Al Castello del Buonconsiglio di Trento la mostra “Sotto il cielo d’Egitto. Un capolavoro ritrovato di Francesco Hayez” che richiama la seduzione di un mondo esotico e lontano

“Riposo durante la fuga in Egitto”, il capolavoro ritrovato di Francesco Hayez in mostra al Castello del Buonconsiglio a Trento

Non si tratta di una mostra di archeologia. Ma è una mostra che in qualche modo è “conseguenza” dell’archeologia o, meglio, dell’egittologia che in età moderna si declina anche nel filone dell’egittomania diffusasi in Europa dopo al spedizione di Napoleone in Egitto. Ecco dunque la mostra “Sotto il cielo d’Egitto. Un capolavoro ritrovato di Francesco Hayez”, curata da Emanuela Rollandini, e aperta fino al 24 febbraio 2019 al Castello del Buoncosiglio di Trento. Anche qui si parla di “scoperta” che nelle dinamiche è molto simile a un ritrovamento in un deposito museale. La mostra è infatti dedicata allo straordinario “Riposo durante la fuga in Egitto” realizzato nel 1831 da Francesco Hayez, il più grande interprete della pittura romantica in Italia. Recentemente rintracciato in collezione privata, è un dipinto rimasto celato agli sguardi del pubblico da quel lontano anno, quando lo si poté vedere a Milano, esposto alla frequentatissima rassegna dell’Accademia di Brera. Fu commissionato dal trentino Simone Consolati, mecenate e amatore delle belle arti, collezionista di opere contemporanee e di capolavori antichi. In particolare di quelli provenienti dal castello del Buonconsiglio, salvati dalla dispersione e riconsegnati dai suoi eredi, che legarono così il loro nome alla storia del museo. La pala di Hayez si pone al centro di una trama di rimandi, capaci di restituire la vivacità del contesto culturale trentino che, in età romantica, mantiene un costante legame con Milano, riconosciuta come la “novella Atene delle Arti”.

La maschera funeraria in foglia d’oro della collezione Taddeo Tonelli conservata al Castello del Buonconsiglio di Trento

Il tema del “Riposo durante la fuga in Egitto” richiama la seduzione di un mondo esotico e lontano, evocato in mostra dalla splendida maschera funeraria egizia in foglia d’oro della collezione Taddeo Tonelli (ufficiale dell’impero asburgico, il quale raccolse questi reperti nella prima metà dell’Ottocento e successivamente lì donò al municipio di Trento nel 1858), da piccole sculture di idoli e volumi illustrati. Hayez lo descrive in un paesaggio ricco di dettagli: la palma da dattero ombreggia il colosso di Ramsés II che affonda nella sabbia e nasconde in parte San Giuseppe che abbevera l’asino nelle acque del Nilo. Lontano, sullo sfondo, si intravedono le piramidi di Giza, un viale di arieti, templi e una coppia di obelischi che richiamano il complesso di Karnak. Al centro, gli assoluti protagonisti della scena: la Madre e il Bambino. Lui porge dei datteri in un gesto affettuoso, ma allo stesso tempo portatore di un significato simbolico: le foglie sono acuminate come spine e lasciano presagire il destino futuro. Una splendida pagina del cosiddetto “taccuino giallo” di Hayez, presente in mostra, è dedicata agli studi per questo nudo di bimbo, colto di spalle e di fronte, variamente atteggiato, in una sequenza progressiva che giunge, nella combinazione di distinti schizzi, in prossimità della postura definitiva. Ma quel tenerissimo nudo non incontrò la piena approvazione del committente e Hayez ci regala, nella bella pagina di una lettera, una riflessione che spiega il suo legame con la grande tradizione della pittura italiana: “d’altronde nelle chiese di Roma, di Venezia e di tutta Italia ne ho veduti parecchi di così nudi ed ho azzardato di farlo anch’io”.

La “Vergine Addolorata” di Francesco Hayez proveniente dal MAG di Riva del Garda

Nel percorso espositivo sarà affiancata da una quindicina di opere. In particolare la “Vergine Addolorata” proveniente dal MAG-Museo Alto Garda di Riva del Garda e la “Madonna con Bambino e devota” della Pinacoteca Tosio Martinengo di Brescia permettono di contestualizzare il dipinto entro una omogenea serie tematica, evidenziando la genialità e l’indiscussa modernità di Hayez anche nel genere sacro. Ma sono soprattutto gli inediti disegni preparatori di questi dipinti, individuati presso le collezioni dell’Accademia di Belle Arti di Brera, a farci entrare nello studio dell’artista, per seguire da vicino il momento segreto dell’elaborazione creativa. Nell’Anno Europeo del Patrimonio culturale, la mostra è l’occasione per raccontare la relazione virtuosa fra il museo, la soprintendenza per i Beni culturali della Provincia autonoma di Trento e i lungimiranti collezionisti, nonché gli enti prestatori, che operando in sinergia hanno dato forma a un condiviso progetto di tutela, ricerca e valorizzazione.

Annunci

Tag:, , , , , , , , ,

One response to “Al Castello del Buonconsiglio di Trento la mostra “Sotto il cielo d’Egitto. Un capolavoro ritrovato di Francesco Hayez” che richiama la seduzione di un mondo esotico e lontano”

  1. Italina Bacciga says :

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: