La Via Emilia: ecco il ricco calendario di grandi mostre, presentazione di ricerche e scoperte archeologiche, ricostruzioni 3D, cyber archeoologia ed eventi per celebrare i 2200 anni dalla fondazione romana di Mutina, Parma e Regium Lepidi. Si inizia da Reggio Emilia, poi Parma e Modena, per finire a Bologna col Medioevo svelato

La passeggiata nella storia lungo la via Emilia comincia da Reggio Emilia, la romana Regium Lepidi, l’unica città della regione che conservi nel proprio nome il ricordo del suo fondatore, il console Marco Emilio Lepido, eponimo anche della via Aemilia. La mostra “Lo Scavo in Piazza. Una casa, una strada, una città” (dall’8 aprile al 3 settembre 2017) che documenta la storia di un quartiere suburbano, alla luce degli scavi archeologici in piazza Vittoria, ha aperto ufficialmente il ricco programma di eventi (mostre, ricostruzioni e di eventi, progettati per coinvolgere pubblici diversi) nell’ambito del progetto “2200 anni lungo la via Emilia” che vuole celebrare i 2200 anni dalla nascita romana di tre città: Mutina (Modena) e Parma divenute colonie nel 183 a. C. e Regium Lepidi (Reggio Emilia), istituita come forum negli stessi anni. E poi, con un ulteriore passo nel tempo e nello spazio lungo la stessa strada, l’approdo a Bologna, dove al centro dell’attenzione ci sarà il Medioevo emiliano – romagnolo. La via Emilia, dunque, come arteria unificante della regione che tuttora ne conserva il nome, arteria che diventa un itinerario per scoprirne la storia antica e gli aspetti che hanno contribuito a definire l’identità delle città e del territorio che collega. Le iniziative (come annunciato da archeologiavocidelpassato, vedi https://archeologiavocidalpassato.wordpress.com/2017/04/05/via-aemila-183-a-c-2017-2200-anni-dalla-fondazione-di-modena-e-parma-e-di-li-a-poco-di-reggio-con-un-unico-comun-denominatore-la-strada-voluta-dal-console-marco-emilio-lepido-che-ancor/) sono state presentate a Palazzo Venezia a Roma in un incontro al quale sono intervenuti Graziano Delrio, ministro delle Infrastrutture e dei trasporti; Maria Utili, dirigente della direzione generale Archeologia Belle arti e Paesaggio del Mibact; Edith Gabrielli, direttrice del Polo Museale del Lazio; Luigi Malnati, soprintendente Archeologia, Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara; Valeria Cicala, funzionaria istituto Beni artistici, culturali e naturali della Regione Emilia-Romagna; Gian Carlo Muzzarelli, sindaco di Modena; Federico Pizzarotti, sindaco di Parma; Raffaella Curioni, assessore a Educazione e Conoscenza del Comune di Reggio Emilia; Bruna Gambarelli, assessora a Cultura e Progetto nuove centralità culturali nelle periferie di Bologna; Francesca Piccinini, direttrice dei Musei Civici di Modena in rappresentanza del coordinamento del progetto “2200 anni lungo la Via Emilia”. Il programma, hanno ricordato gli intervenuti, intende non solo valorizzare le origini romane di Modena, Parma e Reggio Emilia, ma contestualizzarle nell’ambito del ruolo svolto fino ai nostri giorni dalla strada che le collega. Il ponte fra romanità e contemporaneità è rappresentato con linguaggi diversi che vanno dall’esposizione dei reperti agli incontri di approfondimento scientifico, dalla narrazione alla street art, dalla multimedialità al gioco in un susseguirsi di eventi che accompagneranno tutto il 2017. E allora vediamo un po’ meglio l’articolato calendario.

Le iniziative di Regium Lepidi

Il tracciato della Via Emilia ancora ben visibile in centro a Reggio Emilia (foto Carlo Vannini)

Come si diceva, si inizia da Reggio Emilia dove, tra 2017 e 2018, i musei Civici e la soprintendenza, prendendo il via dalle recenti scoperte archeologiche in città, propongono un articolato programma di mostre ed eventi destinati a valorizzare i primordi del fenomeno urbano in Emilia. La mostra “Lo Scavo in Piazza. Una casa, una strada, una città”, a Palazzo dei Musei di Reggio fino al 3 settembre, presenta i materiali provenienti dal recente scavo di piazza della Vittoria: i pavimenti a mosaico di una domus, una lucerna figurata, una selezione dei pezzi più notevoli del Tesoro romano-barbarico, un frammento di scuola antelamica attribuibile alla fabbrica del Duomo e decine di altri reperti (coppe, anelli, monete). “È qui che passa la cosiddetta Via obliqua”, spiegano gli organizzatori, “una strada di orientamento anomalo – in deroga al perfetto reticolo ortogonale della città romana incentrato sulla via Emilia – che inciderà sulla fisionomia urbana fino al pieno medioevo”. Con questi e altri reperti di epoca romana e medievale, emersi nei diversi interventi di restauro e riqualificazione di spazi pubblici ed edifici privati, la mostra illustra – con apparati innovativi – la storia e le trasformazioni avvenute nel quartiere urbano situato nel settore nord-occidentale dell’antica Regium Lepidi.

Full immersion nella Reggio romana con le installazioni multimediali di Francesco Forte

Dall’8 aprile 2017 il Palazzo dei Musei con la “Sala Regium Lepidi 3D” dà vita a un museo virtuale permanente all’insegna della Cyber Archeologia. Oggi come allora, immersi nell’architettura dell’antica Regium Lepidi, quando i romani ne percorrevano le strade in toga e calzari, si potrà vivere un’esperienza unica, che consente una full immersion nella città antica grazie a sofisticate apparecchiature all’avanguardia come i caschi immersivi Oculus Rift, le postazioni olografiche di Z-space, le proiezioni 3D di Dreamoc, i QR code in realtà aumentata e la visualizzazione stereo-immersiva del paesaggio archeologico. Il progetto, destinato a porre Reggio Emilia sempre più in prima linea per capacità di innovazione, è basato su uno studio approfondito del patrimonio archeologico di età romana presente a Reggio Emilia ed elaborato e gestito da Maurizio Forte della Duke University, nonché noto studioso nel campo della cosiddetta virtual archeology. Lo scopo finale della narrazione digitale è aprire diverse prospettive nell’immaginazione virtuale della città, producendo nuove interpretazioni sul tessuto urbano.

“Cinema tra le rovine” a Reggio Emilia

Nei quattro giovedì sera di luglio (6, 13, 20 e 27) alle 21 si svolge “Cinema tra le Rovine 20 anni dopo”. Nel ventennale della rassegna serale estiva ambientata tradizionalmente nel Giardino archeologico del Palazzo dei Musei di Reggio Emilia, dove fanno da suggestiva cornice i monumenti funerari di età imperiale romana, si propongono quattro serate con un programma di proiezioni di film muti di ambientazione antico-romana, con accompagnamento musicale dal vivo del maestro Marco Dalpane. Il genere storico archeologico verrà illustrato di volta in volta da celebri critici cinematografici. Nella serata conclusiva verrà proposto il capolavoro di Stanley Kubrik “Spartacus”, con il commento di un archeologo.

Fibula aurea dal tesoro tardoantico di Reggio Emilia (foto Marco Ravenna)

Maurizio Forte in una postazione Z-Space

Nel tardo autunno poi il secondo evento espositivo: la mostra “La buona strada. Regium Lepidi e la via Aemilia” (23 novembre 2017 – 8 aprile 2018), documenta la fortuna della strada sino al Medioevo e riporta l’attenzione sulla figura del costruttore, il console Marco Emilio Lepido. La via Emilia, il cui tracciato è già testimoniato in parte in epoca preromana, non ha mai cambiato il suo percorso, almeno nello spazio urbano, come dimostra un recente scavo che ha rivelato la sovrapposizione di ben otto livelli di pavimentazioni stradali con il medesimo orientamento, dall’età augustea ai giorni nostri. Dopo avere presentato la strada in tutto il suo sviluppo con un focus sulla figura del costruttore e sui trasporti in età romana, la mostra si concentra sul tratto compreso fra il corso del Secchia e quello dell’Enza, cioè il territorio reggiano; mentre sul piano temporale abbraccia un arco di storia fra l’età etrusca e il Medioevo, con principale attenzione sul periodo romano e uno sguardo finale contemporaneo. Ricostruzioni di mezzi di trasporto e apparecchiature all’avanguardia come i caschi Oculus Rift, le postazioni olografiche di Z-space, le proiezioni 3D di Dreamoc, i QR code consentiranno di conoscere meglio l’antica Regium Lepidi.

Gli eventi di Parma 2200

Numerosi sono gli eventi che la Città di Parma ha ideato per i 2200 anni lungo la via Emilia. Tra questi, il ciclo di conferenze e visite guidate “Fondazione Città di Parma 183 A.C.” sulle tracce della Parma romana, gli incontri de “Il Battistero si svela”, dedicati a uno dei monumenti simbolo della città, le esposizioni, come “Archeologia e alimentazione nell’eredità di Parma romana” (Galleria S. Ludovico, 2 giugno – 16 luglio 2017), che ripercorrerà le origini della cultura alimentare parmense, o “Alla scoperta della Cisa Romana” (Palazzo Bossi Bocchi, 8 ottobre – 17 dicembre 2017), con gli esiti della ricerca archeologica sul Monte Valoria. La mostra “Archeologia e alimentazione nell’eredità di Parma romana” propone un’esperienza in cui ricostruzioni multimediali di oggetti, ambienti e stimoli sensoriali, assieme a reperti archeologici, permettono di esplorare le tracce della romanizzazione del territorio. Mediante analogie tra oggetti antichi e moderni si potranno riconoscere saperi tecnici di una cultura lontana arrivati fino a oggi. Il percorso espositivo, arricchito dalla ricostruzione in 3D della forma urbis romana di Parma, a cura dell’associazione culturale 3D Lab, continua con l’itinerario “Parma Sotterranea” dove si potranno visitare i luoghi più significativi della città antica e si completa, dall’autunno, con un’applicazione per smartphone che, utilizzando la realtà aumentata, ricostruirà le architetture più importanti. Arricchiscono il programma il concorso tematico per giovani illustratori, la creazione di “Aemilia 187 a.C.”, un nuovo spazio pubblico museale nell’area del Ponte Ghiaia, la “Festa della storia” incentrato sui 2200 anni della fondazione cittadina e un importante convegno scientifico internazionale (12-13 dicembre).

Il ritrovamento dei resti del ponte romano a Parma negli scavi degli anni Sessanta del Novecento

Con “Aemilia 187 a. C.” (ottobre 2017), nell’area di Ponte Ghiaia, torna alla luce un pezzo dell’antica Parma romana: cardine delle celebrazioni dei 2200 anni di fondazione della città, “Aemilia 187 a.C.” è un importante progetto di riqualificazione dell’area di Ponte Ghiaia, che comprende un percorso pedonale archeologico urbano su diversi livelli e uno spazio-laboratorio polifunzionale gestito dall’università di Parma. L’intervento prevede inoltre l’esposizione di oltre 170 reperti, ritrovati durante gli scavi della “Nuova Ghiaia”, di cui il Ponte Romano stesso costituisce “il reperto” per eccellenza.

