ha ancora avuto modo di vedere questa esposizione davvero irripetibile, avrà ancora qualche giorno di tempo”.

Un anello di epoca longobarda in oro e gemma dal museo Archeologico nazionale di Napoli esposto nella mostra “Longobardi. Un popolo che cambia la storia”

Il museo statale dell’Ermitage di San Pietroburgo

Tutto ciò è stato possibile grazie alla decisione, presa in queste ore, di spostare al prossimo 3 maggio 2018 l’avvio dell’esposizione al museo statale Ermitage di San Pietroburgo, terza tappa di questo evento internazionale e prima incursione in Russia degli “uomini dalle lunghe barbe”, frutto delle frenetiche trattative dell’ultima settimana, tra Napoli e l’Ermitage. Ancora qualche giorno dunque prima di dire addio agli oltre 400 oggetti esposti: ad armi, monete, vasellami, scheletri di cavalli, collane e gioielli provenienti da necropoli, codici antichi, lastre ed elementi architettonici splendidamente decorati che ci riportano ai tempi di Alboino e di Rotari, di Ansa ed Ermengarda ma soprattutto di Arechi II cui si dovette in gran parte lo splendore di Benevento e della Longobardia  Minor. La mostra (vedi https://archeologiavocidalpassato.wordpress.com/2017/12/16/alla-scoperta-della-longobardia-minor-dopo-pavia-arriva-al-museo-archeologico-nazionale-di-napoli-la-mostra-longobardi-un-popolo-che-cambia-la-storia-una-prima-assoluta-per-l/), curata da Giampietro Brogiolo e Federico Marazzi, promossa, con il sostegno del Mibact, dal museo Archeologico nazionale di Napoli, dai musei civici di Pavia e Comune di Pavia, dal museo statale Ermitage, con l’importante sostegno della Regione Campania e l’organizzazione generale di Villaggio Globale International, per la ricchezza dei materiali e la completezza dell’indagine – che copre tutto il territorio nazionale – per la novità degli studi e dei siti che vengono testimoniati, è destinata a restare come un momento centrale nella conoscenza di questo popolo, capace di fondere la culture e le tradizioni del Nord con quella di Roma e di Bisanzio e di lasciarci un’eredità culturale straordinaria.

Kids dei Longobardi: il museo Archeologico nazionale di Napoli pubblica la guida a fumetti della mostra “Longobardi. Un popolo che cambia la storia”, in omaggio ai bambini fino alla chiusura dell’esposizione. Giulierini: “Il Mann è un museo a misura di bambino”

Il Mann ha pubblicato una guida a fumetti della mostra “Longobardi. Un popolo che cambia la storia”

Ultimi giorni della mostra “Longobardi. Un popolo che cambia la storia” al museo Archeologico nazionale di Napoli, giorni che per i bambini saranno speciali. In arrivo tante sorprese e iniziative, a cominciare da un bellissimo dono per i più piccoli che si avvicinano al Museo e iniziano la scoperta di un mondo di storia e cultura, fatto di popoli e incroci di civiltà. Linguaggi e strumenti diversi per affascinare i piccoli visitatori… per un Museo a misura di bambino! È fresca di stampa infatti la guida Kids con fumetto, ideata per la mostra “Longobardi. Un popolo che cambia la storia”, che viene regalata a tutti i piccoli visitatori, tra i 6 e gli 11 anni, negli ultimi dieci giorni d’apertura dell’esposizione: dal 15 al 25 marzo (vedi https://archeologiavocidalpassato.wordpress.com/2017/12/16/alla-scoperta-della-longobardia-minor-dopo-pavia-arriva-al-museo-archeologico-nazionale-di-napoli-la-mostra-longobardi-un-popolo-che-cambia-la-storia-una-prima-assoluta-per-l/). Voluta dal direttore del Mann, Paolo Giulierini, e fortemente appoggiata dalla Regione Campania, la guida – un volumetto di 32 pagine, elegante, coloratissimo, istruttivo e divertente – riesce a condurre i ragazzi nel percorso della mostra con un linguaggio semplice e accattivante e con tanti aneddoti curati da Raffaella Martino; e poi ti conquista con un’originale storia a fumetti realizzata dalla Scuola Italiana Comix di Napoli diretta da Mario Punzo, con soggetto e sceneggiatura di Chiara Macor, disegni di Carmelo Zagaria, colore affidato a Elpidio Cinquegrana e lettering di  Giuseppe Boccia. Infine, allegato alla guida in alcuni numeri limitati, anche il GiOcalongobardo alla Scoperta dei Longobardi in versione da tavolo!

Alcune tavole della guida per i bambini della mostra “Longobardi. Un popolo che cambia la storia”

La guida Kids dei Longobardi, realizzata con il coordinamento di Villaggio Globale International, è un altro tassello da un lato della variegata proposta didattica che il MANN ha avviato con il progetto MANNforKids anche in occasione della mostra sui Longobardi (attività laboratoriali ed eventi speciali per le famiglie), dall’altro della collaborazione tra il MANN e Comix, avviata un anno e mezzo fa con l’operazione Cyborg Invasion. Una collaborazione che continuerà con la realizzazione di albi a fumetto dedicati ai protagonisti robotici che interpretano alcune dei più celebri capolavori del MANN e con una collana di fumetti realizzati appositamente per il Museo. Per quanto riguarda invece i laboratori, il colore – che ha caratterizzato anche l’allestimento della mostra sui Longobardi e che connota questa speciale  pubblicazione – è stato uno dei protagonisti del laboratorio speciale di domenica 11 e lunedì 12 marzo 2018: ricostruire per capire, con l’esperienza dell’Archeodromo di Poggibonsi, un villaggio ai tempi di Carlo Magno. Archeologi e specialisti in abiti storici raccontano, in full immersion… reale, usi e costumi legati al villaggio altomedievale, condividendo le tecniche di lavorazione di molti oggetti esposti in mostra.

Il direttore Giulierini: “Il Mann deve essere un museo a misura di bambino”

Il re longobardo Liutprando accompagna i due giovani ospiti alla scoperta dei Longobardi al Mann

“Sempre di più il Mann vuole parlare a pubblici diversi con linguaggi appropriati”, spiega il direttore Paolo Giulierini. “Il Museo di Napoli da sempre è attento al mondo dei bambini e alle scuole perché detentore di collezioni basilari per la cultura occidentale, che è la nostra cultura da comprendere e, dunque, preservare; ma anche quando le mostre temporanee ci fanno scoprire altri mondi o altri momenti della storia e dell’arte, come è nella nostra programmazione, vogliamo che i bambini abbiano strumenti e occasioni per capire, apprezzare e divertirsi. Solo così un museo può svolgere la sua funzione di propagatore di cultura e bellezza, di sapere e valori condivisi. E poi non dimentichiamo che negli obiettivi di un museo definiti dall’Icom, ci sono lo studio e l’istruzione ma anche il diletto. Vogliamo che questo Museo sia un punto di riferimento per i bambini  e che la cultura possa diventare anche divertimento”. Proprio come accade nella storia a fumetti “Una giornata longobarda” parte integrante di questa guida, che rientra nei progetti più ampi MANNforkids e OBVIA. I due protagonisti Tina e  Paolo – il fratello svogliato, “costretto” alla visita – verranno affascinati da una guida d’eccezione, il re longobardo Liutprando, che li condurrà tra gli oggetti in mostra, narrando storie, tradizioni e curiosità del suo grande popolo guerriero. Tanto che sarà Paolo alla fine, a chiedere di tornare. E dunque se non si può racchiudere un’intera mostra in un fumetto, se ne può cogliere l’essenza, per spiegare ai più piccoli quanto sia stato significativo l’impatto del popolo dei Longobardi nella storia della cultura e dell’arte occidentale. Così il Museo diviene un luogo dell’immaginario, in cui ogni oggetto può essere visto con curiosità, compreso nella sua essenza, per poi essere reinterpretato e collegato all’oggi. “La mostra passerà la mostra”, conclude Giulierini, “ma rimarranno idee e laboratori permanenti sul tema dei Longobardi perché non può esistere un museo a misura d’uomo se prima non è a misura di bambino. E questo nuovo linguaggio è quello che ama il Mann”.