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Una fanciulla grida atterrita da un atroce delitto… un essere mostruoso ruba un vaso e si dà alla fuga… ogni notte c’è chi rinasce per bere di nascosto… Succede al museo Archeologico nazionale di Adria ricco di segreti: molti saranno svelati con una visita.. da brivido in occasione di “Veneto spettacoli di mistero”

La locandina dell’evento “Veneto spettacoli di mistero” al museo Archeologico nazionale di Adria

Chi è che ogni notte prende vita per bere di nascosto da un antico bicchiere? Chi è la fanciulla che grida, atterrita da un atroce delitto? Quale essere mostruoso ruba un vaso e si dà alla fuga? Domande su altrettanti segreti cui si potrà dare una risposta sabato 10 novembre 2018 partecipando a una visita… da brivido al museo Archeologico nazionale di Adria dove, con l’aiuto della torcia, si potrà far luce sui mille segreti custoditi tra le vetrine. La locandina dell’evento, in rigorosi caratteri gotici, attira l’attenzione e fa galoppare la fantasia. La rassegna regionale “Veneto spettacoli di mistero”, giunta alla decima edizione, approda per la prima volta al museo Archeologico nazionale di Adria. “L’idea è venuta alla Pro Loco di Adria che ci ha chiesto la collaborazione”, spiega la direttrice Alberta Facchi, “e noi abbiamo aderito al progetto con entusiasmo insieme all’associazione culturale Studio D”. Promosso dalla Regione Veneto, il Festival del Mistero è organizzato dalle Pro Loco aderenti all’Unpli, che danno vita a oltre duecento eventi finalizzati alla riscoperta delle tradizioni e degli aspetti più nascosti del patrimonio culturale del territorio. Il Festival, inoltre, rappresenta anche un’occasione per promuovere il turismo in una stagione tradizionalmente trascurata dai flussi tradizionali.

Alberta Facchi, direttrice del museo Archeologico nazionale di Adria

“Il museo Archeologico racchiude i segreti e gli enigmi dell’antica Adria”, interviene Letizia Guerra della Pro Loco di Adria. “Il luogo più idoneo, quindi, per proporre un’iniziativa che, attraverso atmosfere misteriose cariche di suggestioni, possa promuovere la conoscenza delle nostre radici e della nostra storia. Si è pensato, pertanto, di organizzare una visita guidata ai misteri del Museo, una vera visita da brivido”. Le fa eco Facchi: “Sappiamo che in archeologia non esistono misteri, ma situazioni, oggetti, strutture per i quali non riusciamo ancora a dare una risposta completa o almeno soddisfacente per mancanza di dati, lacune che gli archeologi sperano sempre di poter colmare con nuove ricerche e nuove scoperte. Ma ci piace l’idea che si possano scoprire in modo giocoso i segreti custoditi dai tesori conservati in museo”.

La famosa “Tomba della biga” conservata al museo Archeologico nazionale di Adria

Gli amanti del mistero saranno felici di sapere che, tante scoperte archeologiche avvenute diverso tempo fa, in realtà presentano ancora oggi tanti interrogativi (non misteri, sia chiaro). Ad esempio: la “Tomba della biga”, la più famosa sepoltura di Adria, rinvenuta il 25 maggio 1938 durante lo scavo di un canale a sud della città, custodisce ancora l’enigma del destinatario del sacrificio di tre cavalli (probabilmente di provenienza orientale): un guerriero celtico o monumento rituale deposto nel centro della necropoli al cavallo, simbolo della divinità solare? E ancora si scoprirà chi ogni notte prende vita per bere di nascosto da un antico bicchiere, quale fanciulla grida, atterrita da un atroce delitto e quale essere mostruoso ruba un vaso e si dà alla fuga e chi sarà ricordato per sempre a causa del suo errore. La direttrice non dà anticipazioni. Per saperlo aspetta tutti gli appassionati sabato 10 novembre in museo. Alle 17.30 è prevista la prima visita guidata. Visto l’alto numero di richieste, ci sarà un secondo ingresso alle 18.30. Al termine è prevista una degustazione di dolcetti tipici legati alla tradizione del periodo autunnale. La quota di partecipazione corrisponde al biglietto di ingresso al museo: intero, 4 euro, dai 25 anni in su; ridotto, 2 euro, dai 18 ai 25 anni; gratuito sotto i 18 anni. Prenotazione obbligatoria: Pro Loco di Adria, tel. 042621675 o mail prolocoadria@gmail.com o su Fb www.facebook.com/pro.adria; e museo Archeologico nazionale di Adria, tel. 0426 21612 o mail pm-ven.museoadria@beniculturali.it o su Fb www.facebook.com/Museoarcheologicoadria.