Gli eventi di Mutina splendidissima

Frammento di decorazione parietale con rilievo in stucco di prima età imperiale, con figura di offerente, da una lussuosa villa del suburbio di Mutina

“Definita da Cicerone firmissima et splendidissima, importante città romana dell’Italia settentrionale”, spiegano i promotori del progetto, “Mutina si trova al di sotto delle strade del centro storico, custodita dai depositi delle alluvioni che si verificarono in epoca tardoantica”. Con le celebrazioni del 2017 si vuole rendere percepibile la realtà sepolta attraverso una serie di eventi e una grande mostra dal titolo “Mutina Splendidissima” (25 novembre 2017 – 8 aprile 2018) che ne racconti attraverso nuove scoperte le origini, lo sviluppo e l’eredità lasciata alla città moderna. Già Plinio ricordava che Mutina basava la sua ricchezza su tre produzioni di eccellenza: lane, ceramica pregiata e vino. “Nuove ricerche”, sottolineano gli archeologi, “hanno fatto ritrovare tracce tangibili dell’economia della lana e individuare ville che ne controllavano il commercio. Le lane modenesi erano tra le più pregiate e ricercate dell’impero, tanto da essere ricordate ancora nell’Editto dei prezzi, nel III secolo d.C.  Recentissime scoperte hanno portato alla luce decorazioni parietali con scene figurate tracciate con pigmenti pregiati, stucchi a rilievo ed elementi d’arredo di elevato pregio artistico, equiparabili a quelli provenienti da Pompei”.  Coniugando dati epigrafici e storici verranno resi noti i profili dei Mutinenses: dai primi coloni ai cittadini emigrati in altre regioni dell’impero. Geologia, archeobotanica e archeozoologia permettono poi di ricostruire l’assetto ambientale, idrografico e geologico di 2200 anni fa. Alluvioni e terremoti, che hanno profondamente mutato il paesaggio antico, sono interpretati alla luce dei recenti fenomeni naturali che hanno colpito il territorio modenese e la pianura padana. Un ricco repertorio di opere testimonia come la memoria di quel passato sia diventata nei secoli un’eredità che Modena ha interpretato in un dialogo continuo con la città romana, che ha svolto un ruolo significativo nella costruzione dell’identità culturale e artistica cittadina, soprattutto nella fase di costruzione della cattedrale romanica – ora Patrimonio Unesco – e durante il Rinascimento, quando il riferimento all’Antico orientava  le scelte politiche, il vivere sociale e il linguaggio artistico. Nella mostra, reperti e opere d’arte accostati a preziose testimonianze da numerosi musei italiani, si affiancano a ricostruzioni virtuali a cura di Altair4 Multimedia, ricostruzioni a grandezza naturale, digital storytelling, laboratori didattici.  Alla mostra allestita negli spazi del Foro Boario si collegano le esposizioni curate da Galleria e Biblioteca Estense. In calendario anche altri eventi che vanno dalla street art 3D con artisti internazionali a creare varchi illusori verso il sottosuolo (12 – 14 maggio), alla rievocazione storica (7-10 settembre), alle narrazioni di Ert Fondazione Emilia Romagna Teatro (28 ottobre) che coniugano antiche e moderne abilità imprenditoriali da Mutina al Mef Museo Enzo Ferrari.

Rendering dell’evento “Varchi nel tempo. Tra archeologia e street art 3D”

