Arona, sul lago Maggiore, ospita per tre mesi l’Arco di Palmira, riprodotto in scala. Nel settembre 2016 aveva intitolato il museo Archeologico all’archeologo-custode di Palmira, Khaled Asaad, trucidato dall’Isis

La riproduzione in scala ridotta dell’Arco di Palmira installato in piazza san Graziano ad Arona

L’archeologo Khaled Asaad, per decenni “custode” di Palmira, assassinato dai miliziani dell’Isis

Dopo Londra, Dubai, New York e Firenze, è arrivata ad Arona, sul lago Maggiore, la riproduzione in scala dell’Arco di Palmira, realizzata dalla Torart di Carrara nell’ambito del progetto “The Million Image Database” per la tutela e la salvaguardia del patrimonio culturale mondiale, promosso da The Institute for Digital Archaeology di Oxford. L’Arco di Palmira, simbolo del sito archeologico siriano distrutto dall’Isis, rivive per tre mesi ad Arona, in piazza San Graziano, davanti al museo archeologico intitolato a Kaled Al Asaad, l’archeologo-custode del sito assassinato dai terroristi islamici il 18 agosto 2015. L’Arco, realizzato dall’istituto oxfordiano, è identico a quello distrutto dall’Isis, solo più piccolo.  “La ricostruzione”, spiega il sindaco di Arona, Alberto Gusmeroli, “ha un valore storico ma anche simbolico. È la dimostrazione di come sia possibile ricostruire, grazie alle moderne tecnologie, qualcosa del passato che altrimenti andrebbe perso”.

Lo spettacolo di luci e musica ideato d Sebastiano Romano per l’Arco di Palmira

I figli di Khaled Asaad, Waled e Omar, presenti all’inaugurazione dell’Arco di Palmira in piazza ad Arona (foto Attilio Barlassina)

Prima della cerimonia di inaugurazione, il 29 aprile 2017, alla presenza di Waled e Omar al-Asaad, figli del grande archeologo siriano, c’è stato un ricordo di Khaled al-Asaad nella sala didattica del museo archeologico di Arona che l’11 settembre 2016 fu intitolato proprio a Khaled Asaad. Con Alexy Karenowska e Khaled Hiatlih, il direttore dell’IDA Roger Michel ha donato  al Comune di Arona un ritratto di Kaled che verrà esposto all’interno del museo. Nell’occasione è stato annunciato che con il Politecnico di Milano e l’Università Cattolica, coordinati dall’archeologo Paolo Lampugnani, inizierà una campagna di sondaggi e scavi alla Rocca di Arona. L’Arco di Palmira rimarrà ad Arona fino al 30 luglio e tutte le sere sarà possibile ammirare dalle 21 a mezzanotte uno spettacolo di luci e musica ideato dallo scenografo Sebastiano Romano.

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