“Gli architetti di Adriano. Diciannove secoli di interferenze”: l’eredità dell’imperatore Adriano nell’architettura moderna nell’incontro a Vicenza con Pier Federico Caliari a margine della mostra “David Chipperfield Architects Works 2018”

Veduta notturna del Canopo, uno dei monumenti più famosi di Villa Adriana a Tivoli

Locandina della mostra “David Chipperfield Architects Works 2018” a Vicenza

“Gli architetti di Adriano. Diciannove secoli di interferenze” è il tema proposto dagli “Incontri di Architettura” in Basilica Palladiana a Vicenza, promossi da Abacoarchitettura in collaborazione con prestigiosi atenei italiani ed europei, a latere della grande mostra dedicata all’architetto inglese David Chipperfield che racconta il lavoro dei suoi quattro studi di Londra, Berlino, Milano e Shanghai. “David Chipperfield Architects Works 2018”, promossa dal Comune di Vicenza, assessorato alla Crescita, in collaborazione con Abacoarchitettura e Ordine degli Architetti di Vicenza, sarà visitabile fino al 2 settembre 2018. Accanto alla visita agli oltre 20 modelli in scala che mostrano il processo creativo del grande architetto anglosassone nei suoi studi internazionali, gli “Incontri di Architettura” offrono l’opportunità di confrontarsi con lo sfaccettato ruolo che ricopre l’architetto nella società odierna, scandagliando i molteplici aspetti su cui il professionista è chiamato a misurarsi. Tra questi sicuramente il confronto con il passato, tanto più pressante quanto più attuale rimane la lezione che proviene dai grandi architetti dell’antichità. Un posto di rilievo va sicuramente ai progettisti della Villa Imperiale di Tivoli. A questo affascinante tema Pier Federico Caliari, professore associato al Dipartimento di Architettura e Studi Urbani del Politecnico di Milano, dedicherà l’incontro di sabato 16 giugno 2018 dalle 11 alle 13, nel Loggiato della Basilica Palladiana di Vicenza: due ore di approfondimento dedicate a tutto il pubblico. La partecipazione è libera.

Il Teatro Marittimo di villa Adriana a Tivoli

La Villa imperiale di Tivoli, uno dei più straordinari e per molti versi ancora misconosciuti paesaggi architettonici costruiti nell’antichità, è destinato a diventare dalla sua riscoperta umanistica a oggi l’epicentro di un “sisma iconico”, che ha generato la disseminazione dei suoi elementi costitutivi, fisici e tipologici, in tutto il mondo occidentale. Gli architetti di Adriano sono tutti coloro che si sono confrontati con la Villa e che ne hanno manipolato la forma per generare nuove architetture e nuovi scenari costruiti. Solo una cosa è rimasta nascosta ai pur attenti occhi di architetti eccezionali come Francesco di Giorgio Martini, Andrea Palladio, Antonio da Sangallo, Francesco Borromini, Guarino Guarini, John Soane e altri ancora: i tracciati ordinatori della composizione generale della Villa, parzialmente intuiti tra gli anni Trenta e Novanta del secolo scorso dall’architetto di D’Annunzio, Giancarlo Maroni al Vittoriale, da Giancarlo De Carlo a Urbino e da Richard Mayer a Los Angeles.

L’architetto Pier Federico Caliari

Pier Federico Caliari, architetto e dottore di ricerca in Architettura degli interni e Allestimento, è professore associato al Dipartimento di Architettura e Studi Urbani al Politecnico di Milano, dove insegna Progettazione di Grandi Mostre e Musealizzazioni e Architettura degli Interni e Allestimento. Nel 2003 è tra i fondatori del seminario internazionale di Museografia di Villa Adriana Piranesi-Prix de Rome, di cui ha curato tutte le quindici edizioni. È presidente dell’Accademia Adrianea di Architettura e Archeologia ed è curatore della Call Internazionale di Progettazione per la Grande Villa Adriana – Designing the Unesco Buffer Zone, attualmente in svolgimento. Per la stessa Accademia dirige il Master in Museografia, Architettura e Archeologia. Progettazione strategica e gestione innovativa del patrimonio archeologico.Ha curato e condotto workshop internazionali e tenuto conferenze in Cina, Egitto, Grecia, Germania, Spagna, Turchia, Stati Uniti e Italia. Ha pubblicato saggi e monografie tra cui: La Forma dell’Effimero (2000), Museografia. Teoria estetica e metodologia didattica (2003), Tractatus Logico Sintattico. La forma trasparente di Villa Adriana (2012) e Architettura per l’Archeologia. Museografia e Allestimento (2014) con L.B. Peressut. Studioso di Villa Adriana, ha elaborato la teoria polare-ipotattica dei tracciati regolatori che stanno alla base della composizione generale della Villa, riaprendo la querelle sulla genesi progettuale della stessa. Sta progettando la mostra “Hadrianus, Adriano, Hadrian”, sull’Architettura di Villa Adriana, programmata per luglio 2018.

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