Nel cantiere del nuovo teatro “riscoperto” l’antico acquedotto romano di Cupramontana, nelle Marche, centro piceno dedicato alla dea Cupra, e poi municipio romano. Scoperto alla fine del ‘700, se n’erano persi tracce e ricordo

Il tratto di acquedotto romano "riscoperto" a Cupramontana, borgo in provincia di Ancona, nel cantiere del nuovo teatro comunale

Il tratto di acquedotto romano “riscoperto” a Cupramontana, borgo in provincia di Ancona, nel cantiere del nuovo teatro comunale

Un'antica stampa del borgo di Cupramontana

Un’antica stampa del borgo di Cupramontana

Sotto l’ex teatro le tracce di un antico acquedotto romano. È stato “riscoperto” a Cupramontana, borgo antico nell’entroterra marchigiano in provincia di Ancona, su quello che fu un importante municipio romano e prima ancora un centro della popolazione preromana dei piceni dedicato a Cupra, dea della fertilità. “Riscoperto” perché l’antico acquedotto in realtà era stato scoperto quasi due secoli e mezzo fa dallo storico cuprense don Francesco Menicucci, emerso probabilmente durante alcuni scavi condotti nel 1779. La sua descrizione è conservata all’interno del Commercium Epistolicum, una raccolta di corrispondenza, datata tra il 1788 e il 1793, tra don Menicucci e un altro erudito del tempo, lo storico fermano Giuseppe Colucci. Secondo lo storico cuprense l’antico manufatto si snodava lungo il versante nord-ovest di Cupramontana passando nella zona dell’attuale via Gaspare Spontini, già via Canalecchie, antico toponimo che sembra rimandare proprio alla presenza di un canale, cioè dell’acquedotto. “Sacerdote del clero secolare”, scrive oggi lo studioso cuprense Oddino Giampaoletti, “don Francesco Menicucci parlava il greco e il latino e per queste sue conoscenze non ha avuto difficoltà a scrivere interessanti volumi di storia, della nostra storia, quella del ‘700 cuprense. Fu un archivista di prim’ordine e il suo lavoro si espresse non solo a Cupramontana, ma da Jesi (Archivi Capitolari ed Episcopali) a Firenze (Archivio Granducale). Grazie al suo lavoro di archivista riuscì a pubblicare diversi suoi volumi. Scrisse molto per le Antichità Picene del Colucci e tra questi suoi lavori particolarmente si dedicò alla Lapide di Cupra Montana  narrando anche i risultati di scavi archeologici effettuati nel territorio”.

Il foglio su cui don Francesco Menicucci tracciò la sua ipotesi di tracciato dell'antico acquedotto romano di Cupramontana

Il foglio su cui don Francesco Menicucci tracciò la sua ipotesi di tracciato dell’antico acquedotto romano di Cupramontana

Nella lettera a Colucci la descrizione che fa Menicucci è dettagliata ed entusiasta.  Scrive Menicucci a Colucci: “Acquedotto sotterraneo magnifico scoperto nel 1779. Egli è incavato nel tufo, in figura ovale, alto Palmi Rom. 9 largo Palmi 5. Il suo cominciamento si è trovato essere in o presso la Casa de’ Sig.ri Grana, ora de’ Sig.ri Conti Leoni. È stato sino ad ora scoperto fino al luogo p. Ha un declivio regolarissimo, e tendente verso il Tempio di S. Eleuterio. Più oltre dal punto o sopradetto non si poteva incavare, a motivo appunto del declivio, perocché il terreno da lì alla parte del Ponente si sbassa. Gli antichi suoi Fabbricieri nell’incavarlo, dove videro mancare il tufo, vi supplirono con delle mura fatte a sacco, ed insieme [come soglion dire] a stagno, perché potessero resistere all’acqua. Vi si vede ai lati, ed assai più nel fondo, il tartaro fatto dalle acque, e parecchie buche verticali e quadre, chiamate volgarmente sbocche q, q, q, q, q, q, onde potesse l’acqua scorrervi facilmente. Quest’amplo acquedotto egli è diversissimo da quello che si scoperse a’ tempi del P. Sarti, il quale ne ragiona a carte 51, n° XXVI alla sopra lodata sua opera di Cupra-Montana. Tal’acquedotto è situato, come poc’anzi si accennò, a Mezzo-Giorno, ed è assai più piccolo. Ma quello, di cui parliamo, sta dalla parte opposta, cioè di Tramontana. Da questa parte gli antichi Cuprensi con somma avvedutezza posero a lavorare il fin qui descritto sontuosissimo sotterraneo, per provvedere di acque la loro Città, perocché tal’elemento, giusta le leggi Fisiche, deve più assai che altrove sgorgare nella pendenza delle Colline dalla parte di Tramontana. Le possessioni, che vengono da quest’Acquedotto occupate, denominansi ab antica con il vocabolo le Canalecchie, conforme osserviamo in più nostri Codici, e specialmente nel Catasto dell’anno 1345 alle pergamene 139, 140, 148; dal che sembrami potersi argomentare, tal sotterraneo non essere stato per avventura ignoto a’ nostri Vecchi, ed averlo questi verisimilmente detto “il Canale”, onde può credersi originata quella denominazione di Canalecchie”. Quindi nei tempi antichi a Cupra gli approvvigionamenti di acqua erano garantiti da più fonti. “La prima delle sorgenti si trovava a circa 8-10 metri dalla chiesa di San Leonardo verso il centro della piazza”, ricorda Giampaoletti. “La seconda approssimativamente dove ora c’è il monumento al Donatore AVIS e che è la stessa che alimentava il manufatto romano rinvenuto negli scavi; la terza di rimpetto allo storico ristorante Orietta. Le acque provenienti sia dalla prima sia dalla seconda sorgente, potrebbero essere state convogliate tramite l’acquedotto fino all’antica via Canalecchie, che portava acqua fino al Barlozzo, un serbatoio visibile in via Giovanni Bovio, dal quale una volta riscaldata veniva nuovamente fatta scendere a caduta fino alle Terme alla Dea Cupra, in contrada La Pieve e Palazzi”.

Una veduta panoramica dell'antico borgo di Cupramontana che sorge nell'area del municipio romano

Una veduta panoramica dell’antico borgo di Cupramontana che sorge nell’area del municipio romano

Dell’antico acquedotto romano, che correva “sotto la superficie della terra le misure di un uomo”, nel tempo si sono però persi le tracce e il ricordo. E le ripetute ricerche degli speleo-archeologi, anche recentemente, sono state interrotte per mancanza di tracce. Nessuno si aspettava infatti che l’acquedotto romano seguisse un percorso leggermente diverso da quello indicato da Menicucci, una cinquantina di metri più lontano dall’area dell’ex cinema-teatro, dove è stato trovato per caso. E questo è un classico: molte delle più interessanti scoperte archeologiche emergono per un evento fortuito. A Cupramontana l’occasione è stata data dallo scavo delle fondamenta del nuovo teatro comunale.  È il 20 ottobre 2016:  le ruspe del cantiere si imbattono in quello che sembra un cunicolo. L’impresa esecutrice interrompe tempestivamente gli scavi, e avvisa la direzione lavori e il Comune di Cupramontana. E di qui la segnalazione alla soprintendenza per i Beni Archeologici delle Marche. Mentre il Comune redige e approva una variante al progetto del nuovo teatro (il disegno originario incideva marginalmente sul condotto)  che consente di riprendere i lavori, a gennaio 2017 parte una nuova campagna di scavi che ha portato alla luce un cunicolo incavato a mano nell’arenaria, alto due metri, con uno sviluppo di circa 34 metri e una pendenza del 2%. Un condotto facilmente percorribile verso monte, mentre a valle è completamente ostruito da un palo in cemento armato costruito per sorreggere un piccolo edificio. La scoperta è stata presentata dal sindaco di Cupramontana Luigi Cerioni, e da Ilaria Venanzoni della soprintendenza per i Beni Archeologici delle Marche, con l’archeologo Marco Ambrosi, e l’Archeoclub di Cupramontana.

La caratteristica forma a "V" del condotto dell'acquedotto romano, soluzione tecnica che permette di regolamentare la velocità dell'acqua

La caratteristica forma a “V” del condotto dell’acquedotto romano, soluzione tecnica che permette di regolamentare la velocità dell’acqua

L’esplorazione ha confermato che il cunicolo è proprio il tratto iniziale dell’antico acquedotto romano scoperto quasi tre secoli fa dallo storico cuprense don Francesco Menicucci. La sezione del cunicolo mostra una volta a tutto sesto su pareti che si stringono in basso a forma di ‘V’. “In questo modo”, spiegano gli esperti, “nei momenti di siccità, l’acqua rimane nella parte bassa dell’acquedotto che, essendo più stretta (circa 35-40cm), riesce a convogliarla con maggior velocità verso valle. Al contrario nei periodi di pioggia e quindi con il livello d’acqua più alto, l’allargamento del condotto (fino a un massimo di circa 90cm) permette un deflusso più lento e controllato. Questo sistema garantiva un approvvigionamento dell’acqua alla città pressoché regolare. Si può anche ipotizzare che come in altri acquedotti romani di questa portata, il condotto vada a terminare in una grande cisterna, in genere sotterranea, che ha lo scopo di accumulare e distribuire poi nel migliore dei modi l’acqua all’interno della città”. Don Francesco Menicucci, spiegano gli archeologi, non menziona una cisterna però ricorda “mura sotterranee, che dal sopradetto Acquedotto vanno a terminare nell’infrascritto Predio di S. Eleuterio. Intorno ad esse trovaronsi parecchie volte ed archi con molte ossa di umani cadaveri”. Non è da escludere quindi che il luogo da lui indicatoci corrisponda ad una cisterna, la quale potrebbe essere stata utilizzata come fossa comune nel periodo delle grandi pestilenze. Le nuove ricerche potranno chiarire molti aspetti di questo manufatto. Il Comune è infatti impegnato a reperire le risorse finanziarie necessarie per la rimozione di quanto impedisce l’esplorazione del tratto a valle dell’acquedotto. E intanto a Cupramontana si torna a parlare della creazione di un percorso archeologico strutturato e di interesse turistico.

Annunci

Tag:, , , , , , , , , ,

One response to “Nel cantiere del nuovo teatro “riscoperto” l’antico acquedotto romano di Cupramontana, nelle Marche, centro piceno dedicato alla dea Cupra, e poi municipio romano. Scoperto alla fine del ‘700, se n’erano persi tracce e ricordo”

  1. Italina Bacciga says :

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: