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La Rassegna internazionale del cinema archeologico di Rovereto porta i film in Sicilia nella prima edizione di “Percorsi nel Cinema archeologico” di Castellammare del Golfo (Tp) dal titolo “La Sicilia dai Fenici ai Greci ai Romani”

A Castellammare del Golfo (Tp) la prima edizione di “Percorsi nel Cinema archeologico”

Il tema scelto per la prima edizione della rassegna siciliana “Percorsi nel Cinema archeologico” a Castellammare del Golfo, in provincia di Trapani, è ambizioso e intrigante: “La Sicilia dai Fenici ai Greci ai Romani. Storia e identità di un’isola nel cuore del mediterraneo”. La manifestazione, organizzata dall’associazione SiciliAntica, rientra nel programma di promozione del film archeologico curata dalla Rassegna internazionale del Cinema archeologico di Rovereto. Il team della Rassegna roveretana in queste settimane è in piena attività per la selezione dei documentari più interessanti e nuovi da inserire nel programma che sarà proposto al pubblico dal 2 al 6 ottobre 2018. Moltissime le iscrizioni arrivate da tutto il mondo per partecipare al concorso. Ma in questo periodo di lavoro “dietro le quinte”, l’opera di divulgazione e di valorizzazione del patrimonio culturale attraverso il cinema prosegue con una serie di istituzioni illustri che ne richiedono la collaborazione. I film proposti nei programmi sono selezionati dallo staff della Fondazione attingendo al ricco archivio (oltre 4000 film) dell’Istituzione.

L’archeologo roveretano Paolo Orsi “protagonista” della prima edizione di “Percorsi nel cinema archeologico” a Castellammare del Golfo

Dopo gli appuntamenti di Belgrado dal 22 al 29 marzo 2018 con la XIX Rassegna internazionale del Cinema archeologico di Belgrado, realizzata in collaborazione con il museo nazionale e l’Istituto italiano di Cultura della capitale serba; e di Torino il 29 maggio 2018 con i XVII Incontri con il Cinema archeologico 2018 su “Le Grandi Civiltà del Mediterraneo”, organizzati dall’associazione Amici del Museo di Antichità di Torino (vedi https://archeologiavocidalpassato.wordpress.com/2018/05/27/alle-grandi-civilta-del-mediterraneo-e-dedicata-la-17-ma-edizione-degli-incontri-con-il-cinema-archeologico-con-otto-film-selezionati-dalla-rassegna-internazionale/). La Rassegna roveretana, l’8 e il 9 giugno 2018, sbarca in Sicilia, a Castellammare del Golfo (Tp) per la prima edizione della manifestazione “Percorsi nel Cinema Archeologico”. “Oltre a un’occasione di valorizzazione del proprio patrimonio cinematografico”, spiegano alla fondazione Museo civico di Rovereto, “tali eventi sono significativi perché testimoniano una solida rete di collaborazioni in Italia e all’estero, elementi che contraddistinguono una delle manifestazioni di punta promosse dal Museo Civico, non solo per la città di Rovereto ma anche per pubblici ed esperti a livello nazionale”.

Il castello arabo-normanno di Castellammare del Golfo sede dei Percorsi nel Cinema archeologico

Appuntamento dunque venerdì 8 e sabato 9 giugno 2018 al castello arabo-normanno di Castellammare del Golfo. Si inizia venerdì 8 alle 16.30 con i saluti delle autorità. Intervengono Gianfranco Turano, presidente della sezione di Castellammare dell’associazione SiciliAntica; Simona Modeo, presidente regionale di SiciliAntica; Giovanni Laezza, presidente della fondazione Museo civico di Rovereto; Alessandra Cattoi, direttore della fondazione Mcr. Seguirà la presentazione dei filmati in programma a cura di Maurizio Battisti della fondazione Mcr. I filmati, tutti dell’archivio della fondazione Mcr, sono stati selezionati da Barbara Maurina. Il coordinamento delle edizioni italiane e delle traduzioni è a cura di Claudia Beretta, mentre le edizioni video sono della Sirio Film. Nel pomeriggio di venerdì 8 sono in cartellone tre film: “Paolo Orsi, una vita per l’archeologia” di C. Pacher (1990), “Siracusa 3D reborn” di F. Gabellone (2013), e “Agrigentum, storia e archeologia della città romana” di M. Corrieri e GC. Sanfilippo (2015). Le proiezioni riprendono sabato 9 giugno, sempre alle 16.30. In programma: “Oltre Selinunte” di S. Cuccia (2006), “Alla ricerca di Segesta” di S. Scerrino (1996), “Mozia Terra Fenicia” di A. Lesi (2010).

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Alle “grandi civiltà del Mediterraneo” è dedicata la 17.ma edizione degli “Incontri con il Cinema Archeologico” con otto film selezionati dalla rassegna internazionale del cinema archeologico di Rovereto

La locandina della 17.ma edizione di “Incontri con il Cinema archeologico” a Torino

Otto film dall’archivio della Fondazione Museo Civico di Rovereto per la 17.ma edizione degli “Incontri con il Cinema Archeologico”, quest’anno dedicata a “Le grandi civiltà del Mediterraneo”, manifestazione che fa parte del circuito degli eventi legati alla Rassegna Internazionale del Cinema Archeologico di Rovereto, organizzata dall’associazione Amici del Museo di Antichità di Torino onlus. Coordinamento delle edizioni italiane e delle traduzioni a cura di Claudia Beretta. Selezione e programma a cura di Barbara Maurina. Edizioni video Sirio Film Trento. Appuntamento martedì 29 maggio 2018 nella sala conferenze della GAM Galleria Civica d’Arte Moderna in via Magenta a Torino. Si inizia alle 15 con il film “Cipro 10mila anni di cultura e civiltà” di Paschalis Papapetrou (Cipro, 2004; 34’). Cipro, piccolo paese, possiede un vasto numero di monumenti e di siti archeologici, di chiese e di castelli: un patrimonio culturale che risale fino a 10mila anni fa. Autentico crocevia del Mediterraneo, l’isola vanta numerosi siti Patrimonio Mondiale Unesco, dal Neolitico all’età bizantina. Alle 15.40, presentazione degli “Incontri” con Pier Luigi Foglia, presidente dell’associazione Amici del Museo di Antichità, e Barbara Maurina, responsabile scientifico della Rassegna Internazionale del Cinema Archeologico di Rovereto.

Ugarit, in Siria, dove fu scoperto nel 1928 il primo sistema alfabetico

L’Auriga di Mozia nel nuovo allestimento finanziato da Nuova Banca

Alle 16.15, “Ugarit un’impronta nella storia dell’umanità” di Valerie Girié e Lionel Pouliquen (Francia, 2007; 52′). La Siria ebbe un ruolo fondamentale durante l’età del Bronzo. La scrittura, ideata dai Sumeri, venne rielaborata dai Siriani del nord alla metà del II millennio a.C.: essi crearono il primo sistema alfabetico, scoperto nel 1928 a Ugarit, antica capitale del regno allo sbocco del Mediterraneo. Alle 17.20, “Siracusa 3D reborn” di Francesco Gabellone (Italia, 2013; 26′). Fondata dai Corinzi nel 733 a.C., Siracusa fu una delle più potenti pòleis: dal 2005 è Sito Patrimonio dell’Unesco. Un progetto di archeologia virtuale, curato dall’Ibam-Cnr e Arcadia University, ne ha permesso la sua affascinante ricostruzione digitale globale. Alle 17.45, “Mozia terra fenicia” di Antonio Lesi (Italia, 2012; 23′). L’isola di Mozia, di fronte a Marsala, fu sede di una fiorente città fenicia dall’VIII al IV sec. a.C. Dal 2003 una missione dell’università di Roma La Sapienza sta portando alla luce il suo passato: ecco il santuario del Kothon, la Porta Sud, il Tofet e la statua del “Giovane di Mozia”. Alle 18.20, “Carlo Alberto archeologo in Sardegna” di Gabriella Pantò e Marco Cima (Italia, 2018; 11′). Creato in occasione della mostra torinese al Museo di Antichità, aperta da marzo a novembre 2018, illustra un aspetto inedito del noto re sabaudo. Carlo Alberto infatti partecipò a scavi in Sardegna tra 1829 e 1843, portando a Torino bronzi e vasi in ceramica. Alle 18.35, “Selinunte citta’ tra due fiumi” di Alessandra Ragusa e Antonino Pirrotta (Italia, 2015; 22′). Selinunte è uno dei più suggestivi siti archeologici del mondo. Fondata da coloni Dori Megaresi su di un promontorio tra due valli, ebbe vita breve ma splendida. Il suo intreccio di arte, mitologia e culti ci è rivelato attraverso la ricostruzione in 3D della sua sfarzosa acropoli.

“L’alba degli etruschi. Aspetti e testimonianze della cultura villanoviana” di Corrado Re

Alle 20.45, “L’alba degli etruschi. Aspetti e testimonianze della cultura villanoviana” di Corrado Re (Italia, 2014; 26′). La civiltà Villanoviana caratterizza il panorama archeologico di buona parte d’Italia, dalla Campania alla Pianura Padana nella prima età del Ferro, fra IX e VII sec. a.C. Questo mondo è esemplificato dai reperti nei musei dell’Emilia-Romagna. Alle 21.45, “Tesori in cambio di armi” di Tristan Chytroschek (Germania, 2014; 51′). Il commercio di antichi tesori d’arte finanzia la guerra e la violenza, secondo quanto riferito da Interpol e FBI. Ma da dove vengono questi tesori? Mentre in Afghanistan vengono depredate alcune tombe in un tempio buddista, la città siriana di Palmira viene sistematicamente saccheggiata.

Il prezioso Codice Romano-Carratelli con 99 acquerelli sul sistema difensivo della Calabria Ultra alla fine del Cinquecento in mostra al museo Archeologico nazionale di Locri per la Notte dei Musei. La Regione ha chiesto sia inserito nel patrimonio Unesco

Un acquerello del Codice Romano-Carratelli con illustrato un dettaglio del sistema difensivo della Calabria Ultra

La locandina dell’evento a Locri per la Notte dei Musei 2018

Sono 99 acquerelli con città fortificate e castelli, insieme agli apprestamento difensivi della Calabria Ulteriore, o Calabria greca, che corrisponde all’area centro-meridionale della regione e che dal 1147 costituì una unità amministrativa prima del Regno di Sicilia, poi del Regno di Napoli e, infine, solo per poche settimane, del Regno delle Due Sicilie. Queste preziose raffigurazioni della fine del XVI secolo costituiscono il Codice Romano-Carratelli che sabato 19 maggio 2018, alle 19, in occasione della  Notte dei Musei promossa dal MiBACT, sarà presentato al parco Archeologico nazionale di Locri, dalla sezione di Locri dell’ArcheoClub d’Italia in collaborazione con il museo Archeologico nazionale di Locri. L’opera rimarrà poi in mostra fino al 19 giugno 2018. Il Codice Romano-Carratelli è un manoscritto in folio in cui sono raffigurati oppidum, castelli, sistemi difensivi della Calabria Ultra con riferimenti specifici al territorio della province di Reggio Calabria, Crotone e Vibo Valentia. Il Codice è di proprietà del Fondo della Biblioteca privata della famiglia Romano-Carratelli ed è vincolato dal ministero dei Beni Culturali con decreto n.165. La Regione Calabria ha già proposto e avviato il procedimento burocratico affinché il manoscritto, vista l’alta valenza storiografica e culturale, venga inserito come bene del patrimonio Unesco. L’atteso evento, frutto di una proficua collaborazione fra il museo Archeologico nazionale di Locri e l’ArcheoClub di Locri che mira alla valorizzazione del patrimonio storico-archeologico locrese, sarà aperto dai saluti di Rossella Agostino, direttore del museo e parco Archeologico nazionale di Locri, del presidente dell’ArcheoClub Nicola Monteleone e dell’on. Domenico Romano-Carratelli, cui seguiranno gli interventi di Simonetta Conti e di Giuseppe Macrì socio della Deputazione di Storia Patria per la Calabria.

La descrizione di una torre difensiva dal Codice Romano-Carratelli

L’avv. Domenico Romano-Carratelli

La città fortificata di Tropea dal Codice Romano-Carratelli

Il Codice è di proprietà dell’avv. Domenico Romano-Carratelli, appartenente a una antica famiglia calabrese, politico con incarichi nazionali, regionali e locali, ma anche noto bibliofilo la cui passione lo ha portato a fondare a Vibo Valentia l’Accademia dei Bibliofili Calabresi “G.Barrio”. Il manoscritto, in ottimo stato di conservazione, si compone – come si diceva – di 99 fogli di carta di grande qualità con filigrana in chiara evidenza e numerose figure acquerellate, tracciate con colori naturali, di fattura pregevole, quasi tutti accompagnati da un testo illustrativo in elegante grafia cancelleresca dell’epoca facilmente leggibile. L’opera è estremamente interessante perché rappresenta e illustra il problema della difesa della zona costiera di Calabria Ultra attraverso la raffigurazione delle sue città fortificate, dei suoi castelli, del suo territorio. In particolare vi vengono poi riportate le tipologie e le caratteristiche delle torri esistenti individuando altresì i luoghi ove era necessario la costruzione di nuove torri per le quali viene redatto il progetto e indicata la possibile spesa. La rappresentazione delle torri è corredata da note illustrative minuziose e descrittive dei luoghi, dei posti, delle distanze, delle tipologie costruttive, dei torrieri e dei cavallari oltre, talvolta, accenni ai Signori del posto, a chi ne aveva ordinato la costruzione nonché ai costruttori. Il Codice è il risultato di un lavoro lungo e difficile condotto in loco con grande professionalità e assoluta precisione e con riscontri di certa rispondenza sia per le notizie riportate sia per quanto riguarda la rappresentazione e la toponomastica dei luoghi. Per questi motivi viene considerato opera di un tecnico (ingegnere o architetto). È probabile che il Codice sia rimasto ignoto in quanto copia unica e secretata dal Governo Vicereale per motivi di sicurezza dello Stato. Il manoscritto, comunque, non contiene soltanto immagini di torri: notevolissime sono, infatti, le vedute panoramiche delle piazze militari più importanti (Reggio, Crotone, Tropea, Bagnara, ecc.) o di porzioni di territorio strategicamente ancora da difendere, a giudizio dell’anonimo estensore, con l’edificazione di ulteriori strutture torriere, per tutta una serie di indicazioni di altro tipo.

Primo maggio in Calabria all’insegna dell’archeologia: ecco parchi e musei aperti

Il parco archeologico di Capo Colonna a Crotone

Primo maggio in Calabria all’insegna dell’archeologia. Il Polo Museale della Calabria, diretto da Angela Acordon, comunica infatti che in occasione della festività del 1° maggio 2018 rimarranno aperti al pubblico i musei e le aree archeologiche statali di propria competenza: museo Archeologico nazionale di Amendolara (Cosenza), apertura al pubblico: lunedì 30 aprile e martedì 1° maggio; museo Archeologico nazionale “Vito Capialbi” di Vibo Valentia, apertura al pubblico: lunedì 30 aprile e martedì 1° maggio; museo Archeologico nazionale di Crotone, apertura al pubblico: lunedì 30 aprile e martedì 1° maggio; museo nazionale Archeologico della Sibaritide a Cassano all’Ionio (Cosenza), apertura al pubblico: lunedì 30 aprile e martedì 1° maggio; museo e parco Archeologico dell’antica Kaulon a Monasterace (Reggio Calabria), apertura al pubblico: lunedì 30 aprile e martedì 1° maggio; museo Archeologico Lametino a Lamezia Terme (Catanzaro), apertura al pubblico: lunedì 30 aprile e martedì 1° maggio; museo e parco Archeologico nazionale di Capo Colonna (Crotone), apertura al pubblico: lunedì 30 aprile e martedì 1° maggio; museo e parco Archeologico nazionale di Locri (Reggio Calabria), apertura al pubblico: lunedì 30 aprile e martedì 1° maggio; museo e parco Archeologico nazionale di Scolacium a  Roccelletta di Borgia (Catanzaro), apertura al pubblico: lunedì 30 aprile e martedì 1° maggio; museo Archeologico e antiquarium “Archeoderi” a Bova Marina (Reggio Calabria), apertura al pubblico: martedì 1° maggio, 17-18.30; museo Archeologico Metauros di Gioia Tauro (Reggio Calabria), apertura al pubblico: lunedì 30 aprile.

11 aprile 2018, prima Giornata nazionale del Mare, prevista dal nuovo codice della Nautica. Molti gli eventi promossi da scuole ed enti col sostegno del Mibact e dal museo Navigante. Ecco qualche esempio

La goletta Oloferne dell’associazione La Nave di Carta della Spezia (foto Paolo Maccione)

Il logo del museo Navigante nato nel dicembre 2017 mettendo in rete 58 musei italiani del Mare e della Marineria

C’è una nuova data da fissare sul calendario degli appassionati del mare, della marineria e della sua storia: è l’11 aprile. Lo ha stabilito il nuovo codice della Nautica, approvato dal Consiglio dei Ministri ed entrato in vigore a febbraio 2018, per tutte le scuole, con lo scopo di sviluppare la cultura del mare inteso come risorsa di valore culturale, scientifico, ricreativo ed economico. Perciò l’11 aprile 2018 sarà la prima “Giornata Nazionale del Mare”. E il museo Navigante con il patrocinio del MiBACT ha invitato i musei del Mare ad attivarsi per dare contenuti a questo evento. E la risposta è stata positiva. Da Nord a Sud. Vediamo qualcuno di questi eventi.

Museo della Laguna Sud a Chioggia

CHIOGGIA – Con il sostegno della Rete dei musei del Mare e della Marineria, il museo Civico e il museo Olivi di Chioggia partecipano alla Giornata del Mare offrendo un ingresso gratuito dal 12 al 22 aprile 2018 ai visitatori che si presenteranno con una propria foto scattata la sera dell’11 aprile al Palazzo Municipale, quando il palazzo sarà eccezionalmente illuminato di blu. Il Museo civico della Laguna sud San Francesco fuori le mura espone collezioni archeologiche ed etnografiche di ambito lagunare. Inaugurato nel 1997 e ospitato in un antico convento d’impianto trecentesco, si sviluppa su tre piani che ripercorrono la storia della città di Chioggia dall’epoca preromana ai nostri giorni. Peculiare il secondo piano, dedicato alla marineria e alla cantieristica locale.

PESARO – Il museo della Marineria “Washington Patrignani” di Pesaro aderisce all’iniziativa organizzando per la prima “Giornata del Mare” un seminario a più voci che tocca elementi materiali, sociali e simbolici che hanno rappresentato e rappresentano ancora caratteri significativi delle società marinare e di pesca ed in particolare delle pratiche di navigazione e di lavoro sul mare: gesti, simboli, riti e tradizioni della vita e del lavoro sul mare.

BRINDISI – La sezione di Brindisi della Lega Navale Italia e la Capitaneria di Porto, in occasione della prima “Giornata Nazionale del Mare” organizza un convegno introdotto dal presidente della LNI, Roberto Galasso; dal delegato regionale, Andrea Retucci; e dal Comandante della Capitaneria di Porto di Brindisi, Maurizio Minervino. I lavori iniziano alle 10: “Tutela dell’ecosistema marino”,  a cura del Tenente di Vascello (CP), Paola Gabrieli; 10.30: “Disciplina della navigazione nel porto nautico”, a cura del Tenente di Vascello (CP), Luca Reale; 11: “La microplastica negli oceani – il killer silenzioso dei pesci”, a cura di Elisabetta Vierucci dell’associazione di promozione sociale Flow – Love Life Ocean; 11.45: dibattito finale-

OTRANTO (Lecce) – La Lega Navale Italiana, sezione di Otranto, organizza mercoledì 11 aprile la “Giornata del Mare”. Appuntamento alle 9.30 al Castello Aragonese, per affrontare il tema “Marine e Loke Litter” e mira a sensibilizzare i partecipanti alle tematiche di tutela ambientale con particolare riferimento al mare.

TARANTO – Mercoledì 11 aprile nell’ambito della Giornata Nazionale del Mare e della cultura marina, alle 11, alla scuola sottufficiali della Marina Militare di Taranto, aula Fasan, seminario su “Il Mare si racconta”. Interverranno: Laura Tafaro, coordinatrice corso di laurea in Scienze e Gestione delle Attività Marittime; Nicolò Carnimeo, docente di Diritto della navigazione all’università di Bari e scrittore; Fabio Pozzo, giornalista e scrittore; Enrica Simonetti, giornalista e scrittrice; Clara Bianco, preside ITN Carnaro di Brindisi.

Il museo nazionale Archeologico della Sibaritide

CASSANO ALLO IONIO (Cosenza) – Nella prima edizione della Giornata Nazionale del Mare tante sono le attività e le iniziative in programma, dedicate a questa immensa distesa blu. La Giornata è anche dedicata a quanti, nel tempo, hanno affidato alle sue onde le tante speranze di vita, a chi ha trovato nelle sue acque sostentamento e lavoro. A chi semplicemente ancora oggi riesce a gioire nel guardarlo o a quanti lo degradano, inquinandolo. Questa giornata è interamente dedicata a lui, e alle tante attività ad esso connesse, oggi come in passato. Mercoledì 11 aprile 2018, il museo nazionale Archeologico della Sibaritide con una ricca programmazione celebrerà la prima edizione della Giornata nazionale del Mare. L’iniziativa “Sybaris e le sue rotte”, promossa dal Museo Navigante con il patrocinio del MiBACT, per farci vivere un’esperienza unica tra storia, cultura e sport, sarà presentata alle 9.30 da Adele Bonofiglio, direttrice del museo nazionale Archeologico della Sibaritide; Sigismondo Mangialardi, del Circolo Velico Lucano e da Alfonso Costanza, preside dell’Iis “N. Green – Falcone e Borsellino” di Corigliano Calabro (Cosenza). A seguire si terranno visite guidate, proiezioni video sulla navigazione e una simulazione di navigazione. Sarà possibile, infatti, simulare una suggestiva esperienza di navigazione grazie al TRIDENT una barca sicurissima ma allo stesso tempo performante, che sarà installata nello spazio antistante al museo. Il progetto è a cura dell’Ufficio Eventi del Museo congiuntamente ai volontari del Servizio Civile Nazionale e ai tirocinanti MiBACT della Regione Calabria. La giornata è aperta al pubblico con prenotazione obbligatoria.

La sede del museo Archeologico nazionale di Vibo Valentia

VIBO VALENTIA – Mercoledì 11 aprile 2018, alle 9.30, il museo Archeologico nazionale “Vito Capialbi” di Vibo Valentia, celebrerà con approfondimenti e iniziative collaterali la Giornata nazionale del mare promossa dal Museo Navigante con il patrocinio del MiBACT. La sua istituzione rientra nelle finalità di promozione conoscenza e valorizzazione del patrimonio storico, culturale, archeologico e artistico legato al mare. Fin dall’antichità il mare è stato il luogo privilegiato per la conoscenza e l’interazione tra le varie popolazioni del Mediterraneo; la sua promozione tende ad evidenziare lo sviluppo sociale ed economico-culturale del territorio. Interverranno: Elio Costa, sindaco della città di Vibo Valentia; Manfrida Gianfranco, presidente del circolo Velico; Carmine Gesualdo, comandante del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Cosenza; Giuseppe Laurenzano, G.M. della Capitaneria di Porto. Gli interventi saranno alternati da stacchi musicali eseguiti dagli studenti del Conservatorio Statale di Musica “F. Torrefranca” di Vibo Valentia. Inoltre sabato 14 aprile 2018, è prevista una seconda giornata sempre dedicata al mare, con un contest di poesie che porterà alla ribalta vari autori con chiara ispirazione al mare e a seguire intermezzi musicali eseguiti dagli studenti del Conservatorio. Chiuderà la giornata l’archeologa Paola Vivacqua con un intervento dal titolo Hipponion-Vibo Valentia: Tesori dal Mare. Il progetto è a cura dei tirocinanti MiBACT della Regione Calabria. L’iniziativa si avvale del contributo della Capitaneria di Porto di Vibo Valentia, del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Cosenza, dell’archeologa Paola Vivacqua, dell’associazione Fiori di Loto, del Circolo Velico “Santa Venere”, del sindaco di Vibo Valentia Elio Costa, del conservatorio statale di Musica “F. Torrefranca” di Vibo Valentia e dell’istituto alberghiero “Enrico Gagliardi” di Vibo Valentia.

SCARIO (Salerno) – Nella sala Canonica di Scario l’11 aprile, alle 10, per la “Giornata del Mare”, incontro organizzato in collaborazione tra l’istituto scolastico “Teodoro Gaza” e la Lega Navale Italiana sezione di Scario. L’evento vedrà la partecipazione del tenente di vascello Giovanni Paolo Arcangeli, comandante dell’ufficio circondariale Marittimo di Palinuro; e di Guido Villani, ricercatore dell’istituto di Chimica Biomolecolare del Cnr di Pozzuoli, biologo marino e fotosub. I saluti introduttivi saranno del sindaco del Comune di San Giovanni a Piro, l’avv. Ferdinando Palazzo, dell’assessore provinciale Pasquale Sorrentino e del dirigente scolastico dell’istituto “Teodoro Gaza” di San Giovanni a Piro, prof. Corrado Limongi. “L’iniziativa”, spiega il presidente della Lega Navale Italiana sezione di Scario, Vito D’Andrea, “è organizzata di concerto con la Capitaneria di porto presente sul territorio, per diffondere la conoscenza del mare, preservare le tradizioni marinaresche, oltre che valorizzare il patrimonio culturale, storico, letterario e artistico legato al mare. La scelta della data non è casuale. L’11 aprile ricade nell’anniversario di un tragico evento, il naufragio della super-petroliera Haven, avvenuto nel 1991 nel tratto di mare dinanzi alla città di Genova con conseguenze drammatiche, sia in termini di vite umane, sia per il disastro ecologico che ne derivò”.

NAPOLI – Il museo del Mare di Napoli aderisce all’iniziativa. L’11 Aprile 2018 alle 17 si celebra la Giornata nazionale del Mare. Con un seminario a più voci sul tema: “Gesti, simboli, riti e tradizioni della vita e del lavoro sul mare”. Intervengono: Raffaella Salvemini (Issm-Cnr), Maria Sirago (NavLab): “Gente di mare nel Golfo di Napoli”; Angela Procaccini (I.C. Regina Coeli – Napoli): “Il protocollo d’intesa dell’assessorato al lavoro del Comune di Napoli “la Scuola a Bordo”; Giuseppe Farace (giornalista, reporter): “Biodiversità del Mediterraneo”; Luigi Ombrato (Amici del Museo del Mare – Napoli): “Modello, restaurato della goletta di Baltimora del XIX sec. Oceano”. Presiede: Paola Avallone (Issm-Cnr Napoli). Seguirà un aperitivo.

TORRE DEL GRECO (Napoli) – L’11 aprile, alle 10, all’hotel Poseidon, la Lega Navale Italiana, sez. di Torre del Greco, sempre presente sul territorio e in particolare nel mondo scolastico, ha organizzato un incontro con gli studenti al quale interverranno i dirigenti di Capitaneria di Porto, la federazione italiana Vela, Legambiente Campania, museo della Marineria Torrese. La manifestazione è stata patrocinata dal Comune di Torre del Greco e dal MIUR Campania.

LA SPEZIA – La Spezia, città di mare per eccellenza, non poteva non celebrare la prima “Giornata nazionale del mare e della cultura marina” istituita dal nuovo codice della nautica con lo scopo di sviluppare la cultura del mare inteso come risorsa di valore culturale, scientifico, ricreativo ed economico. Per l’occasione Cna La Spezia e La Lega Navale Sezione della Spezia, con il patrocinio del Comune della Spezia organizzano attività didattiche e informative a favore di giovani. Alla manifestazione aderiscono: Comando Marittimo Nord, Guardia Costiera – Capitaneria di Porto, Autorità di Sistema Portuale, Camera di Commercio, Provveditorato agli Studi, Assonautica. Alle attività parteciperanno: museo Navale, CSSN La Spezia, WWF sezione della Spezia, Lega Navale Sezione della Spezia, Vela Tradizionale ASD, “Percorsi nel Blu”, Distretto Ligure delle Tecnologie Marine (DLTM), Assonautica, CNA, Circolo Velico la Spezia, Canottieri Velocior 1883, Life on the Sea Onlus, Museo Navigante, Cantiere della memoria, ITN Nazario Sauro. Programma a La Spezia. Appuntamento alle 9 al Terminal Crociere 1. Intervengono Genziana Giacomelli, assessore del Comune della Spezia; Giorgio Balestrero, presidente Lega Navale Italiana sez. La Spezia; C.V. Massimo Seno, comandante Capitaneria di Porto – Guardia Costiera; Erika Mioni: “Percorsi nel Blu e la Citizen Science: best practice nelle tecniche di monitoraggio costiero… per tutti”; Leonardo D’Imporzano del WWF sezione La Spezia: “Il mare e le microplastiche”; Federica Maggiani, presidente CNA; Giovanni Soldini racconta l’Oceano e dintorni. Dalle 9.30 alle 12.30, al Molo Italia, CSSN: laboratorio scientifico acustica subacquea su Nave IBIS. Dalle 9.30 alle 12.30, alla Passeggiata Morin: con Capitaneria di Porto – Guardia Costiera dimostrazione pratica delle principali tecniche antinquinamento con impiego mezzi navali della Guardia Costiera e mezzo navale Castalia. Dalle 9.30 alle 12.30, al Molo Catamarani Mooring Cats passeggiata Morin, laboratori. ASD Vela Tradizionale: laboratori arte marinaresca su Goletta Pandora; Lega Navale Italiana: Proviamo a Veleggiare?; Circolo Velico La Spezia: “Prova il simulatore di vela”; Canottieri Velocior 1883: Prova il coastal rowing; Nemo Sub: Il sottomarino rosso; Motorvela: Econavighiamo. Dalle 10 alle 16, al Terminal crociere 1, percorsi nel Blu LAB: “Workshop di monitoraggio costiero”. Visite guidate gratuite, alle 15 e alle 17, con Asso Nautica su Goletta Oloferne: museo Navigante e laboratori per bambini; alle 10, 15, 17: museo Tecnico Navale della Marina Militare. Programma a Lerici. Alle 10, gli studenti di incontrano il mare sulla Goletta Oloferne che saluta Lerici ed i suoi marinai; iniziativa promossa dal Comune di Lerici. Programma a Le Grazie. Alle 9, il Cantiere della Memoria incontra gli studenti delle Grazie nella sala affrescata dell’ex Convento degli Olivetani: Proiezione video sui Maestri d’ascia.

GENOVA – Per festeggiare la giornata il Galata Museo del Mare dedica ai ragazzi un laboratorio speciale dalle 17 alle 18; offre per tutto il giorno e ai genovesi l’opportunità di visitare il Galata Open Air Museum – comprendente il Sommergibile S518 Nazario Sauro e la mostra Dialogo nel Buio – o il Galata Museo del Mare con biglietto speciale a 7 euro; ospita alle 17 la conferenza sul design nautico contemporaneo con i maggiori referenti del settore. Quest’ultima iniziativa è realizzata nell’ambito della collaborazione culturale con la mostra “Baglietto, un sogno sul mare”, curata da Emanuela Baglietto e visitabile fino al 1° maggio 2018 nella Sala delle Compere di Palazzo San Giorgio.

