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Calabria. Aperta al museo Archeologico dell’antica Kaulon la nuova sezione numismatica. Esposte le monete magno-greche restaurate tra cui i famosi stateri in argento

Il museo Archeologico nazionale dell’Antica Kaulon a Monasterace (Reggio Calabria)

A due anni e mezzo dall’inaugurazione, il museo Archeologico nazionale dell’antica Kaulon, nel Comune di Monasterace, in provincia di Reggio Calabria, ha ampliato la propria offerta culturale: dalla fine di agosto c’è un nuovo spazio espositivo dedicato alle testimonianze numismatiche.  “Il museo Archeologico dell’antica Kaulon”, ricorda il direttore Rossella Agostino, “integra e approfondisce la visita del parco archeologico dell’antica città. Allestito come mostra permanente, custodisce e conserva i reperti rinvenuti nelle varie campagne di scavo effettuate nel territorio dell’antica colonia achea di Kaulon: da quelle di inizio ’900 di Paolo Orsi fino a quelle più recenti avviate dagli anni ’80 nell’abitato e nelle aree sacre e tuttora in corso”.

Moneta in argento della zecca di Kaulonia del VI sec. a.C.

La nuova sezione numismatica, il cui allestimento è stato curato da Giorgia Gargano, vuole raccontare la “storia” della circolazione monetale cauloniate con le testimonianze numismatiche che il sito ed il territorio del centro magno-greco di Kaulonia nei decenni di ricerche ha restituito. Durante gli scavi a Kaulon sono state infatti trovate numerose monete in bronzo, successivamente raccolte nella collezione numismatica di Rodolfo Cimino: 181 reperti fittili e metallici e di 238 monete di età greca, romana e medievale, materiali che vennero raccolti a partire dal 1942 da Rocco Giordano, ex conservatore onorario dell’area archeologica di Kaulon. Famosi sono gli stateri d’argento di Kaulonia, con un dio su un lato e un cervo sull’altro. Le monete sono state restaurate da Villalba Mazzà.

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XX Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico a Paestum: prime indicazioni sul ricco programma con 12 eventi unici al mondo, 120 espositori di cui 30 dall’estero, 300 relatori, 50 tra conferenze e incontri

Il parco Archeologico di Paestum che ospita la Borsa mediterranea del turismo archeologico

Vent’anni e non li dimostra. Anzi la Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico, giunta alla XX edizione, in programma a Paestum (Salerno) dal 26 al 29 ottobre 2017, si conferma un evento originale nel suo genere: luogo di approfondimento e divulgazione di temi dedicati al turismo culturale e al patrimonio; occasione di incontro per gli addetti ai lavori, per gli operatori turistici e culturali, per i viaggiatori, per gli appassionati; un format di successo testimoniato dalle prestigiose collaborazioni di organismi internazionali quali Unesco, Unwto e Iccrom oltre che da 10mila visitatori, 120 espositori di cui 30 Paesi esteri, circa 50 tra conferenze e incontri, 300 relatori, circa 40 buyer da 8 Paesi europei, 120 operatori dell’offerta, 100 giornalisti accreditati.

La presentazione della XX edizione della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico alla Bit di Milano

Il ministro Dario Franceschini (al centro) a Paestum in occasione della XIX Bmta

E proprio per il ventennale la BMTA 2017 propone un programma ancora più ricco, con prestigiose iniziative, tra cui giovedì 26 ottobre la conferenza “I Comuni e i siti archeologici: infrastrutture, gestione e promozione” a cura di Anci (Associazione Nazionale dei Comuni Italiani) e Mibact (Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo) e venerdì 27 ottobre il convegno “Il turismo sostenibile per lo sviluppo dei siti archeologici mondiali” a cura dell’Unwto, l’Organizzazione Mondiale del Turismo: infatti, il segretario generale Unwto Taleb Rifai, che più volte ha inaugurato la Borsa, ha voluto dare grande attenzione al 20° anniversario, organizzando un incontro sul turismo sostenibile quale strumento per la salvaguardia e la promozione dei siti archeologici. All’iniziativa, che si inserisce nell’ambito dell’Anno Internazionale del Turismo Sostenibile per lo Sviluppo dichiarato dall’Onu per il 2017, sono stati invitati Dario Franceschini, ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo; Lina Annab, ministro del Turismo e delle Antichità della Giordania; Eduardo Ferreyros, ministro del Commercio Estero e del Turismo del Perù; Thong Khon, ministro del Turismo della Cambogia; Hirut Woldemariam, ministro della Cultura e del Turismo dell’Etiopia. I siti Unesco rappresentati (Pompei, Petra, Aksum e Tiya, Machu Picchu, Angkor Wat) esprimono al meglio le potenzialità del patrimonio archeologico per lo sviluppo locale e l’occupazione.

Una delle location della Bmta accanto al Tempio di Cerere nel parco archeologico di Paestum

Siglato alla XIX Borsa Mediterranea del Turismo archeologico l’Accordo di Amicizia tra Paestum e Palmira

Venerdì 27 ottobre si svolgerà la conferenza “Il dialogo interculturale valore universale delle identità e del patrimonio culturale: #dontforget Bardo Museum 18.03.2015 – #unite4heritage for Palmyra”: la Borsa, infatti, è riconosciuta best practice per l’impegno a favore del dialogo interculturale, non solo attraverso la partecipazione nel Salone Espositivo di circa 30 Paesi e la presenza annuale di un Paese Ospite Ufficiale, ma anche per dedicare dal 2015 nell’ambito del programma significativi momenti a questo tema. Alla conferenza interverranno: Mai bint Mohammed Al-Khalifa, presidente dell’Autorità per la Cultura e le Antichità del Bahrain; Mounir Bouchenaki, consigliere speciale del direttore generale Unesco; Silvia Costa, commissione Cultura e Istruzione del Parlamento Europeo; Abulfas Garayev, ministro della Cultura e del Turismo della Repubblica dell’Azerbaigian; Selma Elloumi Rekik, ministro dell’Artigianato e del Turismo della Tunisia; Taleb Rifai, segretario generale Unwto; Fryad Rwandzi, ministro della Cultura, del Turismo e Antichità della Repubblica d’Iraq; Vladan Vukosavljevic, ministro della Cultura e dell’Informazione della Repubblica di Serbia. E la sera di venerdì 27 ottobre sarà consegnato l’International Archaeological Discovery Award “Khaled al-Asaad” alla più significativa scoperta archeologica del 2016, alla presenza di Fayrouz, Walid e Omar, i figli dell’archeologo di Palmira che ha pagato con la vita la difesa del patrimonio culturale. Il Premio, promosso dalla Borsa e da Archeo e giunto alla terza edizione, verrà assegnato in collaborazione con le testate internazionali, tradizionali media partner della Bmta: Antike Welt (Germania), Archäologie der Schweiz (Svizzera), Current Archaeology (Regno Unito), Dossiers d’Archéologie (Francia).

Sempre molto frequentato il salone espositivo della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico

Suggestive come sempre le location della Borsa: l’area adiacente al Tempio di Cerere (Salone Espositivo, ArcheoExperience, ArcheoIncontri, ArcheoVirtual), il museo Archeologico nazionale (Conferenze e Workshop con i buyers esteri) e la Basilica Paleocristiana (Conferenze, Premi, Incontri con i Protagonisti, ArcheoLavoro, ArcheoStartUp). È in queste sedi che saranno ospitati 12 eventi unici al mondo. Numerose le sezioni: ArcheoExperience, Laboratori e Rievocazioni nella più grande rassegna di Archeologia Sperimentale in Italia con 150 archeotecnici e rievocatori provenienti da diverse regioni italiane; ArcheoIncontri per conferenze stampa e presentazioni di progetti culturali e di sviluppo territoriale; ArcheoLavoro orientamento post diploma e post laurea con presentazione dell’offerta formativa a cura delle Università presenti nel Salone; ArcheoStartUp in cui si presentano nuove imprese culturali e progetti innovativi nelle attività archeologiche; ArcheoVirtual, l’innovativa mostra internazionale di tecnologie multimediali, interattive e virtuali; Incontri con i Protagonisti nei quali il grande pubblico interviene con importanti archeologi e i noti divulgatori della TV; International Archaeological Discovery Award “Khaled al-Asaad”; Premio “Antonella Fiammenghi” per la migliore tesi di laurea sul turismo archeologico; Premio “Paestum Archeologia” assegnato a coloro che contribuiscono alla valorizzazione del patrimonio culturale; l’unico Salone espositivo al mondo dedicato al patrimonio archeologico con la presenza di Istituzioni, Enti, Paesi Esteri, Regioni, Organizzazioni di Categoria, Associazioni Professionali e Culturali, Aziende e Consorzi Turistici; visite guidate ed educational per relatori, giornalisti e visitatori; opportunità di business nella splendida cornice del museo Archeologico con il Workshop ENIT dedicato al turismo culturale, con tour operator selezionati dall’Enit e provenienti da 8 Paesi (Austria, Belgio, Francia, Germania, Olanda, Regno Unito, Spagna, Svizzera).

“Passaggi e permanenze ad Altino dall’Antichità alla Grande Guerra”: quattro week-end per conoscere Altino e i popoli che qui hanno interagito: greci, celti, romani, soldati della Grande Guerra. Il sabato incontri e visite guidate a tema con archeologi, preceduti dall’archeoaperitivo a cura di Companatiche. Si inizia con “I greci ad Altino” e le ricette di 2500 anni fa

Tra settembre e ottobre quattro week-end al museo Archeologico di Altino con visite guidate, archeoaperitivo, laboratori e percorsi tematici

Conoscere Altino per piccoli assaggi. Nel vero senso della parola. Ecco “Passaggi e permanenze ad Altino dall’Antichità alla Grande Guerra”, il nuovo ciclo di incontri in programma tra settembre e ottobre al museo Archeologico nazionale di Altino promosso nell’ambito del progetto “Tutti al museo” in collaborazione con l’associazione Companatiche. In calendario quattro week-end: al sabato, un archeologo affronta un popolo sempre diverso, greci, celti, romani, soldati della Grande Guerra, ma che nei secoli ha avuto un rapporto con Altino e il suo territorio, introdotto da un “archeoaperitivo” ispirato al tema del giorno e realizzato da Companatiche. Alla domenica, invece, sono previsti laboratori didattici sempre ispirati al popolo protagonista del week-end. L’ingresso al museo costa 3 euro (salvo riduzioni). Per i laboratori 6 euro a persona; mentre il biglietto dei percorsi tematici è di 3 euro a  persona o 6 euro a famiglia (gratuito domenica 24 settembre). Infine l’archeoaperitivo è su prenotazione con contributo liberale a scopi associativi di 10 euro (info e prenotazioni: companatiche@gmail.com – cell.: 389 818 6533)

Il nuovo museo archeologico nazionale di Altino

Il logo dell’associazione Companatiche

Il programma. Si inizia sabato 2 settembre 2017 con “I greci ad Altino”: alle 19.30,  archeoaperitivo greco a cura dell’associazione Companatiche; alle 21, dialogo e visita tematica con Margherita Tirelli, già direttrice del museo Archeologico nazionale di Altino. Domenica 3 settembre 2017, dalle 16, “Tutti al museo”, laboratorio di archeologia sperimentale “Archeonauti scambiano le merci con i greci” a cura di Street Archaeology e percorso tematico-interattivo “Altino: oggetti Stra-Vaganti” a cura di Studio D. Secondo week-end in occasione delle “Giornate europee del patrimonio 2017”. Sabato 23 settembre 2017, “I celti ad Altino”: 19.30, archeoaperitivo celtico a cura dell’associazione Companatiche; 21, dialogo e visita tematica con Mariolina Gamba, già direttrice del museo Archeologico nazionale di Altino. Domenica 24 settembre 2017, dalle 16, “Tutti al museo”, laboratorio di archeologia sperimentale “Scopriamo che cos’è la natura per gli archeonauti” a cura di Street Archaeology e percorso tematico-interattivo “Altino: oggetti Stra-Vaganti” a cura di Studio D. Terzo week-end con i romani. Sabato 7 ottobre 2017, “I romani ad Altino”: 19.30, archeoaperitivo romano a cura dell’associazione Companatiche; 21, dialogo e visita tematica con Giovannella Cresci Marrone dell’università Ca’ Foscari di Venezia. Domenica 8 ottobre 2017, dalle 16, “Tutti al museo”, laboratorio di archeologia sperimentale “Archeonauti costruiscono una casa romana” a cura di Street Archaeology e percorso tematico-interattivo “Altino: oggetti Stra-Vaganti” a cura di Studio D. L’ultimo week-end fa i conti con la Grande Guerra. Sabato 14 ottobre 2017, “I soldati della Grande Guerra ad Altino”: 19.30, archeoaperitivo militare a cura dell’associazione Companatiche; 21, dialogo e visita tematica con lo storico Sergio Sbalchiero e Francesca Ballestrin del museo di Altino. Domenica 15 ottobre 2017, dalle 16, “Tutti al museo”, laboratorio di archeologia sperimentale “Le trincee della Grande Guerra piene di mosaici, sistemiamole!” a cura di Street Archaeology e percorso tematico-interattivo “Altino: oggetti Stra-Vaganti”  di Studio D.

