Pompei. Gli scavi nella Regio V restituiscono la testa del fuggiasco e nuovi dati: il pompeiano non morì schiacciato da un blocco di pietra, ma asfissiato dai gas del Vesuvio

Il cantiere di scavo nella Regio V a Pompei ha restituito la testa del fuggiasco di cui si erano trovati il torace e gli arti

Il teschio del fuggiasco nei laboratori della soprintendenza

Aveva cercato di mettersi in salvo dalla furia eruttiva del Vesuvio con un piccolo tesoretto di monete che gli avrebbero permesso di rifarsi una vita lontano da Pompei. Non ci riuscì. Ma non trovò la morte schiacciato da un grosso blocco di pietra, bensì asfissiato dai gas venefici del flusso piroclastico. A distanza di poche settimane dalla scoperta dei resti di uno scheletro all’incrocio tra il vicolo delle Nozze d’Argento e il vicolo dei Balconi, il prosieguo delle ricerche hanno riportato alla luce la testa del fuggiasco, la prima delle vittime emerse nel cantiere dei nuovi scavi della Regio V a Pompei, facendo capire meglio le cause della morte dello sfortunato pompeiano. In una prima fase dello scavo sembrava che la porzione superiore del torace e il cranio, non ancora identificati, fossero stati tranciati e trascinati verso il basso da un blocco di pietra che aveva travolto la vittima: tale ipotesi preliminare nasceva dall’osservazione della posizione del masso rispetto al vuoto del corpo impresso nella cinerite (vedi https://archeologiavocidalpassato.wordpress.com/2018/06/07/pompei-gli-affreschi-dai-vividi-colori-della-domus-dei-delfini-il-vicolo-dei-balconi-il-giardino-con-i-calchi-delle-radici-degli-alberi-del-79-d-c-fino-alle-iscrizioni-elettorali-e-al-pompeiano-i/). I resti scheletrici individuati consistono nella parte superiore del torace, arti superiori , cranio e mandibola. Attualmente in corso di analisi, presentano alcune fratture la cui natura sarà verificata, in modo da poter ricostruire con maggiore accuratezza gli ultimi attimi di vita dell’uomo.

Gli archeologi puliscono il cranio del fuggiasco rinvenuto negli scavi della Regio V a Pompei

“Il prosieguo delle indagini”, spiegano gli archeologi, “laddove erano emersi i primi resti scheletrici, ha portato alla luce la parte superiore del corpo, ubicata a quote decisamente più basse rispetto agli arti inferiori. La ragione di tale anomalia stratigrafica va ricercata nella presenza, al di sotto del piano di giacitura del corpo, di un cunicolo, presumibilmente di epoca borbonica, il cui cedimento ha portato al collasso e allo scivolamento di parte della stratigrafia superiore, ma non del blocco litico, ancora inserito nella stratigrafia originaria. La morte non è stata quindi presumibilmente dovuta all’impatto del blocco litico, come ipotizzato in un primo momento, ma da probabile asfissia dovuta al flusso piroclastico”.

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2 responses to “Pompei. Gli scavi nella Regio V restituiscono la testa del fuggiasco e nuovi dati: il pompeiano non morì schiacciato da un blocco di pietra, ma asfissiato dai gas del Vesuvio”

  1. Italina Bacciga says :

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