Studenti al museo del Mare di Marina di Varazze

VARAZZE (Savona) – L’11 aprile 2018 saranno numerose le attività che si svolgeranno in Marina di Varazze organizzate da associazioni ed enti quali: Varazze Club Nautico con il patrocinio della FIV, la Lega Navale Italiana – sezione di Varazze, il CEA (Centro Educazione all’Ambiente Comune di Varazze), l’Associazione Pesca Sportiva, il Museo del Mare con sede in Marina di Varazze,  i Sommozzatori di Marina di Varazze e i docenti dell’Istituto Comprensivo di Varazze e Celle, classi di I e II Media – sezione Blu e, per la scuola primaria, classi II A e II B. I ragazzi delle diverse classi si alterneranno in una serie di attività, dopo una prima visita al porto di Marina di Varazze, accompagnati da responsabili del Marina e delle realtà organizzatrici che spiegheranno il valore e il significato economico, culturale e turistico del centro portuale per l’intero territorio. Il ricco programma prevede: uscite in barca con iniziative di avviamento alla vela, visite al cantiere Alfa Servizi Nautici ex Baglietto, incontri con i pescatori locali per valutare insieme il pescato del giorno, laboratorio sulle qualità del pesce e la sua importanza per una corretta alimentazione, laboratorio con acciughe sotto sale. Si tratta, senz’altro, di una preziosa occasione per sensibilizzare i giovani sul valore e le preziose risorse di un Paese, come l’Italia, che può contare sull’immenso patrimonio offerto dai suoi circa 7500 km di coste affacciate sui mari più belli del mondo.

POZZALLO (Ragusa) – In occasione della “Giornata Nazionale del Mare”, mercoledì 11 aprile, nella sede della Lega Navale Italiana – sezione di  Pozzallo –  verrà presentato il progetto “viviAMO IL MARE”, realizzato dalla Lega Navale e dall’associazione culturale “Kairòs”.  L’evento, in collaborazione con la Guardia Costiera e patrocinato dal Comune di Pozzallo, ha l’obiettivo di sensibilizzare i ragazzi delle classi quinte della Scuola Primaria al rispetto e alla tutela dell’ambiente. Il Progetto “viviAMO IL MARE” si compone di tre moduli: il primo modulo è a livello solo didattico; il secondo modulo invece, vedrà i ragazzi delle scuole protagonisti attivi nella pulizia delle spiagge. Una regata  di zattere  costruite da ogni plesso con materiali di  riciclo,  disputata lungo il litorale raganzino, costituirà il terzo ed ultimo modulo del progetto.

CAPO D’ORLANDO (Messina) – In occasione della prima giornata nazionale del mare, il prossimo 11 aprile, il Porto Turistico di Capo d’Orlando ospiterà tre classi dell’istituto di istruzione superiore “Lucio Piccolo” di Capo d’Orlando per sensibilizzare gli studenti alla conoscenza, salvaguardia e difesa dell’ecosistema marino.
Obiettivo della “Giornata del mare” negli istituti scolastici è sviluppare la cultura del mare inteso come risorsa di grande valore culturale, scientifico, ricreativo ed economico. La giornata è stata organizzata con la collaborazione del comune di Capo d’Orlando, della Capitaneria di Porto e degli Enti attivi sul territorio: Legambiente Nebrodi, ISPRA, WWF Generazione Mare e Lega Navale Italiana. Il programma prevede un primo momento di incontro con il convegno dal titolo “Ti rifiuto ma ti riuso”, sul tema dell’inquinamento marino da plastica e sulla possibilità del riciclo e riuso creativo e un secondo momento dedicato alla pulizia manuale di un tratto di spiaggia adiacente al porto, finalizzato alla raccolta di materiale plastico e cartaceo, che sarà riutilizzato dagli stessi studenti che daranno sfogo alla loro creatività, ricavando nuovi oggetti dal materiale riciclato.

SIRACUSA – Per la “Giornata del Mare”, mercoledì 11 aprile 2018, dalle 9.15 – 12.30, nell’area marina protetta Plemmirio. Programma: saluti di Patrizia Maiorca, presidente Area Marina Protetta Plemmirio; in sala “Ferruzza-Romano”, “Il museo del mare di Siracusa e i graffiti di imbarcazioni siracusane”, interviene  Augusto Aliffi, presidente SirMuma;  “L’area Marina Protetta del Plemmirio, biologia e ambiente”, a cura di Gianfranco Mazza, responsabile servizio scientifico Area Marina  Protetta Plemmirio. In cortile consorzio Plemmirio, “I venti predominanti a Siracusa”,  a cura di Sebastiano Aliffi, SirMuma; “Nodi di uso più frequente”, a cura di Camillo Moncada, SirMuma; “La barca da pesca siracusana”, a cura di Augusto Aliffi, presidente SirMuma. L’attività prevista nel cortile del Consorzio Plemmirio verrà riproposta dalle 17 alle 19 al museo del Mare di Siracusa.

Tutto pronto per la prima edizione di Firenze Archeofilm, festival internazionale del cinema di archeologia arte ambiente, in programma a Firenze con la direzione artistica di Dario Di Blasi. Ricordo-omaggio di Folco Quilici

Dario Di Blasi, direttore artistico di Firenze Archeofilm

Il cinema La Compagnia a Firenze sede di Archeofilm

Il promo – che qui possiamo vedere -, realizzato da Fine Art, per tre giorni ha accompagnato i lavori di TourismA 2018 per lanciare la prima edizione di Firenze Archeofilm, festival internazionale del cinema di archeologia arte ambiente, in programma dal 14 al 18 marzo 2018 al cinema La Compagnia, in via Cavour 50r a Firenze, a un passo dal duomo di Santa Maria in Fiore. All’epoca di TourismA il programma definitivo non era ancora stato chiuso dal direttore artistico Dario Di Blasi, che per trent’anni è stata l’anima della Rassegna internazionale del cinema archeologico di Rovereto, ma già dal promo si poteva farsi un’idea della portata della nuova kermesse cinematografica: “Realizzata in meno di tre mesi. Quasi un’impresa”, ha più volte sottolineato il direttore artistico impegnato in questa nuova sfida. Ora, a meno di una settimana dal via, tutto è pronto per la prima edizione di Firenze Archeofilm, organizzato da Archeologia Viva (Giunti Editore) nell’ambito delle manifestazioni promosse da TourismA: una sessantina di film (molti doppiati, alcuni sottotitolati, altri in lingua originale) provenienti da una dozzina di Paesi, con proiezioni in tre fasce orarie: il mattino (9.30-12.45), il pomeriggio (15-19.15), la sera (20.45-23). “Firenze Archeofilm propone un programma che spazia dall’archeologia all’etnografia ai temi dell’ambiente e dell’arte”, spiega Di Blasi, “con due parole d’ordine: garanzia scientifica e spettacolarità. Capace, quindi, di accontentare lo spettatore più esigente”.  E continua: “Per questi tipi di film c’è una notevole produzione a livello mondiale alimentata dalla domanda dei network stranieri che propongono tali capolavori sulle reti nazionali. Da noi ciò non accade e un festival di questo tipo rappresenta un’opportunità unica per il pubblico italiano che voglia attingere a una corretta informazione tramite il cinema”.

Il film “Enquêtes archéologiques. Persépolis, le paradis perse / Indagini archeologiche. Persepoli, il paradiso persiano” di Angès Molia, Raphaël Licandro

Il film statunitense “Great Human Odyissey / La grande Odissea umana”

L’inaugurazione mercoledì 14 marzo 2018. Nella sezione del mattino, da segnalare “L’énigme du Grand Menhir / L’enigma del Gran Menhir” di Marie-Anne Sorba, Jean-Marc Cazenave (Francia, 2016; lingua: italiano, sottotitoli: inglese): fin dall’antichità, viaggiatori, poeti e scienziati hanno interpretato i megaliti neolitici sorti lungo le coste dell’Atlantico come soldati pietrificati, templi, altari o osservatori astronomici. Dopo diversi anni di scavi, l’archeologo Serge Cassen cerca di decifrare, anche grazie alla tecnologia digitale, i segni e i simboli incisi su queste pietre mille anni prima della nascita della scrittura in Medio Oriente. “Enquêtes archéologiques. Persépolis, le paradis perse / Indagini archeologiche. Persepoli, il paradiso persiano” di Angès Molia, Raphaël Licandro (Francia, 2017; lingua: italiano): Sugli altopiani iraniani si trova la culla di una delle più grandi civiltà di costruttori dell’antichità: i Persiani. Qui hanno edificato un capolavoro di architettura: Persepoli. Fino a oggi, si pensava che il sito si limitasse alla sua terrazza imponente, utilizzata dai re persiani solo qualche mese all’anno. Ma le recenti scoperte rivelano uno scenario completamente diverso, quello di una città tra le più ricche del mondo antico: un Eden tra le montagne persiane. Nel pomeriggio, “Mésopotamie, une civilisation oubliée / Mesopotamia, una civiltà dimenticata” di Yann Coquart (Francia, 2017; lingua: italiano): Lontana dalle principali spedizioni archeologiche del XX secolo per ragioni geopolitiche, la Mesopotamia settentrionale è il cuore dell’impero assiro. Per dieci anni, le porte di questo continente si sono gradualmente aperte e i più grandi archeologi del nostro tempo si sono affrettati a mappare, registrare, cercare, analizzare il territorio. Il film racconta un’incredibile avventura archeologica, tra passato e presente, in cui la conoscenza scientifica diventa una risposta alla barbarie. “Secret of Sakdrisi / Il segreto di Sakdrisi” di Toma Chagelishvili (Georgia, 2016; lingua: italiano, sottotitoli: inglese): Nel 2006, una spedizione tedesco-georgiana informò la comunità scientifica di aver fatto una scoperta sensazionale. Nella regione di Qvemo Qartli, in Georgia, era stata scoperta la più antica miniera d’oro al mondo, risalente all’incirca a 5500 anni fa. Il film racconta la storia di Sakdrisi – è stata una scoperta sensazionale oppure una menzogna su scala internazionale? – e come era il mondo 5500 anni… La sera, “Great human odyssey / La grande odissea umana” di Niobe Thompson (USA, 2016; lingua: Italiano): il film è uno spettacolare viaggio che segue le orme dei nostri antenati che dall’Africa, dove vivevano in piccoli e isolati gruppi, raggiunsero e popolarono rapidamente ogni angolo del pianeta. I nuovi dati scientifici ci portano alla scoperta delle capacità e delle tecnologie sviluppate da questi antichi grandi uomini per sopravvivere a climi e situazioni estreme… “Die Freitagsmoschee von Isfahan. Tausend Jahre Islamische Kunst / La moschea del Venerdì di Isfahan. Mille anni di cultura islamica” di Rudiger Lorenz, Faranak Djalali (Iran, 2016; lingua: italiano): la storia millenaria della grandiosa Moschea di Jamé di Isfahan, meglio nota come Moschea del Venerdì. Un viaggio nel cuore di questa città iraniana, alla scoperta di questo straordinario monumento e delle le varie culture che si sono intrecciate e succedute nei secoli.

“Les statues bougent à Alexandrie / Le statue di Alessandria si muovono” di Raymond Collet

Frame del film “La tomba di Gengis Khan, il segreto rivelato”

Giovedì 15 marzo 2018, seconda giornata, il mattino c’è un film in sardo “Sos Nuragicos” di Ennio Cosma Solinas (Alienie) (Italia, 2017; sottotitoli: italiano): documentario sulla civiltà nuragica in Sardegna, interpretato dagli alunni delle scuole elementari di Bonorva. La ricostruzione approssimativa della vita nuragica è realizzata interamente presso il Nuraghe di Santu Antine di Torralba (Sa). Il film è diviso in capitoli a seconda dei ruoli che gli uomini di quel periodo svolgevano per portare avanti la loro società, i riti e le abitudini. “Les statues bougent à Alexandrie / Le statue di Alessandria si muovono” di Raymond Collet (Egitto, 2016; lingua: italiano): ad Alessandria le statue si muovono. E anche gli obelischi… I Tolemei, che hanno governato l’Egitto in età ellenistica, le hanno fatte scolpire per decorare la loro nuova capitale. In seguito, queste pietre millenarie hanno viaggiato fino a Roma, Londra e New York, dove si trovano attualmente. In età moderna sono state commissionate statue in marmo e in bronzo a Parigi e ad Atene per decorare le piazze di Alessandria. Anche queste statue sono comparse, scomparse e riapparse nel corso della storia della città. Nel pomeriggio, “Marly, le chateau disparu du Roi Soleil / Marly, il castello scomparso del Re Sole” di Laurent Marmol, Frédéric Lossignol (Francia, 2015; lingua: italiano): scavi archeologici effettuati nel 2015 nella tenuta di Marly, vicino a Versailles, hanno rivelato novità sulla storia di questa meraviglia architettonica. La residenza era il rifugio di Luigi XIV quando voleva trascorrere un po’ di tempo con la sua famiglia e i suoi amici, lontano dalla pompa di Versailles. A 300 anni dalla sua morte, questi scavi sono un’opportunità per scoprire la storia di questa residenza dall’architettura unica e per ripercorrere la vita privata del Re Sole. La sera, “La tombe de Gengis Khan, le secret dévoilé / La tomba di Gengis Khan, il segreto svelato” di Cédric Robion (Francia, 2016; lingua: italiano, sottotitoli: inglese): sin dal XIII secolo, generazioni di esploratori, scienziati e storici sono stati affascinati dal mistero archeologico della tomba di Gengis Khan, nascosta da qualche parte in Mongolia. Otto secoli dopo la sua morte, un team francese ha iniziato a studiare antichi testi segreti per scoprire le tracce dell’imperatore mongolo. Tutti gli indizi indicano una zona sacra in cui è vietato l’accesso ma il professor Giscard è stato in grado di penetrarla con un gruppo di scienziati per condurre un’indagine straordinaria.

“L’énigme du Grand Menhir / L’enigma del Gran Menhir” di Marie-Anne Sorba, Jean-Marc Cazenave

“Chambord, le chateau, le roi et l’architecte / Chambord, il castello, il re e l’architetto”

Terza giornata, venerdì 16 marzo 2018. Al mattino, “Eis Pegas / Alle Sorgenti” di Andrea Giannone (Italia, 2016; lingua: italiano e inglese, sottotitoli: italiano): l’assistente di Werner Herzog si sposta da Londra a Modica in Sicilia per effettuare dei sopralluoghi nella Cava Ispica, tra grotte, catacombe, affreschi bizantini e la natura rigogliosa del Parco Archeologico. La  giovane straniera proverà a illustrarne la storia, le bellezze naturali, le ricerche archeologiche, documenterà il lavoro di restauro compiuto sui reperti, studierà i riti religiosi legati alla tradizione, e sarà lentamente rapita dal mistero senza tempo della Cava. “Con gli occhi di un pellegrino. La via romanica delle Alpi” di Lucio Rosa (Italia, 2012; lingua: italiano): il XII secolo in Europa. L’appello del papa per la prima crociata fomenta un entusiasmo che colpisce e muove le masse. La meta era la Terra Santa. Uno degli itinerari più frequentati era quello che valicando le Alpi sul tracciato dell’antica Via Claudia Augusta raggiungeva Venezia per imbarcarsi verso la meta agognata. Lungo i percorsi medievali era sorta una concentrazione di ospizi e cappelle per la sosta e il ristoro dei pellegrini… Nel pomeriggio, “The killing of the basque whalers / L’assassinio dei balenieri baschi” di Eñaut Tolosa, Beñat Iturrioz (Paesi Baschi, 2016; lingua: italiano): nel 1615 tre baleniere basche giunsero presso la costa islandese. Sfortunatamente, al momento di andarsene, le barche affondarono e l’equipaggio rimase in Islanda, dove ben presto si crearono tensioni con i locali. “Le mystérieux volcan du Moyen-Âge / Il misterioso vulcano del Medioevo” di Pascal Guérin (Francia, 2017; lingua: italiano): il film mette in primo piano il lavoro minuzioso di ricerca, perseveranza, collaborazione e intuizione, degli scienziati che hanno dedicato tanti anni alla ricerca di questo misterioso vulcano. Questa scoperta sarebbe fondamentale per comprendere come le eruzioni vulcaniche, hanno trasformato il clima del pianeta e gli ecosistemi in cui viveva la società… La sera, “Chambord, le chateau, le roi et l’architecte / Chambord, il castello, il re e l’architetto” di Marc Jampolsky (Francia, 2015; lingua: italiano): Dal progetto di un casino di caccia immaginato dal giovane Francesco I, al capolavoro concepito da un anziano Leonardo da Vinci e avviato dal giovane monarca. Questo filmato è una stimolante indagine sul mistero del castello di Chambord, tra i più noti della Valle della Loira, in Francia: fino a oggi, solo poche erano le notizie relative alle sue origini e al significato della sua strana architettura…