Scena di symposium, il banchetto greco, da una pittura vascolare

Marta Sperandio e Francesca Lamon

Un piatto dei caratteristici “dolmades”

Una fetta di melopita, dolce a base di miele e ricotta

Si inizia dunque con “I greci ad Altino” sabato 2 settembre 2017. E, come spiegano le esperte di Companatiche, Francesca Lamon e Marta Sperandio, “l’Antichità va gustata”. Con una brochure che sarà data ai partecipanti si farà un viaggio enogastronomico tra gli antichi greci. E subito alcune “perle” di due padri della medicina greca: per Ippocrate, “È preferibile un cibo un po’ nocivo ma gradevole, a un cibo indiscutibilmente sano ma sgradevole” e “Lasciate che il cibo sia la vostra medicina e la vostra medicina sia il cibo”;  mentre per Galeno “La dieta è l’arma più potente della medicina”. Proprio Ippocrate, ricorda Francesca Lamon, “quindi ben 2500 anni fa, si occupa in modo scientifico di alimentazione e salute, studia gli effetti del cibo sull’organismo nella convinzione che ciò che si introduce nel corpo attraverso il cibo possa portare salute o malattia”. Sulle tavole greche, continua Marta Sperandio, “troviamo quindi zuppe di cereali e di pane, accompagnate da olio di oliva, ortaggi, pesci o crostacei, vino e formaggio di pecora e di capra. Selvaggina o carne durante le cene più sontuose e le festività, anche per i sacrifici animali dedicati agli dei. Poi ancora fave, piselli, ceci, lenticchie o vecce, semi di lino, sesamo, cartamo e papavero”. Ippocrate, concludono, “consiglia di bere vino rosso, a suo avviso il migliore tra le bevande. Vengono poi gli ortaggi: al primo posto troviamo l’aglio, la cipolla e le erbe aromatiche”. Per la serata di Altino l’associazione Companatiche propone alcune ricette “greche” che prevedono mezedes, cioè antipasti misti, che possono essere semplici sottaceti, sottoli e olivi, oppure piatti più ricchi e complessi che si distinguono dalle portate più importanti solo per le loro dimensioni. “Seguono la tradizione dell’antipasto”, precisano  Lamon e Sperandio, “e non si presentano molto diversamente da ciò che oggi è definito finger food, ovvero cibo da mangiare con le mani”. Nel “menù” di Companatiche troviamo l’Apanthrakis, tipo di pane greco simile ai pidè turchi, leggero e sottile, menzionato da Aristofane nella commedia “Le donne in parlamento”, e ad Alessandria era consacrato al dio Crono. Seguono i Dolmades, fagottini di pesce e carne avvolti da foglie di fico (oggi sostituite da quelle di vite), antenati di quelli giunti fino a noi, ben descritti da Ateneo nel libro “Deipnosophisti”. Dal menù non poteva mancare il Tiropita, probabilmente la feta, il più famoso formaggio greco, discendente del formaggio preparato da Polifemo nell’Odissea. Tipici dei mezedes sono i Tzakiki e lo Skordalia, cioè i cetrioli e l’aglio. Il cetriolo, in greco sikyòs, ricordato dal proverbio “quando mangi un cetriolo, donna tessi il mantello”: probabilmente significa che quando si consumano i cetrioli, cioè d’estate, è tempo di preparare gli abiti pesanti per l’inverno. L’aglio, invece, molto usato nella cucina antica, era una pianta considerata molto utile contro il malocchio. In alcune feste religiose, come le Tesmoforie e le Sciroforie, durante le quali le donne erano tenute a rispettare l’assoluta castità, era usanza che esse grandi quantità di aglio. Un menù non può non chiudere con il dessert. Ecco quindi i melopita, dolci a base di miele e ricotta. I primi dolci di cui si ha notizia nella storia greca sono quelli offerti ai ghiottissimi dei. I cosiddetti popana polyomphala, il più antico dolce greco, erano in stretto rapporto con la dea Madre primigenia. La ricotta fa la sua comparsa nei dolci in epoca classica.

Rassegna internazionale del cinema archeologico di Rovereto: prende forma il programma della 28.ma edizione, dal 3 all’8 ottobre 2017. Sarà l’ultima curata da Dario Di Blasi: 56 film da venti Paesi, conversazioni con i protagonisti. Il simbolo della rassegna da una coppa egittizzante da Stabia oggi al Mann

Il manifesto della 28.ma rassegna internazionale del cinema archeologico di Rovereto dal 3 all’8 ottobre 2017

La 28.ma edizione della rassegna internazionale del Cinema archeologico di Rovereto prende forma. L’appuntamento, promosso dalla Fondazione Museo Civico di Rovereto presieduta da Giovanni Laezza, è dal 3 all’8 ottobre 2017 all’auditorium “F. Melotti” di corso Bettini, dove saranno proiettati i 56 film in programma provenienti da una ventina di Paesi in rappresentanza di tutti i cinque continenti, e in sala convegni “F. Zeni” della fondazione Museo Civico in borgo Santa Caterina, dove la domenica 8 saranno presentati i film più graditi al pubblico e alla giuria internazionale. Quest’anno infatti ci sarà la 13.ma edizione del concorso biennale “Premio Paolo Orsi”, assegnato da una giuria qualificata composta da Maura Medri, archeologa e docente di Metodologia di ricerca archeologica e Archeologia dell’architettura all’università Roma Tre; Lulli Bertini, archeologa e regista cinematografica; Umberto Pappalardo, archeologo e docente di Archeologia classica all’università Suor Orsola Benincasa di Napoli; Fari Djatali-Lorenz, regista e produttrice cinematografica Germania-Iran; Philippe Dorthe, presidente fondatore di Icronos, festival International du film d’Archéologie de Bordeaux.

Il prof. Frederick Mario Faled, assiriologo dell’università di Udine, apre le conversazioni alla Rassegna di Rovereto

Anche quest’anno alle 17.45, all’auditorium Melotti, sono previste conversazioni con alcuni protagonisti della ricerca archeologica moderate da Dario Di Blasi, curatore della rassegna internazionale del Cinema archeologico, e Barbara Maurina, conservatore per l’Archeologia del museo Civico di Rovereto. Il 4 ottobre 2017, interviene Frederick Mario Fales, docente di Storia del Vicino Oriente antico e di Filologia Semitica all’università di Udine, su “Gli antichi assiri nell’odierno Kurdistan: monumenti e iscrizioni da scoprire”; il 5 ottobre 2017, Giovanni Brizzi, docente di Storia romana all’università di Bologna, su “Le battaglie annibaliche attraverso le evidenze archeologiche, toponomastiche, letterarie: il Trasimeno e altri episodi”; il 6 ottobre 2017, Ken Dark, archeologo in Galilea, docente all’università di Reading, su “Gesù aveva una casa a Nazaret?”; il 7 ottobre 2017, Corinna Rossi, architetto ed egittologa, su “Raccontare il passato: l’archeologia tra fonti e interpretazioni personali”, e Giulio Paolucci, direttore del museo civico Archeologico delle Acque di Chianciano e futuro direttore del museo Etrusco di Milano, su “Nuovi musei e diffusione del Sapere”. Sempre al 7 ottobre, ma al mattino, alle 11.15, conversazione moderata da Antonia Falcone, archeologa, blogger e digital strategist, con Jacopo Bonetto, responsabile del progetto Nora dell’università di Padova; Davide Borra, NoReal; Alessandro Furlan, Altair4; Daniele Bursich, gruppo Facebook “Archeologia, Beni Culturali e Nuove tecnologie”; Graziano Tavan, giornalista del blog archeologiavocidalpassato.it, su “Il Mondo Antico tra di noi ? Realtà tridimensionale, immersiva, aumentata, social e archeologia ai confini della realtà”.

