“Il Castrum di Santo Stefano a Novi di Modena e il Vescovo di Reggio”: da villaggio perduto a bene vincolato. A Reggio Emilia seduta di studio sul sito di Novi di Modena

Disegno con la ricostruzione del primo castrum di Santo Stefano (X – XIII secolo)

Da villaggio perduto a bene vincolato. Le carte d’archivio nell’alto Medioevo lo ricordano come Vicus Longus e poi, a partire dal Mille, Santo Stefano, cioè come la pieve reggiana cui era soggetto. La millenaria storia del castrum medievale di Santo Stefano, a Novi di Modena, è la protagonista della seduta di studio, dal titolo “Il Castrum di Santo Stefano a Novi di Modena e il Vescovo di Reggio” che la sezione di Reggio Emilia della Deputazione di Storia Patria per le Antiche Provincie Modenesi terrà venerdì 8 giugno 2018 alle 16.30 nella sala conferenze della Cassa Padana, in via Emilia Santo Stefano 25-27, a Reggio Emilia. Le relazioni di Sara Campagnari, archeologa della soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara, e Mauro Librenti, dell’università Ca’ Foscari di Venezia, illustreranno le antiche vicende del castrum fatto costruire dal vescovo di Reggio, inquadrandolo nel fenomeno dell’incastellamento del territorio emiliano (vedi https://archeologiavocidalpassato.wordpress.com/2018/02/23/nella-campagna-tra-novi-di-modena-e-concordia-del-secchia-in-25-anni-di-ricerche-scoperto-e-salvato-dal-passaggio-di-unautostrada-un-castrum-villaggio-rurale-e-castello-altomedievale-ora-a/).

Ricostruzione della trasformazione del castrum in fortilizio signorile (XIII – XIV secolo)

Frequentata fin dall’epoca romana, l’area dove sorgeva il villaggio fa parte di un dosso fluviale generato da un paleoalveo del torrente Crostolo, posta oggi al confine tra Novi di Modena e Concordia sulla Secchia. Nelle fonti documentarie il villaggio è ricordato già a partire dall’841, in età carolingia. Su richiesta di Pietro, vescovo di Reggio (900 – 915) e proprietario di vari beni a Vicolongo, il re italico Berengario I concesse nel 911 il permesso di erigervi un castrum. Dopo la costruzione delle strutture difensive, il sito doveva mostrarsi come un piccolo gruppo di edifici protetti da un fossato, un terrapieno e una palizzata lignea. Nel 1287 il castrum – divenuto ormai un fortilizio signorile munito anche di torre, come suggeriscono i resti architettonici ritrovati – fu occupato e devastato da milizie mantovane e veronesi. Il castello fu però ricostruito, facendo ancora parlare di sé nei decenni successivi fino alla definitiva demolizione nella seconda metà del XIV secolo.

Placchetta in rame del XIII secolo, circolare decorata con racemi, probabilmente fissata all’abito a scopo ornamentale, simbolo della mostra (foto Roberto Macrì, Archivio fotografico SABAP-BO)

Il secolare oblio del castrum di Novi di Modena è stato interrotto da un lungo e complesso processo di ricerca sfociato nella recente emissione del vincolo archeologico. Ripetute ricognizioni di superficie, iniziate 27 anni fa, e sondaggi più approfonditi, propiziati nel 2011 dal progetto dell’Autostrada Regionale Cispadana, hanno non solo recuperato decine di reperti ceramici, metallici, numismatici, laterizi e lapidei, ma individuato in un areale di circa un ettaro, perfettamente visibile anche dalle foto aeree, un sito ad altissima potenzialità archeologica che sarà oggetto di future e approfondite ricerche.

Annunci

Tag:, , , , , ,

2 responses to ““Il Castrum di Santo Stefano a Novi di Modena e il Vescovo di Reggio”: da villaggio perduto a bene vincolato. A Reggio Emilia seduta di studio sul sito di Novi di Modena”

  1. Italina Bacciga says :

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: