Pompei: entro fine mese aprono la Casa di Championnet e la Casa del Marinaio. L’annuncio del direttore generale Osanna alla VII Commissione del Senato in sopralluogo agli scavi per un bilancio dei lavori. Il direttore del Grande Progetto Pompei: “Dopo i restauri al via il piano strategico per lo sviluppo socio-economico con il coinvolgimento dei nove Comuni del parco archeologico di Pompei”

La Casa di Championnet a Pompei: restauri in via di ultimazione

La Casa del Marinaio a Pompei

Pompei regala al pubblico altre due domus: la Casa di Championnet e la Casa del Marinaio saranno aperte alle visite entro la fine del mese. Lo ha annunciato il direttore generale Massimo Osanna nel fare il punto della situazione alla VII Commissione del Senato in sopralluogo agli scavi giovedì 7 settembre 2017: “Dei 76 interventi finanziati dal Grande Progetto Pompei”, ha spiegato Osanna, “64 sono ad oggi conclusi,  mentre sono 9 in corso (e tra questi entro fine mese si apriranno al pubblico la Casa di Championnet e la Casa del Marinaio)  e solo 3 in attesa di avvio”.  La Casa di Championnet, ricordano le cronache, era stata scavata ancora dai Borboni nel 1799, nel 1812 e nel 1828. Conserva l’atrio con l’impluvio in marmo, e i mosaici pavimentali a schemi geometrici e a tessere colorate. Anche la Casa del Marinaio, così chiamata per il mosaico con sei prue di navi posto nell’ingresso, fu portata alla luce dai Borboni a partire dal 1871. “La domus”, spiegano gli archeologi della soprintendenza, “racchiude in sé aspetti tipici di una elegante e tradizionale casa di città con l’utilizzo di magazzini a carattere commerciale e produttivo, rappresentando per questo aspetto un unicum nel panorama pompeiano. L’edificio fu costruito alla fine del II sec. a.C. in un’area vicina al Foro che si alza verso nord-est. Per questo la casa è articolata su due livelli: a sud poggia su un alto terrazzamento riempito e livellato, mentre a nord si estende su alcuni ambienti voltati semi-ipogei con accesso dal vicolo dei locali soprastanti. I due piani sono raccordati da un giardino incassato, situato nell’angolo nord-ovest della domus. I principali ambienti dell’abitazione si aprono su un imponente atrio tuscanico decorato da apparati decorativi di Terzo stile con numerosi ed interessanti mosaici in bianco e nero. Nel corso del I sec. a.C. l’edificio venne ampliato verso oriente – concludono gli archeologi – con l’acquisizione di un’ala destinata ad ospitare un piccolo complesso termale, mentre nel I sec. d.C. tutti gli spazi del livello inferiore vennero riconvertiti a laboratorio di un panificio e messi in collegamento con i magazzini già esistenti, mentre venne ricavato, ad ovest, un secondo atrio per il settore servile”.

L’incontro della VII Commissione del Senato all’auditorium di Pompei

L’incontro con la VII Commissione (Istruzione pubblica, Beni culturali) del Senato, in visita al sito archeologico, per un aggiornamento sullo stato dei lavori del Grande Progetto Pompei (GPP) si è tenuto all’auditorium degli scavi di Pompei. Il tavolo di lavoro è stato presieduto dal presidente della VII Commissione, senatore Andrea Marcucci; dal direttore generale del Parco archeologico di Pompei, Massimo Osanna; dal direttore generale del Grande Progetto Pompei, generale Luigi Curatoli; e dal sottosegretario per i Beni e le attività culturali e per il turismo, on. Antimo Cesaro. Dopo il punto della situazione, la delegazione guidata da Osanna ha visitato l’Antiquarium degli scavi, il tempio di Venere, il Foro, il cantiere del complesso di Championnet, con la casa dei Mosaici geometrici, la casa di Sirico e dell’Orso Ferito  di recente apertura.

Il soprintendente Massimo Osanna tra gli affreschi della Casa di Sirico

La Casa dei Mosaici geometrici, una delle più grandi domus di Pompei, situata nella Regio VIII, così denominata per la ricca decorazione pavimentale con mosaici a tessere bianche e nere su motivi a labirinto e a scacchiera, è stata infatti riaperta al pubblico nel novembre 2016 al termine di importanti interventi di restauro (vedi: https://archeologiavocidalpassato.wordpress.com/2016/11/15/pompei-dopo-i-restauri-apre-al-pubblico-una-nuova-domus-la-casa-dei-mosaici-geometrici-una-delle-piu-grandi-della-citta-romana-una-superficie-di-3000-metri-quadrati-e-60-stanze-disposte-a-terrazze/): oltre sessanta stanze, frutto dell’unione di due abitazioni entrambe del III-I sec. a.C., rimodernata dopo il terremoto del 62 d.C.; copre una superficie di 3000 metri quadrati in una scenografica disposizione a terrazze panoramiche. Bisogna invece arrivare al marzo 2017 per la sistemazione e messa in sicurezza della viabilità principale della Regio VII, quella posta al centro dell’area archeologica, tra il Foro e la via Stabiana. Qui sono state aperte al pubblico la Casa dell’Orso ferito e la Casa di Sirico. Due esempi di domus riccamente decorate, con pavimenti a mosaico, fontane, affreschi e aree verdi.

La VII Commissione del Senato in sopralluogo agli scavi di Pompei

Il mosaico che ha dato il nome alla Casa dell’Orso ferito di Pompei

“Anni fa i dubbi sul futuro di Pompei erano tanti. Oggi è stata fatta tanta strada per  la  sua salvaguardia e la Commissione, che ha in tutti questi anni manifestato una costante e grande attenzione al sito, è stata qui per osservare direttamente i risultati raggiunti”, ha dichiarato il presidente Marcucci. “Il rilancio di Pompei, grazie all’impulso prima del Ministro Bray e poi dell’attuale Ministro per i beni, le attività culturali e il turismo Franceschini, è una partita che è vinta dall’Italia tutta, non è una vittoria di una sola parte politica”. E il sottosegretario Cesaro: “Prima Pompei era vista come un problema e non una opportunità per il Paese. Oggi si può guardare al sito come vanto, non solo in termini quantitativi per il crescente incremento di visitatori, ma anche qualitativi per l’ampia e valida offerta di visita al pubblico. Il ruolo della Commissione e del suo interessamento per il sito,  vuole  essere una presa d’atto di quanto finora realizzato, ma anche delle eventuali criticità ancora da risolvere e di come affrontarle in termini concreti, affinché Pompei possa essere volano di sviluppo di tutto il territorio, anche in termini di indotto e di occupazione. Si tratta di una sfida non più derogabile che la classe politica locale e nazionale è chiamata ad affrontare e vincere, per dare una speranza concreta alle tante giovani professionalità della Campania e di tutto il Mezzogiorno”. “Con il Grande Progetto Pompei ci si è finora dedicati al restauro degli apparati architettonici e  decorativi degli edifici dell’area archeologica di Pompei”, ha chiarito il direttore generale del Grande Progetto Pompei, generale Luigi Curatoli. “Ora siamo partiti anche sul fronte del piano strategico per lo sviluppo socio-economico della buffer zone, che include 9 Comuni a ridosso dell’area archeologica vesuviana. I contenuti del piano saranno condivisi con i sindaci dei Comuni, il sindaco della città metropolitana, la Regione e gli altri enti locali coinvolti e presentati al Comitato di gestione presieduto dal ministro Franceschini. Questa sfida, come quella sul  restauro archeologico, vede tutti coinvolti, politici, cittadini, funzionari di stato e avrà alla luce dei risultati finali e degli sforzi profusi, tutti vincitori o tutti vinti”. “Pompei – ha concluso Osanna – è ormai un laboratorio di restauro e conoscenza, cresciuto nell’ambito dei capillari interventi di messa in sicurezza e restauro anche del Grande Progetto Pompei, che hanno restituito al pubblico la fruizione di interi quartieri della città. Le mostre, gli eventi diurni e notturni di questi anni, hanno tra l’altro completato l’offerta culturale del sito archeologico. L’ impegno del ministero e dell’Unione Europea che hanno creduto nel Grande Progetto Pompei e nel lavoro di squadra di tanti professionisti è stato premiato dall’aumento costante e significativo in termini di visitatori”.

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  1. Italina Bacciga says :

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