S.E. Mai Alkaima, ambasciatrice della Palestina in Italia

Ospiti internazionali sono confermati anche per la 28.ma edizione della rassegna internazionale del cinema archeologico. A Rovereto sono attesi S.E. Mai Alkaila, ambasciatrice di Palestina, che presenzierà nella serata conclusiva della rassegna, sabato 7 ottobre, alla cerimonia di premiazione dei film in concorso per il “Paolo Orsi” e per il “Città di Rovereto-Archeologia Viva”; dall’Egitto, Mostafa Amin Mostafa, segretario del Supreme Council of Antiquities of Egypt; Azza ElKholy, Head of Academic Research Sector della Biblioteca di Alessandria d’Egitto; Ahmed Mansour, Deputy Director of Calligraphy and Writing studies Center della Biblioteca di Alessandria d’Egitto; Mohamed Soliman, Head of Cultural Outreach Sector della Biblioteca di Alessandria d’Egitto.

Dario Diblasi direttore della Rassegna internazionale del Cinema archeologico di Rovereto

“In un tempo di archeologia in frantumi  per guerre, terrorismo, incuria, aggressioni speculative”, scrive nella prefazione al programma Dario Di Blasi, curatore storico della rassegna, “si fa urgente per ogni comunità locale, in ogni parte del pianeta, il bisogno di occuparsi del proprio territorio, della propria storia a prescindere da quel che fanno o non fanno gli Stati nazionali, le organizzazioni internazionali, e le cosiddette istituzioni preposte alla tutela, alla conservazione e alla valorizzazione. Nessuna comunità è in grado di occuparsi di ciò a prescindere dalla conoscenza e dalla cultura e tutti gli strumenti che aiutano a diffondere conoscenza, sapere e cultura  come il cinema sono utili a  questo scopo. La rassegna è nata 28 anni fa per questo e questo rimane il suo intento”. Per Di Blasi questa sarà l’ultima rassegna: “Mi accingo a lasciare, dopo quasi trent’anni, questa attività legata alla rassegna  e non mi vergogno a citare ancora una volta queste frasi di Giovanni Semerano: …Solo i popoli che acquistano chiara coscienza del proprio passato sono in grado di costruire un avvenire commisurato alle proprie istanze, perché liberi da errori che gravano sull’antico cammino. Gli altri impigliati nei congegni di un mondo senz’anima, mimano ogni giorno una vita non alimentata da segrete salutari radici… È un linguaggio antico sempre più attuale!”.

Skyphos di ossidiana da Stabiae con scene di culto egiziano in mostra al museo Archeologico di Napoli

Simbolo della 28.ma edizione della rassegna roveretana è un particolare da una coppa in ossidiana conservata al museo Archeologico nazionale di Napoli, per gentile concessione di Paolo Giulierini, direttore del Mann. “Il 21 e il 22 maggio del 1954, durante i lavori di scavo dell’ambiente n. 37 della Villa San Marco a Stabiae, l’attuale Castellammare di Stabia”, scrive O. Elia sul Bollettino d’Arte nel 1957, “si rinvennero numerosissimi frammenti di ossidiana finemente lavorata e una notevole quantità di fili d’oro e minuscole tarsie di malachite, diaspro giallo, lapislazzulo, corallo bianco e rosa, alcune ancora inserite in tralicci di lamine d’oro, che costituivano una ricca decorazione ad intarsio con motivi egittizzanti. Insieme con i frammenti furono anche rinvenute otto zampe leonine in argento forse appartenenti a un piccolo armadio in cui i preziosi vasi venivano custoditi. Gli scopritori, intuita l’eccezionalità del rinvenimento, trasferirono i frammenti presso l’Officina dei Restauri del museo nazionale di Napoli ove l’accurato e paziente lavoro di restauro permise di ricomporre due skyphoi quasi gemelli con decorazione egittizzante (Coppa A e Coppa B), uno skyphos più piccolo con elementi vegetali conservato quasi per intero (Coppa C) e parte di una phiale, una coppa poco profonda utilizzata per le libagioni, con scena nilotica”. “A questo primo restauro, conclusosi nel 1956”, ricorda Luigia Melillo della soprintendenza speciale per il Beni archeologici di Napoli e Pompei, “seguirono altri due interventi, uno effettuato nel 1964 e uno nel 1974, nel corso dei quali furono ricollocate ulteriori parti dell’intarsio e furono riassemblati frammenti delle anse. Ulteriori restauri nel 2011-2012 hanno consentito la corretta collocazione di alcuni frammenti e la riesposizione al pubblico delle tre coppe nel novembre 2012”.

Musei, aree e parchi archeologici nazionali: doppia apertura straordinaria, lunedì 14 e Ferragosto 2017. Ecco l’elenco, regione per regione

Doppia apertura straordinaria per musei, aree e parchi archeologici che lunedì 14 e martedì 15 agosto 2017 rimarranno aperti per un lungo ponte all’insegna della cultura. Oltre all’apertura prevista per Ferragosto, quest’anno il ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo apre le porte ai visitatori anche lunedì 14, consueto giorno di chiusura per gran parte dei luoghi della cultura nazionali. Un’occasione unica per cittadini e turisti di trascorrere un Ferragosto all’insegna di una grande festa della cultura e godere dello straordinario patrimonio del nostro Paese. Dai resti dell’antica città italica nell’area archeologica di Alba Fucens a Massa d’Albe in Abruzzo ai Bronzi di Riace al museo Archeologico nazionale di Reggio Calabria alle tante domus riaperte agli Scavi di Pompei, dalla più grande area archeologica d’Europa tra il Foro Romano e il Palatino di Roma alle rovine della capitale dei Sanniti a Pietrabbondante in Molise, dal rinnovato allestimento del museo Archeologico nazionale di Taranto alle vestigia della colonia fenicia di Tharros nei pressi di Cabras. Ecco l’elenco completo, con gli  orari rispettivamente di lunedì e martedì.

L’anfiteatro romano di Amiternum (L’Aquila)

ABRUZZO Museo Archeologico “La Civitella” (Chieti), 9-19.30, 9-19.30; museo Archeologico nazionale d’Abruzzo – Villa Frigerj (Chieti), 9-20, 9-20; terme romane (Chieti), chiuso; area archeologica di Iuvanum (Montenerodomo, Ch), chiuso, 8-14; nuovo museo Paludi di Celano — Centro di Restauro (Celano, Aq), 8.30-13.30, chiuso; teatro e anfiteatro di Amiternum, San Vittorino (L’Aquila), 9-19.30, 9 -19.30; area archeologica di Alba Fucens (Massa d’Albe, Aq), 14-20, 8-14; santuario di Ercole Curino (Sulmona, Aq), 8-14, 14-20.

L’area archeologica di Metaponto (Matera)

BASILICATA Museo Archeologico nazionale di Metaponto (Bernalda, Mt), 9-20, 9-20; parco archeologico (Bernalda, Mt), 10-19, 10-19; parco archeologico dell’area urbana e Tavole Palatine (Bernalda, Mt), 9-un’ora prima del tramonto, 9-un’ora prima del tramonto; museo Archeologico nazionale “Domenico Ridola” (Matera), 9-20, 9-20; museo nazionale Archeologico della Siritide (Policoro, Mt), 9-20, 9-20; area archeologica di Siris – Herakleia (Policoro, Mt), 9-un’ora prima del tramonto, 9-un’ora prima del tramonto; museo Archeologico nazionale dell’Alta Val d’Agri (Agrumento Nova, Pz), 9-20, 9-20; teatro romano (Agrumento Nova, Pz), 9-un’ora prima del tramonto, 9-un’ora prima del tramonto; parco archeologico (Agrumento Nova, Pz), 9-un’ora prima del tramonto, 9-un’ora prima del tramonto; museo Archeologico nazionale del Melfese “Massimo Pallottino” (Melfi, Pz), 9-20, 9-20; museo Archeologico nazionale (Muro Lucano, Pz), 9-14, 9-20; museo Archeologico nazionale della Basilicata “Dinu Adamesteanu” (Potenza), 9-20, 9-20; museo Archeologico nazionale (Venosa, Pz), 9-20, 9-20; area archeologica (Venosa, Pz), 9-un’ora prima del tramonto, 9-un’ora prima del tramonto; catacombe ebraiche (Venosa, Pz), 9-13 (prenotazione obbligatoria), 9-13 (prenotazione obbligatoria); insediamento neolitico di Notarchirico (Venosa, Pz), 9-13 (prenotazione obbligatoria), chiuso.

Una sala del museo nazionale Archeologico della Sibaritide

CALABRIA Museo Archeologico nazionale e parco archeologico di Scolacium (Borgia, Cz), chiuso, 9-19; museo Archeologico Lametino (Lamezia Terme, Cz), 8.30 -16.30, chiuso; museo Archeologico di Amendolara (Amendolara, Cs), 9-17, 9-14; museo Archeologico nazionale della Sibaritide (Cassano all’Ionio, Cs), 9-20, 9-20; parco archeologico della Sibaritide (Cassano all’Ionio, Cs), 9-19.15, 9-19.15; antiquarium di Torre Cimalonga (Scalea, Cs), 9-23, 9-23; museo Archeologico nazionale di Crotone (Crotone), 9-20, 9-20; museo e parco archeologico nazionale di Capo Colonna (Crotone), 9-13/15-19, 9-13/15-19; museo e parco archeologico nazionale (Locri, Rc), 9-2, 9-20; museo dell’antica Kaulon (Monasterace, Rc), 9-20, 9-20; area archeologica dell’antica Kaulon (Monasterace, Rc), 9-un’ora prima del tramonto, 9-un’ora prima del tramonto; museo Archeologico nazionale (Reggio di Calabria), 9-20, 9-20; museo Archeologico di Medma (Rosarno, Rc), 9-17, 9-17; museo statale (Mileto, Vv), 10-19, 10-19; museo Archeologico nazionale “Vito Capialbi” (Vibo Valentia), 9-20, 9-20.

L’ingresso della villa dei Papiri negli scavi di Ercolano

CAMPANIA Antiquarium di Ariano Irpino (Ariano, Av), 8-14, chiuso; parco archeologico dell’antica Abellinum (Atripalda, Av), 8-14, 8-14; anfiteatro romano (Avella, Av), 9-13, 9-13; area archeologica dei Monumenti Funerari (Avella, Av), 9-13, 9-13; parco archeologico dell’antica Aeclanum (Mirabella Eclano, Av), 9-13, 9-13; teatro romano (Benevento), 8-19.30, 8-19.30; museo Archeologico nazionale del Sannio Caudino (Montesarchio, Bn), 9-20, 9-20; museo Archeologico dell’antica Allifae (Alife, Ce), 8.30-19.30, 8.30-19.30; museo Archeologico di Teanum Sidicium (Teano, Ce), 8.30-19.30, 8.30-19.30; museo Archeologico dell’antica Calatia (Maddaloni, Ce),9-20, 9-20; museo archeologico dell’antica Capua e Mitreo (S.Maria Capua Vetere, Ce), 9-19.30, 9-19.30; anfiteatro campano (S.M. Capua Vetere, Ce), 9-19.30, 9-19.30; museo Archeologico dell’Agro atellano (Succivo, Ce), 8.30-19.30, 8.30-19.30; museo Archeologico dei Campi Flegrei (Bacoli, Na), 9.14.20, 9-14.20; parco archeologico delle Terme di Baia (Baia, Na), 9.19.20, 9-19.20; scavi e antiquarium nazionale (Boscoreale, Na), 8.30-19.30, 8.30-19.30; villa Jovis (Capri, Na), 10-19, 10-19; scavi di Stabia (Castellamare di Stabia, Na), 8.30-19.30, 8.30-19.30; museo Archeologico nazionale (Napoli), 9-19, 9.19.30; museo Archeologico di Nola (Nola, Na), chiuso, 9-19; parco archeologico di Ercolano (Ercolano, Na), 8.30-19.30, 8.30-19.30; scavi di Pompei (Pompei, Na), 9-19.30, 9-19.30; parco archeologico di Cuma (Pozzuoli, Na), 9-19.20, 9-19.20; Anfiteatro Flavio di Pozzuoli (Pozzuoli, Na), 9-19.20, 9-19.20; scavi di Oplontis (Torre Annunziata, Na), 8.30-19.30, 8.30-19.30; parco archeologico di Elea-Velia (Ascea, Sa), 9-un’ora prima del tramonto, 9-un’ora prima del tramonto; museo archeologico nazionale di Eboli e della media valle del Sele (Eboli, Sa), 8.30-16, 8.30-14; villa romana e antiquarium di Minori (Minori, Sa), 8-19.30, 8-19.30; museo archeologico della Valle del Sarno (Sarno, Sa), 8.30-22, 8.30-19; museo archeologico nazionale di Pontecagnano (Pontecagnano, Sa), 9-19.30, 9-19.30; museo archeologico nazionale e area archeologica di Paestum (Capaccio, Sa), 8.30-19.30, 8.30-19.30.

Il museo nazionale Etrusco “Pompeo Aria” e l’area archeologica di Marzabotto aperti a Ferragosto

EMILIA ROMAGNA Museo nazionale etrusco “Pompeo Aria” e area archeologica di Kainua (Marzabotto, Bo), chiuso, 11-18.30; museo archeologico nazionale di Ferrara (Ferrara), 9.30-17.30, 9.30-20.30; museo Archeologico nazionale di Sarsina (Sarsina, Fc), 8.30-13.30, 8.30-13.30; complesso monumentale della Pilotta – galleria nazionale, museo archeologico nazionale, teatro Farnese, biblioteca Palatina (Parma), 8.30-14, 8.30-14; area archeologica di Veleia (Lugagnano val d’Arda, Pc), 9-18.30, 9-18.30; villa romana di Russi (Russi, Ra), 9-19, 9-19.

Il foro di Aquileia

FRIULI VENEZIA GIULIA Museo archeologico nazionale di Aquileia (Aquileia, Ud), 15-19, 8.30-19.30; museo paleocristiano (Aquileia, Ud), 9-13; museo archeologico nazionale di Cividale del Friuli (Cividale, Ud), 9-14/15-19, 8.30-19.

Tumuli etruschi nella necropoli della Banditaccia a Cerveteri

Il Colosseo come lo vedono oggi milioni di visitatori da tutto il mondo

LAZIO Museo archeologico nazionale “G. Carettoni” e Area archeologica di Casinum (Cassino, Fr), 9-20, 9-20; museo archeologico nazionale di Formiae (Formia, Lt), 8.30-19.30, 8.30-19.30; comprensorio archeologico di Minturnae (Minturno, Lt), 8-20, 8-20; museo archeologico nazionale e area archeologica di Sperlonga (Sperlonga, Lt), 8.30-19.30, 8.30-19.30; antiquarium e area archeologica di Lucus feroniae (Capena, Rm), 8.30-19.30, 8.30-19.30; museo nazionale archeologico Cerite (Cerveteri, Rm), 8.30-19.30, 8.30-19.30; necropoli della Banditaccia (Cerveteri, Rm), 8.30-19.30, 8.30-19.30; museo nazionale archeologico (Civitavecchia, Rm), 8.30-19.30, 8.30-19.30; villa di Orazio (Licenza, Rm), apertura su prenotazione, 9-20; museo delle Navi Romane di Nemi (Nemi, Rm), 9-19, 9-19; museo archeologico nazionale di Palestrina e Santuario della Fortuna Primigenia (Palestrina, Rm), 9-20, 9-20; Pantheon (Roma), 8.30-19.30, 9-18; museo nazionale etrusco di Villa Giulia (Roma, Rm), 8.30-19.30, 8.30-19.30; museo nazionale preistorico ed etnografico “L. Pigorini” (Roma), 8-19, 8-19; Anfiteatro Flavio – Colosseo (Roma), 8.30-19.15, 8.30-19.15; Foro Romano e Palatino (Roma), 8.30-19.15, 8.30-19.15; terme di Caracalla (Roma), 9-14, 9-19; Palazzo Massimo – Museo nazionale Romano (Roma), chiuso, 9-19.45; Terme di Diocleziano – Museo nazionale Romano (Roma), chiuso, 9-19.30; Palazzo Altemps – Museo nazionale Romano (Roma), chiuso, 9-19.45; Crypta Balbi (Roma), chiuso, 9-19.45; parco archeologico dell’Appia antica -Tombe della via Latina (Roma), chiuso, 9-18.30; parco archeologico dell’Appia antica -Santa Maria Nova (Roma), chiuso, chiuso; parco archeologico dell’Appia antica – Mausoleo di Cecilia Metella (Roma), chiuso, 9-18.30; parco archeologico dell’Appia antica -Villa dei Quintili (Roma), chiuso, chiuso; parco archeologico dell’Appia antica -Antiquarium Lucrezia Romana (Roma), 9-15, 9-15; parco archeologico dell’Appia antica -Villa di Capo di Bove (Roma), 9-18.30, chiuso; scavi di Ostia antica (Roma), 8.30-18.15, 8.30-18.15; Santuario dell’Apollo a Portonaccio (Roma), 8-14, 8-14; Antiquarium di Pyrgi (Santa Marinella, Rm), 9-19, 9-19; area archeologica di Villa Adriana (Tivoli, Rm), 9-22.30, 9-19.30; area archeologica di Poggio Moscini (Bolsena, Vt), 8.30-19.30, 8.30-19.30; museo archeologico di Vulci (Canino, Vt), 8.30-19.30, 8.30-19.30; Forte Sangallo e museo archeologico dell’Agro Falisco (Civita Castellana, Vt), 9-19, 9-19; area archeologica Anfiteatro Romano e Mitreo (Sutri, Vt), 9-18, 9-18; museo archeologico nazionale (Tarquinia, Vt), 8.30-19.30, 8.30-19.30; necropoli dei Monterozzi di Tarquinia (Tarquinia, Vt), 8.30-19.30, 8.30-19.30; museo archeologico nazionale (Tuscania, Vt), 8.30-19.30, 8.30-19.30; museo nazionale Etrusco di Viterbo – Rocca Albornoz (Viterbo), 8.30-19.30, 8.30-19.30.

L’anfiteatro romano di Luni

LIGURIA  Museo archeologico di Chiavari (Chiavari, Ge), 9-14, 9-14; museo preistorico dei “Balzi Rossi” e area archeologica (Ventimiglia, Im), 9-19.30, 9-19.30; area archeologica di Albintimilium (Ventimiglia, Im), 13-19, 13-19; villa romana del Varignano (Porto Venere, Sp), 14-19, 14-19; museo archeologico nazionale di Luni e area archeologica (Ortonovo, Sp), 9-19.30, 9-19.30.

Una visione aerea della villa romana di Sirmione, nota come Grotte di Catullo

LOMBARDIA Parco nazionale delle Incisioni Rupestri di Capo di Ponte (Capo di Ponte, Bs), 8.30-19, 8.30-19; Mupre – Museo nazionale della Preistoria della Valle Camonica (Capo di Ponte, Bs), 14-18, 14-18; museo archeologico nazionale della Valle Camonica (Cividate Camuno, Bs), 8.30-13.45, 8.30-13.45; villa Romana e Antiquarium (Desenzano, Bs), 8.30-19.30, 8.30-19.30; grotte di Catullo (Sirmione, Bs), 8.30-19.30, 8.30-19.30; museo archeologico di Mantova (Mantova), 8.30-13.30, 8.30-13.30; area archeologica e Antiquarium di Castelseprio (Castelseprio, Va), 8.30-19, 9.30-18.30.

Testa guerriero da Numana (museo archeologico di Ancona)

MARCHE Museo archeologico nazionale delle Marche (Ancona), 8.30-19.30, 8.30-19.30; museo archeologico Statale (Arcevia, An), 13.30-19.30, 8.30-13.30; museo archeologico Statale di Numana (Numana, An), 8.15-19.15, 8.15-19.15; museo archeologico Statale (Ascoli Piceno), 8.30-19.30, 8.30-19.30; museo archeologico statale di Cingoli Moscosi (Cingoli, Mc), 13.30-19.30, 8.30-13.30.

Il teatro di Pietrabbondante

MOLISE Museo sannitico di Campobasso (Campobasso), 9.30-19, 9.30-19; anfiteatro romano (Larino, Cb), 8.30-13.30, 8.30-13.30; Museo della città e del territorio (Sepino, Cb), 9.30-19, 9.30-19; area archeologica di Altilia –Sepino (Sepino, Cb), 9-18, 9-18; museo archeologico di Santa Maria delle Monache Isernia), 8.15-13.45, 8.15-13.45; museo nazionale del Paleolitico d’Isernia (Isernia), 8-19, 8-19; area archeologica del santuario Italico e teatro sannitico Pietrabbondante, Is), 10-19, 10-19, museo archeologico di Venafro (Venafro, Is), 8-19, 8-19.

Area archeologica di Libarna

PIEMONTE Area archeologica di Libarna (Serravalle Scrivia, Al), 8.30-16.30, 8.30-16.30; area archeologica di Augusta Bagiennorum (Bene Vagienna, Cn), 8.30-18.30, 8.30-18.30; Musei Reali (Palazzo Reale, Armeria Reale, Museo archeologico, Galleria Sabauda) (Torino), 8.30-19.30, 8.30-19.30.

Il parco archeologico di Canne della Battaglia nel Comune di Barletta

PUGLIA Museo nazionale archeologico (Altamura, Ba), 8.30-19.30, 8.30-13.30; museo archeologico nazionale di Gioia del Colle (Gioia del Colle, Ba), 8.30-19.30, 14.30-19.30; parco archeologico di Monte Sannace (Gioia del Colle, Ba), 8.30-15, 8.30-15; museo nazionale archeologico Jatta (Ruvo di Puglia, Ba), 8.30-13.30, 8.30-13.30; parco archeologico di Canne della Battaglia (Barletta), 10-19, 10-19; museo nazionale e parco archeologico di Egnazia (Fasano, Br), museo: 8.30 -19.30, 8.30-19.30, parco: 8.30-19.15, 8.30-19.15; parco archeologico (Siponto, Fg), 12.30-21.30, 12.30-21.30; museo archeologico di Manfredonia (Manfredonia, Fg), 9-19.30, 9-19.30; museo nazionale archeologico di Taranto (Taranto), 8.30-19.30, 8.30-19.30.

Bronzetto al museo di Cagliari

SARDEGNA Museo archeologico nazionale (Cagliari), 9-20, 9-20; museo antiquarium di Porto Torres Porto Torres, Ss), 9-18, 9-18; museo archeologico ed etnografico “G. Sanna” (Sassari), 9-13, chiuso.

Il canopo di Dolciano al museo di Chiusi

TOSCANA Museo archeologico nazionale “Gaio Cilnio Mecenate” (Arezzo), 8.30-19.30, 8.30-19.30; museo archeologico nazionale (Firenze), 8.30-14, 8.30-19; museo archeologico nazionale di Cosa (Ansedonia, Gr), 10.15-21.30, 10.15-18.30; museo archeologico nazionale di Castiglioncello (Rosignano, Li), 17.30-20, 17.30-20; museo archeologico nazionale di Chiusi (Chiusi, Si), 9-23, 9-20; museo archeologico nazionale di Siena (Siena), 10-19, 10-19.

Tempietto del Clitunno

UMBRIA Tempietto sul Clitunno (Campello sul Clitunno, Pg), 12.15 -17.45, 8.15 -19.45; teatro romano e antiquarium di Gubbio (Gubbio, Pg), 10-19.30, 10-19.30; museo archeologico nazionale dell’Umbria (Perugia), 8.30-19.30, 8.30-19.30; ipogeo dei Volumni e necropoli del Palazzone (Ponte San Giovanni, Pg), 9-19, 9-19; museo archeologico nazionale (Spoleto, Pg), 9.30-19.30, 9.30-19.30; museo archeologico nazionale (Orvieto, Tr), 8.30-19.30, 8.30-19.30; necropoli del Crocifisso del Tufo (Orvieto, tr), 10-19, 10-19; area archeologica di Carsulae (Terni), 8.30-19.30, 8.30-19.30.

Sculture al museo archeologico nazionale Concordiese

VENETO Area archeologica della Cattedrale (Feltre, Bl), solo su prenotazione 10-13/16-19; museo nazionale Atestino (Este, Pd), 8.30-19.30, 8.30-19.30; museo archeologico nazionale di Adria (Adria, Ro), 8.30-19.30, 8.30-19.30; museo archeologico nazionale (Fratta Polesine, Ro), 8.30-19.30, 8.30-19.30; area archeologica di Piazza Cardinal Costantini (Concordia Sagittaria, Ve), 8.30-19, 8.30-19; museo archeologico nazionale concordiese (Portogruaro, Ve), 8.30-19.30, 8.30-19.30; museo archeologico di Altino (Quarto di Altino, Ve), 8.30-19.30, 8.30-19.30; museo archeologico di Venezia (Venezia), 10-19, 10-19.

