L’attesa è finita: sabato 1° dicembre Classis Ravenna – Museo della Città e del Terrirorio, scrigno della memoria del territorio, apre le porte nell’ex Zuccherificio, importante recupero di archeologia industriale. Oltre 600 reperti in 2600 metri quadrati

Classis Ravenna, il nuovo museo della Città e del Territorio, aperto nell’ex Zuccherificio

Il logo del nuovo museo Classis Ravenna

“Ci siamoooooo, l’attesissima data dell’inaugurazione è arrivata! Sabato 1° dicembre 2018 alle 10.30 si apriranno le porte di Classis Ravenna – Museo della Città e del Territorio”. Esultano alla Fondazione Ravenna Antica, cui il Comune ha demandato la realizzazione e la gestione del nuovo museo, insieme a quelle dell’Antico Porto, della Basilica di Sant’Apollinare e, nel cuore di Ravenna, della Domus dei Tappeti di Pietra, il museo TAMO e la Cripta Rasponi. E ne hanno ben donde. Gli spazi dell’ex Zuccherificio di Classe riprenderanno vita trovando una nuova funzione, come scrigno della memoria più importante della nostra città, punto culturale di riferimento per chiunque voglia conoscere compiutamente la storia di Ravenna, dai primi insediamenti alla civiltà etrusca, poi al ruolo importante della città in epoca romana quindi a Ravenna Capitale dell’Esarcato Bizantino. Sabato 1° dicembre 2018 è un importante appuntamento, molto atteso e rivolto a tutta la cittadinanza: una grande festa alla quale sono invitati a partecipare tutti i cittadini che potranno entrare gratuitamente dalle 10.30 alle 17 (ultimo ingresso alle 16.30). A partire da domenica 2 dicembre 2018, e tutti i giorni della settimana, il museo sarà aperto dalle 10 alle 18.

Dall’ex zuccherificio al nuovo museo, da area degradata a biglietto da visita di Ravenna

“Classis Ravenna sarà il punto di partenza necessario per ogni visita. Non solo alla contigua area archeologica dell’antico Porto di Classe, ma verso l’intera città”, annuncia Giuseppe Sassatelli, presidente della Fondazione Ravenna Antica. “Attraverso materiali archeologici il cui valore intrinseco viene esaltato dall’essere proposto in un’ottica unitaria, nonché supportato dai più moderni ausili tecnologici, qui si potranno rivivere tutti gli snodi principali della storia del territorio, dalla preistoria all’antichità romana, dalle fasi gota e bizantina all’alto Medio Evo”. Il museo Classis Ravenna rappresenta, a livello nazionale, il più importante intervento di recupero di archeologia industriale volto alla realizzazione di un contenitore culturale. E l’assessore alla Cultura, Elsa Signorino: “Classis Ravenna non sarà un semplice “contenitore di materiali”, ma sarà anche un attivo centro di ricerca e formazione di altissimo profilo. Qui ampi laboratori per lo studio e per il restauro consentiranno a docenti e studenti dell’Università di svolgere le loro attività nell’ambito dei loro percorsi formativi e di ricerca. Il nuovo museo permetterà la conoscenza e la valorizzazione dell’intero patrimonio storico archeologico del territorio attraverso un percorso espositivo innovativo, affascinante e rigoroso capace di coinvolgere e di emozionare i visitatori. Come tutti i musei contemporanei svilupperà una molteplicità di funzioni: attività espositiva, di studio e ricerca, laboratori didattici, laboratori di inclusione digitale per la sperimentazione di start-up innovative. Il tutto con una forte vocazione al territorio”.

Rendering dell’allestimento dell’ingresso del nuovo museo “Classis Ravenna”

L’archeologo Andrea Carandini, coordinatore del comitato scientifico del museo Classis Ravenna

Sotto le imponenti campate, l’area espositiva si svilupperà su 2600 metri quadrati. Tutto intorno, un’oasi verde di 150mila mq. “Da qui, si possono facilmente raggiungere altri gioielli ravennati. Innanzitutto la contigua Basilica di Sant’Apollinare, ma anche l’Antico Porto, gli scavi di San Severo e tutta la zona ambientale a sud di Classe, dalla pineta all’Ortazzo e l’Ortazzino oggetto”, anticipa il sindaco di Ravenna Michele de Pascale, di un progetto di riqualificazione, così come sta avvenendo per la stazione ferroviaria cresciuta a servizio dell’ex Zuccherificio”. La progettazione del nuovo Classis Ravenna è stata affidata all’architetto Andrea Mandara che ha operato al servizio di un comitato scientifico di assoluto prestigio, coordinato dal professor Andrea Carandini. La linea del tempo, che segna il percorso di visita a Classis Ravenna, avrà naturalmente negli oltre 600 reperti il perno della narrazione, che va dall’epoca preromana all’anno Mille. Alcune volte saranno elementi singoli di particolare valore e importanza ad avere il ruolo di protagonisti; altre volte saranno gruppi ampi di oggetti, come nel caso del porto di Classe, che può essere illustrato ampiamente grazie alle centinaia di reperti rinvenuti negli ultimi scavi. Gli oggetti della vita quotidiana (anfore, ceramiche, monete) troveranno uno spazio adeguato, accanto ai materiali più significativi dal punto di vista artistico (statue, mosaici ed altro). In questa maniera sarà possibile articolare un racconto che consideri tutte le sfere della comunità e le differenti fasce sociali presenti in città e nel territorio. Sulla linea del tempo si innestano alcune di “aree di approfondimento” su temi specifici, di grande interesse. Una particolare attenzione è dedicata agli apparati didattici e illustrativi, con ampio ricorso a ricostruzioni grafiche e tridimensionali, filmati, plastici e altri strumenti.

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  1. Italina Bacciga says :

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