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Adria. Svelato il mistero della “olla dell’anguria”: tra le ossa combuste di una defunta di 2000 anni fa, la moneta per pagare Caronte, uno spillone in osso per capelli e un castone di anello in corniola. In autunno la olla protagonista sulla Rai

La direttrice del museo Archeologico nazionale di Adria, Alberta Facchi, con gli amministratori comunali adriesi Andrea Micheletti e Oriana Trombin

Cosa contiene la cosiddetta “olla dell’anguria”? è il gioco archeologico dell’estate 2018 lanciato dal museo Archeologico nazionale di Adria

Svelato il mistero della “olla dell’anguria” conservata “sigillata” da 150 anni nel museo Archeologico nazionale di Adria. Nell’affollata notte bianca di Adria di venerdì 13 luglio 2018, dedicata allo shopping, il personale del museo guidato dalla direttrice Alberta Facchi ha aperto le porte al pubblico di curiosi e appassionati (tanti i bambini emozionati di vivere in diretta lo svelamento del mistero), tra i partecipanti anche l’assessore Andrea Micheletti e la consigliera Oriana Trombin che hanno portato il saluto e la vicinanza dell’amministrazione comunale. per scoprire cosa c’era nella olla funeraria in vetro di età romana, nota come “olla dell’anguria” perché così l’aveva chiamata Francesco Antonio Bocchi, che nel suo catalogo manoscritto ci informa che “il contadino vi aveva fatto crescere dentro un’anguria, che io levai fresca”.

Le riprese della troupe Rai nei depositi del museo Archeologico nazionale di Adria per il programma “Italia. Viaggio nella bellezza”

La olla funeraria romana con i reperti trovati al suo interno

Ma allora, in che cosa consiste il mistero dell’Olla, detta dell’anguria? “Il mistero”, racconta la direttrice Facchi, “è nato qualche settimana fa, durante una sessione di riprese da parte di una troupe della RAI che parlerà del nostro museo in una puntata di “Italia. Viaggio nella bellezza” a settembre/ottobre. Durante le riprese si è scoperto, in modo molto “avventuroso”, che un bellissimo vaso ossuario di età romana in vetro, appartenente alla collezione di Francesco Antonio Bocchi dal 1872, non era mai stato indagato nel suo contenuto. Pensate, da 150 anni era in museo, sotto gli occhi di tutti, eppure conservava ancora il suo segreto… Durante le riprese, come in un vero reality di qualità, sono emersi tra le ossa combuste di una defunta di 2000 anni fa: una moneta di bronzo con la quale doveva pagare il mitico traghetto delle anime guidato da Caronte, uno spillone in osso lavorato che adornava i suoi capelli e una preziosa minuscola gemma lavorata, un castone di anello in corniola, che raffigura un simbolo di fortuna e potere, una doppia cornucopia con un globo orbis terracqueo”.

Il manoscritto di Francesco Antonio Bocchi, la olla dell’anguria e i reperti trovati al suo interno

“Una bella storia dunque, e a noi è piaciuto raccontarla al pubblico e ai bambini. Anche aiutati dal microscopio, attraverso il quale il pubblico presente ha potuto apprezzare il finissimo lavoro di glittica effettuato dagli orafi romani sull’incisione della gemma. Tutti però – conclude Facchi – avranno la possibilità di guardare la puntata del programma con le riprese dell’Olla. Sulla pagina Facebook del museo (@museoarcheologicoadria) tra settembre ed ottobre verrà segnalata la data di messa in onda del programma, che sarà anche nella piattaforma podcast della RAI. Quindi, stay tuned!”.

Cosa contiene l’olla dell’anguria, un’olla-ossuario romana in vetro, ancora sigillata, conservata al museo Archeologico nazionale di Adria? La direttrice riassume gli indizi raccolti. E venerdì si svelerà il mistero

Cosa contiene la cosiddetta “olla dell’anguria”? è il gioco archeologico dell’estate 2018 lanciato dal museo Archeologico nazionale di Adria

Vi siete fatti un’idea su cosa possa contenere la cosiddetta “olla dell’anguria”, un’olla ossuario in vetro di età romana, conservata al museo Archeologico nazionale di Adria? A pochi giorni dallo svelamento del mistero, l’appuntamento è per venerdì 13 luglio 2018, dalle 19.30 alle 22.30, al museo Archeologico nazionale di Adria, è la stessa direttrice del museo, Alberta Facchi, a fare il punto sugli indizi emersi, solleticando così la curiosità e… la fantasia degli appassionati chiamati a risolvere il “mistero dell’olla dell’anguria” in questo gioco archeologico dell’estate. “Finora”, riassume Facchi, “sono quattro gli indizi emersi. Innanzitutto, la conferma che si tratta di un’olla-ossuario in vetro di età romana. Splendida, perfettamente conservata con il suo coperchietto di copertura, la quale, dal tempo del ritrovamento – più di 100 anni fa – non è mai stata pulita, tanto che reca ancora una patina di terra sulla superficie. Poi sarà utile sapere – continua – che alcuni dei protagonisti di questa storia sono: una giovane archeologa, il restauratore del museo, una troupe della RAI. Il terzo indizio è che gli archeologi hanno trovato un vecchio documento manoscritto dal contenuto un po’ sibillino, documento che potrebbe avere a che fare con la nostra storia. Infine, grande importanza potrebbero avere un globo, due cornucopie, un imperatore romano. Chi lo sa?”. Avete capito qualcosa? Comunque venerdì sarà raccontato a tutti quello che gli archeologi hanno recentemente scoperto su questo manufatto e ciò che esso racchiude. “I partecipanti”, assicura Facchi, “potranno esaminare da vicino (molto da vicino: al miscroscopio) il reperto e il suo “segreto”, che fin dai tempi di Francesco Antonio Bocchi era stato totalmente ignorato”. L’appuntamento è dunque venerdì 13 luglio 2018 in occasione dell’apertura straordinaria serale, possibile grazie alla disponibilità del personale e della direzione del museo. Tre i turni previsti di visita con un massimo di 20 posti per turno per motivi di sicurezza: il primo alle 19:30; il secondo alle 20:30; il terzo alle 21:30. Consigliata la prenotazione. Dopo la dimostrazione, a cura della direttrice Alberta Facchi, seguirà breve visita al percorso museale, a cura del personale del museo.

Cosa contiene la cosiddetta “olla romana dell’anguria” acquistata da Bocchi nell’Ottocento e conservata al museo Archeologico nazionale di Adria? Gli archeologi sveleranno il segreto in uno speciale evento serale ad Adria (Ro)

Cosa contiene la cosiddetta “olla dell’anguria”? è il gioco archeologico dell’estate 2018 lanciato dal museo Archeologico nazionale di Adria

L’olla dell’anguria citata nel catalogo compilato da Francesco Antonio Bocchi nell’Ottocento

È il gioco (archeologico) dell’estate. Lo staff del museo Archeologico nazionale di Adria (Ro) lo ha etichettato il #MisterodellaOlla. Quale sarà la storia che ci racconta questo reperto, un’olla ossuario in vetro di età romana? Siamo vicini alla soluzione. Venerdì 13 luglio 2018, dalle 19.30 alle 22.30, al museo Archeologico nazionale di Adria si saprà che cosa racchiude la “olla dell’anguria”, svelando il mistero. Il reperto, infatti, sembra essere stato acquistato da Francesco Antonio Bocchi (1821-1888), il padre dell’archeologia adriese, da alcuni contadini che l’avevano adibita ad un uso piuttosto singolare! Di seguito riportiamo ciò che si legge nel catalogo, compilato dall’illustre adriese, presente nel nostro Museo: “Olla detta dell’anguria perché i contadini ve ne aveano fatta nascere una dentro che io levai fresca”. Nelle scorse settimane sulla pagina Facebook del museo (@Museoarcheologicoadria) l’interesse dei followers è stato solleticato da alcuni indizi, aderendo con entusiasmo al gioco del “Mistero dell’Olla dell’anguria”. “Non si capisce se il frutto stesse crescendo dentro il contenitore (come le nostre pere in bottiglia per intenderci) o se la piantina d’anguria fosse germogliata tra i resti ossei”, è stato sottolineato. E altri: “Sta di fatto che questa olla sembra essere più particolare di quanto sembri…”. Fino a fantasticare: “Dietro una semplice olla forse si cela la leggendaria?”.

