Sicilia centro-meridionale. Scoperto a Case Bastione di Villarosa di Enna un villaggio preistorico di 5-6mila anni fa

Quinta campagna di scavo nel villaggio preistorico di Case Bastione a Villarosa di Enna

Quinta campagna di scavo nel villaggio preistorico di Case Bastione a Villarosa di Enna

L'archeologo Filippo Iannì

L’archeologo Filippo Iannì

È uno dei principali insediamenti preistorici di tutta la Sicilia centro-meridionale: l’importanza del villaggio di età preistorica di Case Bastione, nel territorio di Villarosa di Enna, lungo la valle del fiume Morello, è confermata dai risultati della quinta campagna di scavi archeologici che si è appena conclusa dopo quattro settimane. “Le ricerche di questi ultimi anni”, sottolineano gli archeologi Enrico Giannitrapani e Filippo Iannì della cooperativa Arkeos di Enna, “testimoniano come, tra il IV millennio e la prima parte del II millennio a.C., il villaggio di Case Bastione sia stato abitato da una ricca comunità di pastori e agricoltori, capaci anche di sfruttare le ricche risorse minerarie presenti in questa parte della Sicilia centrale, quali zolfo e salgemma, instaurando rapporti commerciali e scambi con tutto il Mediterraneo centro-occidentale”. A questa campagna, inserita nell’ambito della quarta edizione della Summer School Internazionale “Archeologia nella Sicilia centrale: la preistoria degli Erei”, hanno partecipato oltre 30 studenti provenienti da diverse università, principalmente inglesi, quali Newcastle, Sheffield, Liverpool, Nottingham.

Il villaggio preistorico di Case Bastione fu frequentato tra il IV e il II millennio a.C.

Il villaggio preistorico di Case Bastione fu frequentato tra il IV e il II millennio a.C.

Il sito di Case Bastione è situato lungo la statale 290, a metà strada circa tra Villarosa e Calascibetta, immediatamente sotto il piccolo altipiano di contrada Lago Stelo. L’area, costituita, da terreni argillosi oggi coltivati principalmente a cereali, è posta in posizione dominante rispetto alla valle del fiume Morello. La quantità e la qualità dei reperti ceramici e litici ritrovati permette di inquadrare tale insediamento in un periodo compreso tra il IV ed l’inizio del II millennio a.C. Tra i materiali ceramici più antichi è stato possibile individuare vari frammenti di vasi databili al Neolitico tardo (fine IV millennio a.C.), caratterizzati dalla superficie esterna ingubbiata rossa e dalla presenza delle tipiche anse a “rocchetto”. “Questi frammenti”, spiegano gli archeologi, “costituiscono un elemento importante per la conoscenza delle fasi neolitiche della Sicilia centrale, periodo ancora quasi del tutto sconosciuto in questa parte dell’isola”. Nell’area sono stati rinvenuti anche alcuni frammenti dipinti in nero su fondo rosso evanescente, databili alla media età del Rame (prima metà del III millennio a.C.).

Le fasi più rappresentate sono quelle dell'età del rame recente e del Bronzo antico

Le fasi più rappresentate sono quelle dell’età del rame recente e del Bronzo antico

Sicuramente le fasi meglio rappresentate a Case Bastione sono quelle di Malpasso e Castelluccio. La prima, così chiamata dal sito eponimo di Malpasso in territorio di Calascibetta, è databile alla metà del III millennio a.C. (recente età del Rame) ed è caratterizzata da vasi non decorati con la superficie di colore rosso lucidata e lisciata. I frammenti attribuibili alla seconda fase, quella di Castelluccio (antica età del Bronzo, fine del III ed inizio del II mill. a.C.), sono dipinti in nero su fondo rosso con motivi geometrici caratteristici dell’epoca. “Al contrario delle fasi precedenti”, continuano gli esperti, “queste due facies sono ben conosciute in tutta la Sicilia, compresa la zona centrale, anche se i motivi della grande diffusione demografica, testimoniata principalmente dalla grande abbondanza di insediamenti databili a questa fase, devono ancora essere compresi nelle loro dinamiche sociali, culturali ed economiche. L’industria litica è caratterizzata da lame, grattatoi, raschiatoi e schegge ritoccate in selce e quarzarenite. È presente anche una certa quantità di lame e schegge in ossidiana sicuramente proveniente da Lipari. Sono stati rinvenuti anche alcuni macinelli e pestelli, probabilmente utilizzati nella lavorazione dei cereali, e alcune asce in pietra”.

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