Montegrotto. Riaperta a tempo di record l’area archeologica delle terme Neroniane, danneggiata dall’alluvione del 2014. Visite guidate a tutti gli scavi del parco delle Terme Euganee

Il grande ambiente absidato delle terme Neroniane di Montegrotto riaperto al pubblico dopo i danni dell'alluvione del 2014

Il grande ambiente absidato delle terme Neroniane di Montegrotto riaperto al pubblico

Riaperta a tempo di record l’area archeologica sotto l’hotel Terme Neroniane. Così Montegrotto ritrova il suo articolato parco archeologico delle Terme Euganee, realizzato col Progetto Aquae Patavinae, operativo da anni grazie alla sinergia tra soprintendenza Archeologia del Veneto, università di Padova e Comune di Montegrotto. L’area archeologica delle Terme Euganee – lo ricordiamo – si estende sull’ampio appezzamento di terreno posto tra viale delle Terme e via degli Scavi con vestigia di età romana, punto di partenza di un interessante itinerario archeologico che comprende varie tappe di cui le più significative sono gli scavi di via Neroniana e il complesso termale dell’Hotel Terme Neroniane.

Gli archeologi al lavoro nel complesso delle Terme Neroniane  a Montegrotto

Gli archeologi al lavoro nel complesso delle Terme Neroniane a Montegrotto

L’area sotto l’hotel Terme Neroniane, aperta al pubblico nel 2011 con un bell’allestimento basato sulle suggestioni luminose, ha subito gravi danni con l’alluvione che, nel febbraio 2014, ha messo in ginocchio Montegrotto. Nel giro di pochi mesi, grazie a un finanziamento in somma urgenza da parte del ministero e a una febbrile attività di risanamento e restauro, la soprintendenza Archeologia del Veneto è riuscita a riparare ai danni e a riallestire l’area, meglio di prima, per la stagione turistica che si è appena aperta. Dopo un periodo di forzata chiusura, i visitatori possono di nuovo apprezzare i resti archeologici del complesso termale di età romana scoperto sotto l’hotel Terme Neroniane grazie a una serie di scenari luminosi, che pongono l’attenzione ora sulle strutture, ora sui pavimenti, ora sul percorso dell’acqua; possono confrontare quel che resta con le ipotesi ricostruttive, ben illustrate nella pannellistica di allestimento dell’area; possono soddisfare le curiosità in materia interrogando gli archeologi che li accompagnano nella visita.

Una ricostruzione di un settore del complesso termale neroniano a Montegrotto

Una ricostruzione di un settore del complesso termale neroniano a Montegrotto

Marianna Bressan responsabile del progetto Aquae Patavinae

Marianna Bressan responsabile del progetto Aquae Patavinae

“Come soprintendenza Archeologia”, spiega Marianna Bressan, responsabile del progetto Aquae Patavine per la soprintendenza, “siamo orgogliosi di essere riusciti a ottenere e far fruttare un finanziamento straordinario del ministero per i Beni e le attività culturali e del turismo, stanziato in somma urgenza dopo l’alluvione che, nel febbraio 2014, ha sommerso Montegrotto e con essa le nostre aree archeologiche. L’area che ha sofferto di più ovviamente è stata quella ipogea, sotto l’hotel Terme Neroniane. Grazie a un’intensa attività in questi mesi, però, la nostra soprintendenza è riuscita a risanarla, restaurarla, sostituire la pannellistica completamente marcita, ripristinare l’apparato luminoso, che rappresenta la cifra peculiare dell’area, e migliorarlo con un nuovo scenario”.

La ricostruzione del complesso termale neroniano scoperto nel 1780 da Giovan Antonio Dondi Orologio

La ricostruzione del complesso termale neroniano scoperto nel 1780 da Giovan Antonio Dondi Orologio

La riaperta area archeologica sotto l’hotel Terme Neroniane a Montegrotto Terme, come si diceva, è parte integrante del Progetto Aquae Patavinae, nato nel 2005 con la collaborazione dell’università di Padova, la soprintendenza ai Beni Archeologici del Veneto e il Comune di Montegrotto Terme, per realizzare il Parco Archeologico delle Terme Euganee in cui tutte le aree archeologiche siano collegate e fruibili. Altri siti archeologici situati tra Abano e Montegrotto sono purtroppo andati perduti, ma grazie ad un percorso attrezzato con pannelli esplicativi è possibile ricostruire e visitare virtualmente tutti i principali luoghi che hanno reso importanti e famose le Terme Euganee nell’antichità. L’ampia zona archeologica è stata scoperta nel 1780 da Giovan Antonio Dondi Orologio che qui compì un primo scavo, ma solamente a partire dagli anni ’60 del secolo scorso è stata riportata completamente alla luce attraverso una lunga campagna di scavi e un accurato studio dei reperti. Nell’area sono visibili i resti di una imponente struttura termale risalente all’età augustea (I e II secolo d.C.) costituita da tre grandi vasche-piscine collegate tra di loro da un articolato sistema di canalizzazioni per l’adduzione e il deflusso delle acque termali e da altri edifici funzionali all’accoglienza di coloro che usufruivano delle terme. Si riconoscono i portici, gli spogliatoi, le aree di riposo, i ninfei e pure un piccolo teatro, che completava l’offerta di svago ed intrattenimento del grande complesso termale. Le strutture sono state ricostruite graficamente e illustrate con grande chiarezza nei pannelli espositivi che arredano il percorso di visita.

L'area archeologica di via degli Scavi a Montegrotto

L’area archeologica di via degli Scavi a Montegrotto

La ricostruzione della villa neroniana di Montegrotto

La ricostruzione della villa neroniana di Montegrotto

Visita agli scavi. A poche centinaia di metri dall’area archeologica di via Degli Scavi, oltrepassando la stazione ferroviaria di Montegrotto e imboccando via Neroniana si incontra una importante area archeologica che presenta i resti di una sontuosa villa romana databile agli inizi del I secolo d.C.. La villa è stata in fasi successive ampliata e probabilmente fu utilizzata fino al IV secolo d.C.; a seguito della caduta dell’Impero Romano il territorio euganeo venne progressivamente abbandonato e la lussuosa residenza lasciata cadere in rovina. Sui suoi resti si insediò un villaggio di capanne e più tardi venne edificata una solida dimora signorile, sopravvissuta fino all’alto medioevo e di cui sono ancora visibili alcune parti. Recenti scavi hanno portato alla luce anche alcune testimonianze di epoca pre-protostorica che dimostrano una frequentazione di questo luogo sin dal III-II millennio a.C. Per la tutela e valorizzazione degli importanti ritrovamenti sono state realizzate delle coperture che riproducono nei volumi le dimensioni originarie della villa di età imperiale. Adiacente agli scavi di via Neroniana si trova l’hotel Terme Neroniane, dove sono stati rinvenuti i resti di un altro straordinario complesso termale risalente alla fine del I e inizio del II secolo d.C. C’erano un’ampia sala absidata, vasche adibite all’immersione e al nuoto, con un complesso sistema di circolazione delle acque termali, e vari edifici complementari. Il sito archeologico è visibile dal pavimento a vetrate posto nella sala ristorante dell’hotel ed è stato reso accessibile anche esternamente grazie alla realizzazione di un passaggio che consente di entrare sotto le fondamenta dell’edificio per ammirare da vicino gli scavi. Da luglio e per tutta la stagione estiva, apertura ogni domenica delle aree archeologiche di viale Stazione/via degli Scavi, della villa romana di via Neroniana e sotto l’Hotel Terme Neroniane. Previste visite ogni ora con archeologi: al mattino 10:30 -12:30, al pomeriggio 17-19. Meglio prenotare. Tutti gli altri giorni apertura delle aree archeologiche solo su prenotazione per gruppi, scolaresche, associazioni (minimo 10 partecipanti). Visite in lingua straniera su prenotazione. Per info e prenotazioni: LAPIS Archeologia-Storia-Arte-Ricerca lapisarcheologia@gmail.com

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