Le vetrine della sezione etrusca del museo Archeologico nazionale di Adria (Foto di N. Orietti)

È arrivata adesso l’occasione di raccontare a tutti gli appassionati quello che gli archeologi hanno recentemente scoperto su questo manufatto e ciò che esso racchiude. Come tutti i misteri che si rispettano, anche questo verrà svelato di sera, grazie alla disponibilità del personale del museo adriese per un’apertura straordinaria serale venerdì 13 luglio 2018. L’evento sarà articolato in tre turni: 1° turno, ore 19:30; 2° turno, ore 20:30; 3° turno, ore 21:30. Per questioni di sicurezza vi sarà un limite di 20 posti per turno. Per non fare attendere, è consigliata la prenotazione (0426 21612). I partecipanti potranno esaminare da vicino (…molto da vicino…) il reperto e il suo “segreto”, che fin dai tempi di Francesco Antonio Bocchi era stato ignorato. Seguirà breve visita al percorso museale, a cura del personale del museo.

Al museo Archeologico nazionale di Adria si proietta il documentario di Antonio Bonadonna “Il delta del Po e l’archeologia di Adria”

La locandina del film “Il delta del Po e l’archeologia di Adria”

Un documentario per valorizzare il Delta del Po e le sue aree: è quanto si propone il film “Il delta del Po e l’archeologia di Adria”, prodotto da Antonio Bonadonna, curato da Antonio Bonadonna e Maria Grazia Vanin, in collaborazione con Consorzio Delta Poolservice E Co.Se.Del.Po – La Cooperativa del Parco, film che domenica 3 giugno 2018, in occasione della prima domenica del mese gratuita, sarà proiettato alle 17 al museo Archeologico nazionale di Adria. Il documentario dà risalto all’antico passato del territorio adriese, analizzandone la preziosa eredità custodita gelosamente nel museo Archeologico nazionale di Adria, e racconta i luoghi d’interesse culturale rivestendoli della loro antica e non del tutto perduta identità. Un viaggio che porterà lo spettatore a rivalutare, a guardare e a valorizzare un territorio, già meraviglioso, da un altro punto di vista, che ne ingrandirà ulteriormente la bellezza. Al progetto hanno contribuito e partecipato anche Giovanna Gambacurta, Maria Cristina Vallicelli, Sandra Bedetti, Ilaria Ruggini, Nicola Donà. Le musiche sono a cura di Andreas Bonadonna e Clarisse Boraly. Il tutto narrato dalla voce di Andrea Bordin.

Alla scoperta di Adria etrusca: pubblicate tutte le tutte le testimonianze scrittorie in lingua etrusca della città di Adria e dei siti del suo territorio. Nella Festa dei Musei si presenta il volume del Corpus Inscriptionum Etruscarum su “Atria et Ager Atrianus” a cura di Andrea Gaucci

Il IV volume del Corpus Inscriptionum Etruscarum dedicato ad Adria e al suo territorio, a cura di Andrea Gaucci

Adria etrusca svela i suoi segreti. Pubblicate finalmente tutte le testimonianze scrittorie in lingua etrusca della città di Adria e dei siti del suo territorio, dagli ultimi decenni del VI sec. a.C. fino al II sec. a.C. quando la città passò gradatamente nella sfera culturale di Roma. Un lavoro, durato anni, che ha letteralmente passato al setaccio il materiale esposto e tutto quello contenuto nei ricchissimi depositi del museo Archeologico nazionale di Adria. L’opera, che viene presentata sabato 19 maggio 2018 fa parte di un più vasto lavoro di raccolta di tutta la documentazione epigrafica dell’Etruria padana coordinato dal prof. Giuseppe Sassatelli inserito all’interno del progetto editoriale del Corpus Inscriptionum Etruscarum, il cui primo volume fu edito nel 1893-1902. L’importante appuntamento, dunque, sabato 19 maggio al museo Archeologico nazionale di Adria che così parteciperà alle iniziative previste nell’ambito della Festa dei musei 2018 e della Notte dei musei 2018, in occasione dell’ Anno Europeo del Patrimonio.

Festa e notte dei musei 2018 ad Adria: il manifesto con gli eventi

Il prof. Andrea Gucci

Adria Etrusca: finalmente la spiegazione e la pubblicazione delle iscrizioni sui vasi etruschi del museo che ci rivelano il nome degli antichi abitanti di Adria, l’origine delle loro famiglie, gli Dei da loro onorati, le pratiche di scambio e di commercio con il mondo greco, veneto, celtico e, poi, romano. I testi graffiti sui vasi rinvenuti nell’abitato e nelle sepolture dell’antica città di Adria ci danno una fervida e concreta testimonianza del passato di uno dei più importanti porti dell’Adriatico dalle sue più antiche vicende del VI secolo fino alla completa romanizzazione della comunità nel II-I sec. a.C. Il programma. Dalle 16.30 alle 18.30,  Archeonautica, attività di scavo stratigrafico in cassone per bambini e famiglie. Evento per bambini e ragazzi dai 7 ai 12 anni e le loro famiglie, a cura di Street Archaeology. Info costi e prenotazioni: 349 1703284, oppure presso il museo: 0426 21612. Alle 17, presentazione del Corpus di Iscrizioni Etrusche di Adria  (CIE Atria et Ager Atrianus, di Andrea Gaucci, Università di Bologna). Evento speciale di Archeologia a due voci a cura  delle professoresse Anna Marinetti e Giovanna Gambacurta (università di Venezia Ca’ Foscari). Introduce Giuseppe Sassatelli. Ingresso gratuito all’evento. Seguirà una visita guidata a cura del prof. Gaucci. Dalle 19.30 alle 22.30, apertura straordinaria serale e guida ai depositi del museo, a cura della direzione. Ingresso al costo simbolico di 1 euro.

Al museo Archeologico nazionale di Adria evento di Archeologia a due voci: presentazione del libro “Quasi giallo. Romanzo di archeologia” di Giannichedda e visita guidata alla mostra “…Adria anche dopo i tempi romani…”

La locandina del’incontro-evento “Archeologia a due voci” al museo Archeologico nazionale di Adria

“Nel dipartimento di Archeologia si intrecciano molte storie. Alla morte sospetta di un docente di numismatica fanno seguito furti, incendi, minacce, in un clima di tensione che coinvolge un giovane ricercatore impegnato la sera nella pasticceria paterna, una professoressa che non vuole invecchiare, una sensuale dottoranda e altri personaggi, molti dei quali hanno qualcosa da celare. Fra loro, un carabiniere interessato ai metodi archeologici e una bizzarra studentessa appassionata di romanzi gialli”. Da queste premesse si muove la trama avvincente di “Quasi giallo. Romanzo di archeologia” di Enrico Giannichedda, selezionato per il premio Campiello 2018. Venerdì 23 marzo 2018, alle 16.30, al museo Archeologico nazionale di Adria, il romanzo di Giannichedda sarà protagonista di un evento speciale di Archeologia a due voci: alla presentazione infatti del libro “Quasi Giallo” (Edipuglia editrice) a cura dell’Autore e della Direttrice del museo Alberta Facchi, seguirà la visita guidata a due voci alla mostra “…Adria anche dopo i tempi romani…” (vedi https://archeologiavocidalpassato.wordpress.com/2017/12/01/adria-anche-dopo-i-tempi-romani-il-rinascimento-ritrovato-della-collezione-bocchi-dai-magazzini-del-museo-archeologico-nazionale-di-adria-per-la-prima-volta-espost/) a cura di Sandra Bedetti e Enrico Giannichedda. “Intanto, a lezione e via mail, si affrontano altre storie”, anticipa Giannichedda qualche dettaglio sulla trama del suo libro. “Antiche e controverse. L’uomo del Similaun fu realmente ucciso sul ghiacciaio? Chi realizzò la Sindone? La civiltà nuragica fu spazzata via da uno tsunami preistorico? I neandertaliani del Circeo erano cannibali? Gli schiavi newyorchesi avevano rituali funerari segreti? E, più importante di tutte, l’archeologia può essere il movente di uno o più omicidi? Interpretare fatti e testimonianze, però, non è mai facile. Le domande senza risposta si moltiplicano e le trame che uniscono passato e presente si complicano. Alcuni, benché increduli, scoprono allora che le proprie vite sono in pericolo e reagiscono. La storia, però, non si ferma e trascina tutti verso un drammatico finale”.