Locride. Tre serate-evento in agosto al museo e parco Archeologico dell’antica Kaulon (Monasterace) con apertura serale, mostre e incontri

Il museo Archeologico nazionale dell’antica Kaulon annesso al parco Archeologico nel territorio di Monasterace (RC)

Estate 2017 speciale al museo Archeologico e parco Archeologico dell’antica Kaulon – Monasterace (Reggio Calabria) con aperture serali ed eventi. “Anche il museo dell’antica Kaulon, ricadente nel comune di Monasterace (Reggio Calabria)”, spiega Rossella Agostino, direttore del museo Archeologico e parco Archeologico dell’antica Kaulon, che ha disposto alcune prestigiose iniziative, “aderisce al piano di valorizzazione programmato dal MiBACT finalizzato ad un prolungamento di apertura serale dei musei statali non autonomi che fanno riferimento ai Poli museali. Un’iniziativa che permette orari prolungati per le visite a musei e luoghi di cultura in un periodo, quello estivo appunto,  maggiormente frequentato dai turisti”. Si inizia il 10  agosto 2017 con il prolungamento dell’apertura serale dalle 20 alle 23, e la mostra “Il castello di Monasterace. Dal Restauro la Storia” in collaborazione con  il dipartimento PAU, Università Mediterranea di Reggio Calabria, il Comune di Monasterace e la cooperativa ViviKaulon- Servizi aggiuntivi museo di Kaulon. Una settimana dopo, il 18 agosto 2017, prolungamento apertura serale dalle 20 alle 23, con la mostra “La Moda ha una storia da raccontare” a cura di  Digi. Art e  cooperativa ViviKaulon – Servizi aggiuntivi museo di Kaulon. Infine il 22 agosto 2017, con il prolungamento dell’apertura serale dalle 20 alle 23, il museo di Kaulon allestisce un nuovo spazio per le testimonianze numismatiche con conversazione a cura di Giorgia Gargano, Ispettore onorario ai beni numismatici della Calabria.

Gli archeologi e gli studenti della scuola di specializzazione di Oristano hanno scoperto nel golfo di Hammamet, in Tunisia, le tracce della Colonia Iulia Neapolis, una delle più importanti città romane d’Africa, sprofondata nel mare nel IV sec. d.C. per un terremoto

Visione area del sito archeologico di Colonia Iulia Neapolis, nel golfo di Hammamet in Tunisia, con una parte sulla costa e una parte sprofondata nel mare

Le terme romane della Neapolis sulla costa occidentale della Sardegna

Da Oristano in Sardegna ad Hammamet in Tunisia. Da Santa Maria di Nabui, nel golfo di Oristano, a Nabeul di Cap Bon, vicino a Tunisi. Per un unico comun denominatore: Nesiotikà, la Scuola di specializzazione in Beni archeologici di Oristano, e una Neapolis. Quella sulla costa occidentale sarda, città prima sotto controllo fenicio-punico e poi romano, descritta da Plinio come una delle più importanti città della Sardegna, era stata studiata dalla seconda metà del Novecento, quella nord-africana – nota come Colonia Iulia Neapolis – è stata scoperta (ma sarebbe più corretto dire che ne è stata certificata la sua struttura urbanistica) nella IX missione archeologica sardo-magrebina, conclusasi nei giorni scorsi, coordinata dai professori Raimondo Zucca e Pier Giorgio Spanu e dal prof. Mounir Fantar, responsabile archeologo dell’area della Tunisia del Nord Est, e riservata agli studenti di Nesiotikà. E verso la seconda metà di agosto è programmata una decima missione volta ad approfondire alcune aspetti della scoperta, ma soprattutto le ragioni per cui questo pezzo della città di Neapolis sarebbe rimasto sommerso dall’acqua. Parteciperanno dunque anche archeosismologi e geomorfologi subacquei. La IX campagna si è svolta nell’ambito dell’accordo quadro siglato nel 2009 tra l’Institut National du Patrimoine di Tunisi e l’università di Sassari e ha coinvolto quattro specializzandi della sede di Oristano oltre ad alcuni studenti tunisini. I settori di intervento hanno riguardato un’area terrestre, con la conclusione dei saggi di scavo iniziati nel 2016 e la realizzazione di piccoli saggi di verifica della cronologia degli atria con fontane della Nympharum Domus e del cardo orientale della domus e un’area marina con l’indagine delle strutture sommerse attraverso sonar a scansione laterale (side scan sonar) e immagini fotografiche e video tramite GoPro. E, ancora, la verifica dell’esistenza di strutture portuali sommerse nell’area di Beni Khiar-Mammoura, eventualmente riferibili alla fase successiva alla sommersione nel IV secolo d.C. delle Usines de Salaisons e del porto neapolitano.

Ricostruzione dell stabilimento per la produzione di garum a Colonia Iulia Neapolis

Archeologi subacquei al lavoro nella parte sommersa di Neapolis

Neapolis sarebbe stata fondata nel V secolo a.C.: di qui sono passati i fenici, i cartaginesi e anche i romani., quando raggiunse l’estensione di 60 ettari. Quella che oggi è stata scoperta copre un’area di 20 ettari: lunga un chilometro e larga 200 metri. Antiche strade e vecchi edifici si trovano a 5 metri di profondità e sono suddivisi in isolati, realizzati quasi geometricamente, di 71 metri per 35,5. Sprofondata per effetto di un terremoto nel IV sec. d.C., Neapolis si presenta integra, quasi identica alla città descritta nel IV secolo dopo Cristo. Nell’800 si conosceva la localizzazione di Neapolis, ma gli scavi veri e propri sono iniziati nel 1965, in occasione della costruzione di un hotel. I primi ritrovamenti riguardano un’antica domus con mosaici e un vecchio stabilimento per la produzione del garum, la salsa di pesce. La missione sarda inizia nel 2009 quando, dopo aver studiato la Neapolis sarda di fronte al golfo di Oristano, il professor Zucca proponeva di studiare anche la gemella e omonima città africana. I rilievi anche subacquei e aerei eseguiti nel corso della missione appena conclusa hanno permesso di completare la planimetria della città sommersa che rappresenta circa un terzo dell’intera Colonia Iulia Neapolis.

Archeologi puliscono i mosaici nella parte terrestre della Colonia Iulia Neapolis

“La porzione di Neapolis individuata nelle precedenti missioni e ben documentata”, spiegano gli archeologi Raimondo Zucca e Pier Giorgio Spanu del Dipartimento di Storia, Scienze dell’uomo e della Formazione dell’università di Sassari e il professor Mounir Fantar, dell’Institut national du patrimoine (Inp) di Tunisi, “potrebbe essere definita la zona industriale della già ben nota Colonia Iulia Neapolis, ed è caratterizzata dalla presenza di un gran numero di vasche dove si procedeva alla salagione di grandi quantità di pesce (in particolare sardine ma anche piccoli tonni) che poi venivano sistemate all’interno di anfore di terracotta, caricate sulle navi e esportate in vari paesi del Mediterraneo”. Ma non è tutto. Nel corso della IX missione è stato scoperto tra le rovine della città di terraferma un interessante frammento di una lastra calcarea utilizzata per una iscrizione plateale, che ha permesso di individuare quello che potrebbe essere il 27.mo foro romano (il quarto in Africa) con il suo tempio dedicato a Giove Capitolino, la sua Curia e la sua Basilica giudiziaria.