Dai popoli del Caucaso alla civiltà nuragica: l’Eurasia protagonista nella mostra di Cagliari con eccezionali reperti dal museo dell’Ermitage di San Pietroburgo in dialogo con i manufatti sardi

Placca in oro che raffigura un leone: uno degli eccezionali reperti dall'Ermitage di San Pietroburgo

Placca in oro che raffigura un leone: uno degli eccezionali reperti dall’Ermitage di San Pietroburgo in mostra a Cagliari

Dai popoli del Caucaso alla civiltà nuragica, oltre 250 eccezionali opere dal V al I millennio a. C. nella mostra “Eurasia, fino alle soglie della Storia. Capolavori dal Museo Ermitage e dai Musei della Sardegna”, aperta fino al 10 aprile 2016 nel Palazzo della Città di Cagliari: gli straordinari materiali dall’Ermitage di San Pietroburgo dialogano con manufatti sardi e italiani, assolutamente sorprendenti, selezionati per l’evento. La mostra nasce nell’ambito di Cagliari Capitale Italiana della Cultura 2015 ed è il primo atto di un Protocollo di collaborazione triennale tra la città – che ha da tempo avviato un importante processo di rigenerazione urbana su base culturale, esemplare a livello nazionale – e il museo dell’Ermitage, con l’obiettivo di sviluppare studi, ricerche, sinergie e relazioni anche nei prossimi anni. Curata da Yuri Piotrovsky, Marco Edoardo Minoja e Anna Maria Montaldo, la mostra offre una straordinaria selezione, “capace di ricostruire il processo preistorico che cambiò il volto dell’Eurasia, un intero continente, dove, sul finire dell’età della pietra, prese corpo, inarrestabile, una rivoluzione culturale nata nel Vicino Oriente e diffusa nel giro di pochi millenni su un territorio vastissimo. L’era neolitica aveva infatti portato con sé, con l’affermarsi di un’economia di produzione, un cambiamento radicale spazzando via in poche decine di secoli pratiche e consuetudini esistenti da circa un milione di anni”.

Capotribù raffigurato in un bronzetto nuragico in mostra a Cagliari

Capotribù raffigurato in un bronzetto nuragico in mostra a Cagliari

“Eurasia, fino alle soglie della Storia” conduce i visitatori a ripercorrere un’epoca cruciale attraverso le testimonianze di ricchissime civiltà che costituirono l’avanguardia nelle trasformazioni culturali, presentando aspetti di eccezionale novità in quella fase di grande evoluzione del pensiero, delle capacità, delle tecniche. Società che, ciascuna per il proprio specifico comparto geografico, seppero costruire ponti e forme di contatto, a livello continentale e a livello mediterraneo, tali da assicurare una posizione preminente nelle dinamiche di scambio e circolazione delle idee, dei saperi, delle innovazioni culturali e tecnologiche. Dal grande museo russo sono giunti oggetti d’uso comune e straordinari corredi funerari, importanti manufatti in oro e pietre preziose, in argilla e pietra, in bronzo e in rame mentre dai musei della Sardegna sono state selezionate oltre cento opere che insieme ad alcuni reperti prestati da musei italiani contribuiscono a indicare i collegamenti e le vie di penetrazione delle diverse culture. “Siamo di fronte a un evento scientifico e di collaborazione internazionale di grandissima valenza”, spiegano i curatori. “Mai prima d’ora, infatti, il museo Ermitage aveva infatti prestato ed esposto in una mostra un nucleo così vasto e importante di opere preistoriche, fondamentali testimonianze del progresso della civiltà”.

Dall'Ermitage sono giunti in mostra oggetti di uso comune e ricchi corredi funerari

Dall’Ermitage sono giunti in mostra oggetti di uso comune e ricchi corredi funerari

“Nulla fu più come prima”, continuano i curatori. “Popolazioni nomadi divennero progressivamente stanziali, la natura diventò paesaggio all’interno del quale l’uomo lavorò, trasformò, costruì, coltivò campi ed allevò animali. Nacquero i villaggi, le distanze, la ruota e nacquero i mezzi di trasporto, gli scambi e, con essi, il commercio. Con la ricchezza si diffusero le guerre e gli strumenti per combatterle e dunque furono necessari nuovi mezzi e nuovi materiali per produrli. Nel giro di pochi millenni l’uso dei metalli determinò cambiamenti epocali, tanto negli utensili e nelle loro fogge, quanto nei sistemi per realizzarle”.

Statuetta di toro in oro proveniente dall'area caucasica e conservata all'Ermitage

Statuetta di toro in oro proveniente dall’area caucasica e conservata all’Ermitage

Dal grande museo di San Pietroburgo – che oltre a raccogliere le collezioni imperiali ha sempre svolto un ruolo di primo piano nella ricerca archeologica e nelle campagne di scavi – sono giunti anche materiali Neolitici risalenti al V millennio a.C., rinvenuti principalmente nel complesso della tomba di Nalchik, con gioielli realizzati con zanne di cinghiale, collane fatte con i denti incisivi del cervo, braccialetti in pietra e utensili in pietra e corno, punte di freccia in selce. Sono però due i principali gruppi di oggetti provenienti dalla Russia esposti in mostra. Il primo s’incentra su due straordinari corredi funerari appartenenti alla “cultura di Maikop” nota per i suoi eccezionali “kurgan”, tombe a tumulo che hanno restituito parure funerarie prestigiose e ricchissime, dove gli strumenti della vita quotidiana si affiancano a vasellame di prestigio e a gioielli in oro e pietre preziose. Proprio alla cultura di Maikop appartiene la sepoltura di un adolescente dal villaggio Ulskogo (Ulyap), dove sono state rinvenute figurine di argilla e pietra, che consentono di ipotizzare legami con le culture del Mediterraneo. Il secondo gruppo di materiali offre un’ampia esemplificazione della cultura di Koban (II-I millennio a.C.), che ci presenta i tratti caratterizzanti di una civiltà della più evoluta età dei metalli, a cavallo tra le fasi recenti dell’età del bronzo e la piena età del ferro.

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