Dal 12 al 14 maggio 2017 nel centro storico, si potrà dunque assistere a “Varchi nel tempo. Tra archeologia e street art 3D”. Mutina è una città sepolta dalle alluvioni che a partire dal III secolo d.C. ricoprirono e custodirono nel tempo case, edifici pubblici e strade che successivamente l’archeologia ha riconosciuto fino a ricomporre un quadro dell’impianto urbano. In attesa della mostra “Mutina Splendidissima”, i luoghi della città sepolta che si aprivano lungo la Via Aemilia si svelano attraverso illusionistici sprofondamenti nel sottosuolo realizzati da “street artisti” internazionali che per la prima volta coniugano all’archeologia urbana la loro maestria nel realizzare vere e proprie voragini 3D. Gli stessi luoghi saranno visitabili attraverso elaborate ricostruzioni virtuali on line realizzate da Altair 4 Multimedia. Nello stesso fine settimana (13 – 14 maggio) un evento legato al vino Lambrusco ambientato a Palazzo dei Musei ospita “Dall’uva perusinia al Lambrusco”. “Mutina va fiera dell’uva perusinia, d’acino nero, il cui vino sbianca nel giro di 4 anni”, scrive Plinio nel I secolo d.C. Dall’antenato del Lambrusco a oggi, un percorso sulle tracce di una secolare tradizione di eccellenza fra degustazioni dalle migliori cantine emiliane, incontri con esperti e visite alle raccolte del Palazzo dei Musei. Poi, dal 7 al 10 settembre nel verde del grande parco Ferrari ritornano le ricostruzioni storiche di “Mutina Boica” intitolate nel 2017 “La fondazione. 183 a.C.” Il grande evento di rievocazione storica, giunto alla nona edizione, è dedicato alla fondazione di Mutina, avvenuta poco dopo la costruzione della Via Aemilia, e si svolge alternando campi storici, laboratori e spettacoli con centinaia di rievocatori dall’Italia e dall’estero. Un modo nuovo e coinvolgente di raccontare e rivivere vicende e personaggi di un antico passato. E una ulteriore modalità espressiva racconterà la romanità di Modena dal 15 al 17 settembre 2017 con un intervento artistico “site specific” in concomitanza con il Festival Filosofia 2017 sul tema delle “arti”. Su una parete dello storico edificio ex caserma Santa Chiara sarà realizzata un’immagine dedicata a Mutina. L’autore, Eron, è un artista italiano pioniere del writing in Italia, tra i più dotati e virtuosi interpreti della scena internazionale dell’arte urbana. Invece il 3 giugno al teatro Storchi in calendario lo spettacolo “La città sepolta”, scene corali, monologhi e danze con protagonisti gli studenti del liceo classico Muratori – San Carlo guidati dal regista Tony Contartese (collaborazione Musei Civici e associazione culturale Sted).  Le narrazioni di Ert Emilia Romagna Teatro Fondazione (28 ottobre) dal titolo “Ars tua, Ars mea: fabrica nostra” coniugano antiche e moderne abilità imprenditoriali da Mutina al Mef Museo Enzo Ferrari in occasione della ricollocazione della stele dei Lolli, portata in luce alcuni anni fa davanti alla casa natale di Enzo Ferrari.

Gli eventi a Bologna

Corno potorio in vetro dalla necropoli longobarda di Spilamberto (Modena)

Bologna, antica colonia latina lungo la Via Aemilia, ospita al museo civico Medievale la mostra “Medioevo svelato. Storie dell’Emilia-Romagna attraverso l’archeologia” (dal 24 novembre 2017 al 2 aprile 2018), che consente di viaggiare nel tempo per quasi un Millennio (dal V secolo agli inizi del Trecento) in una regione in cui ancora oggi sono profondamente radicati i confini fisici e gastronomici tra Emilia longobarda e Romagna bizantina (Ravenna). Il racconto si dipana dalle trasformazioni delle città tardoantiche all’evoluzione degli insediamenti rurali, evidenziando il potere dei nuovi ceti dirigenti (Goti, Bizantini e Longobardi) attraverso la ritualità funeraria. Dopo un’istantanea sulle città nell’alto Medioevo, profondamente ridimensionate rispetto alla vitalità dei secoli precedenti, e contrapposte al dinamismo dei nuovi empori commerciali (Comacchio nel Ferrarese), lo sguardo si allarga alla riorganizzazione delle campagne (villaggi, castelli, borghi franchi, pievi e monasteri). La narrazione termina ciclicamente con la rinascita delle città, studiate nella nuova fase di età comunale. La mostra è curata da Sauro Gelichi (professore ordinario di Archeologia Medievale all’università Ca’ Foscari di Venezia) e Luigi Malnati (soprintendente Archeologia, Belle arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le Province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara).

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One response to “La Via Emilia: ecco il ricco calendario di grandi mostre, presentazione di ricerche e scoperte archeologiche, ricostruzioni 3D, cyber archeoologia ed eventi per celebrare i 2200 anni dalla fondazione romana di Mutina, Parma e Regium Lepidi. Si inizia da Reggio Emilia, poi Parma e Modena, per finire a Bologna col Medioevo svelato”

  1. Italina Bacciga says :

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