“Archipelago” di Camilla Insom e Giulio Squillacciotti

“Le harem du pharaon soleil / L’harem del faraone del sole” di Richard Reitz

Sabato 17 marzo 2018, quarta giornata di proiezioni, apre con “A gigantic jigsaw puzzle: the epicurean inscription of Diogenes of Oinoanda / Un gigantesco puzzle: l’iscrizione epicurea di Diogene di Oinoanda” di Nazım Güveloglu (Turchia, 2012; lingua: inglese, turco; sottotitoli: italiano): l’antica città di Oinoanda conserva forse la più grande iscrizione filosofica del mondo antico. Prendendo le mosse dalla storia della ricerca su questa iscrizione, il film sviluppa la visione epicurea di concetti come piacere, felicità, amicizia, sogni e dèi. “Archipelago” di Camilla Insom, Giulio Squillacciotti (Italia/Iran, 2017; lingua: persiano, arabo; sottotitoli: italiano, inglese): grazie a un accesso eccezionale mai dato prima a una troupe straniera, il film racconta antichi miti, suoni, riti di esorcismo e spiriti. Nel Sud dell’Iran, su un gruppo di isole del Golfo Persico, uomini e spiriti convivono da secoli. La cultura e le tradizioni di queste isole sono il risultato dell’incontro tra l’Africa, i paesi Arabi e l’Iran, traducendosi in un insieme sincretico di credenze.Nel pomeriggio, “Le char chinois. A l’origine du premier empire / Carri cinesi. All’origine del primo impero” di Julia Clark (Inghilterra, 2017; lingua: italiano): Per più di mille anni i carri da guerra hanno imperversato sui campi di battaglia della Cina antica, simboli di una tecnica militare che qui si è sviluppata prima che nel resto del pianeta, e che ha contribuito a unificare la nazione cinese. Grazie alle più recenti scoperte archeologiche e alla ricostruzione di un carro, verificata attraverso alcuni testi antichi, scopriremo come i Cinesi hanno messo a punto tale sofisticato mezzo di combattimento. “Le harem du pharaon soleil / L’harem del faraone del sole” di Richard Reitz (Inghilterra, 2017; lingua: italiano): nel gennaio del 2011, mentre la regione del Cairo subiva gli attacchi della rivoluzione egiziana, l’università di Basilea realizzava due importanti scoperte nella Valle dei Re: una cripta contenente decine di corpi e una tomba fino a quel momento sconosciuta. Mentre gli archeologi e gli studiosi riflettono sull’identità dei resti contenuti in queste tombe, giungono a una conclusione stupefacente… La sera, “La Cité Interdite revelée / La Città Proibita rivelata” di Ian Bremner (Inghilterra, 2017; lingua: italiano): il documentario ci rivela la storia e i segreti della costruzione della Città Proibita a Pechino. Un palazzo che riflette l’ambizione politica del suo fondatore, l’imperatore Yongle della dinastia Ming, e le innovazioni tecnologiche dell’epoca.

Il manifesto della prima edizione di Firenze Archeofilm 2018

La kermesse fiorentina si chiude con un doveroso omaggio al grande documentarista, divulgatore scientifico, scrittore e ambientalista, Folco Quilici, scomparso il 24 febbraio 2018

Domenica 18 marzo 2018, giornata finale con le premiazioni dei film più apprezzati. Al mattino, fuori concorso, “Nemi il mistero sommerso del lago” di Massimo My (Italia, 2004; lingua: italiano, sottotitoli: inglese): . Nel pomeriggio, sempre fuori concorso, “La fortuna degli Etruschi” di Marzia Marzolla, Matteo Bardelli (Italia, 2017; lingua: italiano); “Palermo arabo-normanna” di Eugenio Farioli Vecchioli, Maura Calefati (Italia, 2018; lingua: italiano); “I pozzi cantanti” di Alfredo e Angelo Castiglioni (Italia, 2009; lingua: italiano). Quindi si procede con la cerimonia di premiazione che apre con l’assegnazione del premio “Firenze Archeofilm” al film più votato dal pubblico. Quindi il premio “Università di Firenze”, votato da una giuria composta da tre docenti dell’ateneo: Fabio Martini (Storia, Archeologia, Geografia, Arte e Spettacolo), Silvia Pezzoli (Scienze della comunicazione), Federico Pierotti (Storia del cinema); e il premio “Museo e Istituto Fiorentino di Preistoria” al miglior film di archeologia preistorica indicato da una giuria composta da tre archeologi del museo: Fabio Martini, Domenico Lo Vetro, Silvia Casciarri. Chiude il premio “WebAward” al film che più ha saputo coniugare l’intento didattico con quello divulgativo e ha presentato la scoperta o lo studio archeologico come parte del tessuto storico e sociale di una comunità scelto da una giuria di archeoblogger. Firenze Archeofilm chiude alle 17.30 con l’intervento di Brand Quilici per un doveroso omaggio a Folco Quilici, grande documentarista, divulgatore scientifico, scrittore e ambientalista, scomparso il 24 febbraio 2018. Sarò proiettato il film “L’impero di marmo” di Folco Quilici (Italia, 2004; lingua: italiano): affascinante documentario che narra dei cacciatori di marmi alla ricerca dei vecchi giacimenti della pietra che riluce che rese splendida Roma. Folco Quilici realizza con la sua consueta abilità narrativa un racconto archeologico che ha come protagonista il marmo policromo,quel materiale meraviglioso che caratterizzò tutte le costruzioni del mondo romano dal I al III secolo e che ispirò poi il Rinascimento italiano.

TourismA 2018. Il cavallo di Troia? Una clamorosa fake news dell’antichità. L’archeologo navale Tiboni: “Omero non ha mai scritto di un cavallo. Ilio fu vinta con l’inganno: ma entro le sue mura fu fatta penetrare una nave di tipo fenicio nota come hippos”

L’archeologo navale Francesco Tiboni e il direttore Piero Pruneti sul palco di Tourisma 2018. Alle loro spalle la copertina del libro “La guerra di Troia. Un inganno venuto dal mare” (foto Graziano Tavan)

Il cavallo di Troia? Una clamorosa fake news dell’antichità. Una bugia con le gambe lunghe come quelle di un… cavallo. Francesco Tiboni, archeologo navale di NavLab Laboratorio di Storia navale dell’università di Genova, ne è convinto perché – ribadisce – “Omero non ha mai scritto di un cavallo”. E a due anni dalle prime comunicazioni (vedi https://archeologiavocidalpassato.wordpress.com/2016/06/24/miti-sfatati-il-cavallo-di-troia-era-una-nave-lhippos-fenicio-larcheologo-navale-rilegge-omero-e-i-relitti-antichi-e-smaschera-lequivoco-millenario-dovuto-al-traduttore-antico-alloscuro-de/), seguite da contributi più articolati e da un libro, “La guerra di Troia. Un inganno venuto dal mare” (Edizioni Storia e Studi sociali, 2017), il mondo accademico comincia a recepire la “novità” che smantella un episodio entrato nell’immaginario collettivo da più di due millenni. “E questo per me è un grande risultato”, commenta soddisfatto Tiboni dal palco di TourismA 2018, salone di archeologia e turismo culturale, a Firenze dal 16 al 18 febbraio 2018. Proprio a TourismA l’archeologo navale ha ripercorso le tappe filologiche della sua ricerca partendo proprio dal suo recente saggio dove ha esaminato uno degli episodi più noti della guerra di Troia, l’inganno del cavallo di legno, analizzandolo da un punto di vista archeologico, storico e filologico, allo scopo di chiarire come una vicenda che per i contemporanei di Omero era estremamente chiara nella propria evidenza, nel tempo possa essere stata fraintesa e decontestualizzata. Avvalendosi degli strumenti dell’archeologia navale, attraverso l’analisi delle parole, delle immagini e dei relitti, l’autore giunge a proporre una precisa collocazione dell’episodio che pose fine alla guerra di Troia all’interno di un quadro tematico ben definito, quello appunto della dimensione navale del mondo mediterraneo prearcaico.

Disegno con la ricostruzione di un hippos, imbarcazione fenicia

“Sono un archeologo navale”, ha puntualizzato subito, “e quindi ho voluto approfondire gli aspetti della navigazione nel Mediterraneo tra la tarda età del Bronzo, cioè quello corrispondente alla guerra di Troia, e la prima età del Ferro, periodo in cui sono stati scritti i poemi omerici. È proprio in questi secoli che tra le navi che solcavano le acque del Mediterraneo c’era un’imbarcazione fenicia molto diffusa e nota col nome di hippos, così chiamata perché aveva la polena a testa di cavallo, imbarcazioni con le quali sarebbe stata circumnavigata addirittura l’Africa”. Le fonti antiche citano la nave hippos in più occasioni. Strabone la ricorda come una nave mercantile fenicia. Sofocle (Andromeda, fr. 2, Apud Athenaeum, XI, 64): “su hippoi o su piccole navi navighi verso terra?”. Trifiodoro (184-5): “dopo aver pregato la glaucopide figlia di Zeus (Atena, ndr), si precipitano al mercantile hippos”. Ma forse la citazione più interessante, spiega Tiboni, è quella contenuta in Plinio il Vecchio (Naturalis Historiae, VII, 57) che afferma: “Hippo di Tiro inventò l’oneraria”. “Quando Plinio scrive – siamo nel I sec. d.C. – la tradizione di queste navi  si è ormai persa nel corso dei secoli. Sappiamo che nel Levante non è riscontrato il nome Hippo. Quindi il nome della nave oneraria, hippos, si fonde con le sue origini fenice, la città di Tiro, e in Plinio diventa un nome proprio: Hippo di Tiro. Ma, al di là della “sovrapposizione-contrazione” delle notizie, abbiamo la conferma che l’hippos era una nave fenicia”.

L’archeologo navale Francesco Tiboni

Ma quello che per Tiboni è fondamentale è che Omero, nel descrivere l’inganno del cavallo, usa sempre una terminologia navale. Odissea (IV, 708-9): “Dimmi araldo, perché mio figlio solca il mare a bordo delle navi che sono gli hippoi del mare?”; (XI, 523): “Quando ci imbarcammo sull’hippos, che Epeo costruì, noi fiore degli Argivi, e tutto da me dipendeva, aprire il solido inganno e richiuderlo”. E ancora (VIII, 487-520): “Dicci del dourateous hippos che Epeo costruì con Atena”. Per Tiboni questo è un passo importante perché si associa hippos all’aggettivo dourateous, che rimanda al termine dourata, cioè alle tavole del fasciame che compongono una imbarcazione. “Quindi non stiamo parlando di un cavallo di legno, come per secoli è stato tradotto (per legno Omero avrebbe usato un’altra parola), ma di una nave. E a ribadire il concetto più che Epeo, del quale si sa essere stato un pugile e un discobolo, è l’intervento divino di Atena che in epoca omerica era la protettrice dei maestri d’ascia”.

Esempi di pittura vascolare con il “cavallo di Troia” mostrati da Tiboni a TourismA 2018 (foto Graziano Tavan)

Ma allora come è nata la bufala del “cavallo” di Troia? “Già i greci parlano del cavallo perché avevano perso la nozione della nave fenicia”, spiega Tiboni. “Comunque le rappresentazioni dell’inganno di Troia sono abbastanza scarne. Ne conosciamo solo 37, e non sembrano riferirsi a una tipologia precisa.  Esemplare in questo senso le scene vascolari: i vasai riproducevano l’episodio su informazioni che avevano letto o tramandate oralmente, e quindi ognuno lo interpretava alla sua maniera. L’idea del cavallo di legno si rafforza in periodo romano dopo aver letto – superficialmente e frettolosamente – Virgilio che in realtà nell’Eneide (II, 16, 112, 186, 234-237) nel narrare dell’inganno, descrive non un cavallo ma un’imbarcazione e le diverse fasi della sua costruzione che in antico partiva dal fasciame e poi passava allo scheletro”. Scrive Virgilio: “Ne intessono le murate con tavole di abete… già sorgeva il cavallo fatto di travi d’acero”, che è la prima sequenza: la realizzazione del fasciame in legno di abete o di acero. Segue la costruzione dello scheletro in legno di quercia (“Così intessuto di travi di quercia”). Ma anche la descrizione dell’introduzione del cavallo in Troia è illuminante. Sempre Virgilio: “Separiamo le mura e apriamo le fortificazione della città. Ognuno dà una mano a sottoporre rulli scorrevoli al cavallo a legare al suo collo lunghe funi”. Chiarisce Tiboni: “Quindi non si abbattono le mura: si aprono le porte. E l’uso dei rulli è quello tipico per la messa in secca delle navi, ben decritto da Tacito”. Ma ormai la fake news era stata confezionata. Il “cavallo di legno” di Virgilio viene ripreso e reso immortale da Giambattista Tiepolo nel Settecento per giungere senza colpo ferire ai nostri giorni nel film “Troy”, colossal epico del 2004 diretto da Wolfgang Petersen.

Tiboni mostra i rilievi assiri con la rappresentazione di un hippos trascinato dentro la città facendolo scorrere su grandi rulli (foto Graziano Tavan)

Cosa successe veramente davanti alle mura di Troia? “Per capire la valenza dell’inganno”, fa sapere l’archeologo navale, “dobbiamo aver ben presente cosa succedeva tremila anni fa quando si giungeva alla fine di un conflitto: la parte perdente doveva pagare il tributo alle divinità vincitrici. Spesso lo si faceva offrendo alla città vincente una nave carica di merci preziose”. I greci in dieci lunghi anni lontano dai loro regni non erano riusciti ad avere la meglio sulla città tra lo Scamandro e il Simoenta. Le grandi mura, che la tradizione vuole realizzate da Poseidone e Apollo, avevano retto a ogni assalto. Non rimaneva che la resa. E il pagamento del tributo. “Ma quale nave era più adatta?”, si chiede Tiboni. “Considerando le rivalità interne tra i greci, è facile pensare che nessuno voleva che una propria nave diventasse il simbolo disonorevole della resa. E così si scelse una nave non greca, un hippo fenicio, che fu avvicinato alle mura facendolo scivolare su grandi rulli”. Un rilievo dal palazzo del re assiro Assurbanipal a Ninive del VII sec. a.C. ci fa capire bene come avveniva il tributo ai vincitori con il trascinamento sui rulli di un hippo, agganciato alla testa di cavallo, dentro la città. “Come possiamo immaginare”, riprende Tiboni, “l’operazione era piuttosto laboriosa e richiedeva molto tempo, durante il quale le monumentali porte della città rimanevano spalancate. Quindi non ci fu l’abbattimento delle mura, con l’ingresso di un manipolo di greci nella pancia del cavallo: avrebbero fatto ben poco”. Ma con le porte spalancate e, si può supporre, le guardie distratte dai festeggiamenti di ringraziamento agli dei per la fine della guerra e il pagamento del tributo, l’irruzione dei greci dentro le mura di Ilio fu un gioco da ragazzi. “L’inganno del cavallo di legno aveva raggiunto lo scopo: la presa di Troia. Un inganno venuto dal mare, a bordo di una nave fenicia”.