Dagli ultimi romani dell’impero d’Oriente agli uomini senza nome del Sahara, dai balenieri baschi agli sciamani neanderthaliani: archeologia ed emozioni al 2. festival del cinema archeologico dell’altopiano di Asiago. Proiezioni e visite guidate

La città di Sagalassos in Turchia, ultima città romana dell'impero d'Oriente, governata da Costantinopoli

La città di Sagalassos in Turchia, ultima città romana dell’impero d’Oriente, governata da Costantinopoli

Con la proiezione del film in concorso “Sagalassos. Gli ultimi romani” di Philippe Axell e Marco Visalberghi, venerdì 7 agosto 2015 alle 20.45 al cinema-teatro Palladio di Cesuna di Roana, apre ufficialmente il 2° festival internazionale del Cinema Archeologico dell’Altopiano di Asiago, premio “Olivo Fioravanti”, che si concluderà domenica 9. Ogni giorno sono previste proiezioni e visite guidate. Partecipazione libera e gratuita. Nella serata inaugurale, dopo il film che presenta la straordinaria scoperta della città di Sagalassos in Turchia, ultima città romana dell’impero d’Oriente, governata da Costantinopoli, cercando di dare risposte a diverse domande: come vivevano le persone in questo vortice della storia fra la Pax Romana e il primo regno del Medio Evo? E perché la città scomparve, e con essa la Civiltà Greco-romana? Segue il documentario di Altair 4 Multimedia Come Nerone salvò Roma”, che restituisce un’immagine inedita dell’ultimo imperatore della dinastia Giulio-Claudia, portandone in luce le qualità positive e l’attività costruttiva che ha segnato in maniera indelebile il volto della città di Roma. Con l’ausilio di ricostruzioni sceniche e della computer grafica 3d vengono ricostruite le fasi dell’incendio del 64 d.C., che distrusse la capitale dell’impero, e la successiva attività di ricostruzione promossa da Nerone. Quindi si proietta La macchina del tempo” di Filip Milenkovic. Sette periodi, sette ambienti, uno scopo: diventare testimoni di momenti di vita dell’Uomo preistorico. Lo spettatore si ritrova proiettato nel passato, tra i boschi e radure, mentre spia un Neanderthal, un pescatore, una sciamana, un cacciatore, intenti nel loro neolitico vivere quotidiano.

Il regista Lucio Rosa nelle riprese del film “Il segno sulla pietra - Il Sahara sconosciuto degli uomini senza nome”

Il regista Lucio Rosa nelle riprese del film “Il segno sulla pietra – Il Sahara sconosciuto degli uomini senza nome”

Sabato 8 agosto, seconda giornata, apre alle 9 con la visita guidata ai graffiti della Val d’Assa, cui seguirà alle 17 la visita guidata al sito del Paleolitico superiore di Riparo Battaglia ad Asiago. Le proiezioni, sempre dalle 20.45, stavolta sono al cinema Lux di Asiago. Apre il film in concorso Il segno sulla pietra – Il Sahara sconosciuto degli uomini senza nome” di Lucio e Anna Rosa. La storia del Sahara racconta di un alternarsi di fasi climatiche estreme: periodi di grandi aridità, di grandi piogge e, dietro di esse, le vicende di uomini che ebbero la ventura di scegliere quella terra come loro dimora. 12000 anni fa, dopo una fase di aridità estrema, ritornò la pioggia e la vita ricominciò a germogliare lentamente. Così, nel Sahara centrale, sui massicci del Tadrart Acacus e del Messak, nel sud ovest della Libia, si formarono le prime comunità, tenaci e vitali, culturalmente compiute, che riuscirono anche ad elevare a linguaggio pittorico, quindi complesso, il loro vissuto quotidiano ed il loro primitivo bisogno di trascendenza. I ripari che li accoglievano, divennero attraverso l’arte rupestre, dalla fine del Pleistocene all’Olocene, fino all’ultima desertificazione, sede e conservazione di un sapere, libri di pietra sui quali di dipanava e si affermava una vicenda umana che ancora oggi mostra intatta tutta la sua straordinaria e avvincente magia… Dall’Africa alla Siria con il secondo film in cartellone: Qatna – Scoperta nella Tomba del Re” di Simone Schillinger. Nell’estate del 2009 alcuni archeologi scoprirono un arcosolio intatto nelle rovine del palazzo del Regno di Qatna. Il documentario, anche grazie alle magnifiche ricostruzioni virtuali, racconta la misteriosa storia di una fiorente metropoli, crocevia di nuovi commerci nel II millennio a.C. tramontata poi a causa di un grande incendio nel 1340 a.C. circa.

La lavorazione della balena in una stampa del XVI secolo

La lavorazione della balena in una stampa del XVI secolo

La terza giornata, domenica 9 agosto, inizia alle 16 con la visita guidata al museo archeologico dell’Altopiano dei Sette Comuni e al sito archeologico del Bostel di Rotzo. Quindi, alle 17, laboratori didattici per bambini. Le proiezioni, sempre dalle 20.45, si spostano all’auditorium di Gallio. Apre il terzo film in concorso Balenieri baschi. La storia dell’ultima baleniera” di Jon Maia, che ripropone il viaggio tipico dei balenieri baschi del XVI secolo. Una fedele riproduzione dell’imbarcazione è stata realizzata nel cantiere navale di Pasaia ed è stata utilizzata per una spedizione di sei settimane, utilizzando solo i remi e la vela. La nave, col suo equipaggio, ha viaggiato attraverso il Canada, riscrivendo così la storia marittima internazionale. Al termine sarà assegnato al film vincitore il premio alla memoria di Olivo Fioravanti.

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