Giordania. A Petra, dove si pensava ci fosse il mercato, scoperti una piscina monumentale e un grande giardino irrigato artificialmente. L’archeologa Bedal: i Nabatei idearono un complesso sistema per raccogliere e conservare l’acqua piovana e sfruttare le sorgenti in collina

Petra: l'area di scavo della piscina e del giardino accanto al Grande Tempio (foto Leigh-Ann Bedal)

Petra: l’area di scavo della piscina e del giardino accanto al Grande Tempio (foto Leigh-Ann Bedal)

Petra: sistema di raccolta delle acque piovane (foto Leigh-Ann Bedal)

Petra: sistema di raccolta delle acque piovane (foto Leigh-Ann Bedal)

A Petra in un anno cadono dai 10 ai 15 centimetri di pioggia: una spruzzata, niente più. Eppure nella città gioiello dei Nabatei, oasi immersa nel deserto giordano, all’incrocio di due importanti  vie commerciali (una che collegava il mar Rosso a Damasco; l’altra il golfo Persico con Gaza, sulle sponde del Mediterraneo), duemila anni fa non solo i suoi abitanti potevano permettersi una fornitura costante di acqua potabile, ma potevano pure permettersi di “sprecarla” per celebrare la grandezza dei suoi regnanti. Lo prova il ritrovamento di un giardino monumentale irrigato artificialmente e di un’enorme piscina, risalenti a duemila anni fa. La straordinaria scoperta del settembre scorso è stata fatta dall’archeologa americana Leigh-Ann Bedal, che dal 2015 dirige la missione archeologica a Petra in Giordania nell’ambito del progetto Petra Garden and Pool Complex.

L'archeologa americana Leigh-Ann Bedal direttore del Petra Garden & Pool Complex Project

L’archeologa americana Leigh-Ann Bedal direttore del Petra Garden & Pool Complex Project

Ipotesi di ricostruzione dell'isola-padiglione della grande piscina di Petra

Ipotesi di ricostruzione dell’isola-padiglione della grande piscina di Petra

“Nel corso del XX secolo”, ricorda l’archeologa americana, “una vasta area del centro di Petra si credeva essere il sito del mercato della città. Questa ipotesi si basava sul fatto che eravamo di fronte a un grande spazio aperto privo di costruzioni in una città dalle grandi tradizioni commerciali”. Sebbene Petra sia stata oggetto di indagini archeologiche per più di un secolo, i “mercati” sono rimasti inesplorati mentre l’attenzione è stata focalizzata sulle tombe, i templi, le chiese, la strada colonnata e la porta ad arco, le cui rovine dominano il paesaggio della città antica. “Nel 1998”, continua Bedal, “un sondaggio preliminare e il successivo scavo del cosiddetto mercato più basso, ha rivelato i resti di una piscina monumentale (43 x 23 m; 2,5 m di profondità) con isola-padiglione. In connessione con la piscina sono stati trovati i resti di un sistema idraulico elaborato – canali, tubazioni e un serbatoio di diversione (castellum) – che trasportavano l’acqua dalla sorgente di Ein Brak sulle colline circostanti alla piscina e irrigava la grande terrazza. Questa combinazione di caratteristiche ricreative e idrauliche ha portato alla teoria che la terrazza sia stato il sito di un giardino. Giardini simili accanto a una piscina sono noti nei complessi del coevo palazzo di Erode il Grande della vicina Giudea. Il complesso giardino e piscina di Petra è l’unico esempio di giardino nabateo noto nella documentazione archeologica, ed è uno dei pochi luoghi antichi di giardino da scavare o studiare nella regione”.

Archeologi all'opera nell'ambito del Petra Garden & Pool Complex Project

Archeologi all’opera nell’ambito del Petra Garden & Pool Complex Project

Il team diretto dall'archeologa Leigh-Ann Bedal

Il team diretto dall’archeologa Leigh-Ann Bedal

Anche se nel 1998 gli scavi avevano rivelato molto sulla piscina e le caratteristiche idrauliche situate nella parte meridionale del sito, la natura della terrazza (65 m x 53 m), ipoteticamente il sito di un giardino coltivato, è rimasta un mistero. E soprattutto sono rimaste molte le domande senza risposte. Qual è stato il disegno complessivo della terrazza giardino? Come era articolato il giardino? C’erano cioè padiglioni, fontane, vasche, percorsi? Quali specie di piante erano coltivate in un giardino nabateo? Quali tecniche di irrigazione sono state utilizzate? Come è stato coltivato? Come è cambiato il giardino nel tempo? L’indagine archeologica del sito con il nuovo progetto è chiamata a dare negli anni le risposte.

Ipotesi di ricostruzione del grande giardino con irrigazione artificiale a Petra

Ipotesi di ricostruzione del grande giardino con irrigazione artificiale a Petra

Visione aerea dell'area della piscina monumentale e del grande giardino a Petra

Visione aerea dell’area della piscina monumentale e del grande giardino a Petra

Intanto si è capito come gli ingegneri nabatei fossero riusciti a mettere a punto un complesso sistema per l’irrigazione (canali, tubazioni in ceramica, cisterne sotterranee e serbatoi che servivano a filtrare l’acqua) che raccoglieva l’acqua piovana e la conservava in centinaia di cisterne sotterranee, assicurando così agli abitanti una fornitura continua di acqua potabile e permetteva loro di coltivare, produrre vino e olio d’oliva e costruire un sontuoso giardino monumentale con una piscina a cielo aperto in mezzo al deserto. La piscina monumentale fu realizzata intorno I secolo a.C., ma già dal secolo precedente la costruzione di piscine era iniziata a diventare di tendenza. “L’architettura monumentale della piscina e il giardino verdeggiante celebravano visivamente il successo dei Nabatei nel fornire acqua alla città”, sintetizza Leigh-Ann Bedal.  “L’opera dimostra che l’acqua veniva anche sprecata per propaganda politica. Per celebrare, insomma, la ricchezza del popolo dei Nabatei. Questa scoperta, però, precisa l’archeologa, può aiutarci a capire come meglio gestire e manipolare il sistema idrico e la scarsità di acqua: sappiamo che il tema dell’acqua sarà centrale e che le prossime battaglie tra popoli avranno questa risorsa quale motivo principale”.

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2 responses to “Giordania. A Petra, dove si pensava ci fosse il mercato, scoperti una piscina monumentale e un grande giardino irrigato artificialmente. L’archeologa Bedal: i Nabatei idearono un complesso sistema per raccogliere e conservare l’acqua piovana e sfruttare le sorgenti in collina”

  1. Italina Bacciga says :

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