“La distruzione del patrimonio culturale dell’Umanità”: giornata di studi a Udine promossa da università e fondazione Aquileia con Tim Slade, Paolo Matthiae e Antonio Zanardi Landi per fare il punto sulla devastazione del patrimonio culturale e sulle possibili vie da seguire per proteggere i beni culturali in aree di guerra come l’Iraq

La locandina del convegno di Udine “La distruzione del patrimonio culturale dell’Umanità”

Una giornata per fare il punto della situazione sulla distruzione della memoria dell’umanità attraverso la devastazione del patrimonio culturale e sulle possibili vie da seguire per proteggere i beni culturali in aree di guerra, evidenziando il contributo dato dall’Italia, in particolare in Iraq. La promuove il Dium (dipartimento Studi umanistici e del Patrimonio culturale dell’università di Udine) in collaborazione con la Fondazione Aquileia con il convegno aperto al pubblico “La distruzione del patrimonio culturale dell’Umanità” lunedì 21 maggio 2018 dalle 9 alle 17 in aula Pasolini, nella sede dell’ateneo friulano, in via Gemona 92 a Udine.

“Destruction of memory”, film di Tim Slade

Il programma della giornata prevede, alle 9, i saluti del rettore Alberto Felice De Toni, del direttore del Dium, Andrea Zannini, del presidente della Fondazione Aquileia, Antonio Zanardi Landi. Introduzione di Daniele Morandi Bonacossi: “Le ragioni di una giornata di studi sulla distruzione del patrimonio culturale e sul genocidio culturale”, poi dalle 9.40 alle 11, la proiezione del documentario “The Destruction of Memory” di Tim Slade. La guerra contro la cultura ha portato a esiti catastrofici nel secolo passato e non è finita, sta crescendo velocemente. In Siria e Iraq sono stati distrutti millenni di storia, singoli uomini hanno perso la vita per proteggere non solo altri esseri umani ma la nostra identità culturale, per proteggere la memoria delle nostre radici. Basato sul libro “The Destruction of Memory ” di Robert Bevan, il film non racconta solo le azioni di Daesh ma contiene interviste al Direttore generale dell’Unesco, al procuratore della Corte Internazionale per i Crimini di Guerra e a molti esperti internazionali e cerca di capire come siamo arrivati a questo punto.

L’archeologo Paolo Matthiae, scopritore di Ebla in Siria

Dopo il coffee break, alle 11.30, Tim Slade su “Making Memory”, Paolo Matthiae su “La tragedia del patrimonio culturale in Siria e Iraq: dal crimine contro l’identità al crimine contro l’umanità”, Marcello Flores su “Il genocidio culturale da Raphael Lemkin a oggi”. Nel pomeriggio, dalle 14.30, Serena Giusti: “Le implicazioni della securitizzazione del cultural heritage”, Antonio Zanardi Landi: “L’azione della Fondazione Aquileia per innalzare il livello di consapevolezza sulle attuali distruzioni del Patrimonio Culturale e della Memoria”, e poi Fabrizio Parrulli, su “Il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale e la Task Force Unite4Heritage”. Infine, dalle 16 alle 17, tavola rotonda moderata da Antonia Arslan, Daniele Morandi Bonacossi e Andrea Zannini.

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  1. Italina Bacciga says :

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